L’evoluzione della formazione aziendale

Secondo Franco Amicucci, fondatore di Skilla, le Academy interne sono “il segnale di un cambiamento profondo nel modo in cui le imprese concepiscono la formazione"

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Intervista a Franco Amicucci, sociologo, formatore, docente, una delle voci più autorevoli nel mondo della formazione aziendale

Sociologo, formatore, docente, Franco Amicucci è una delle voci più autorevoli nel mondo della formazione aziendale.

Ha fondato nel 2000 Skilla, società di riferimento per le metodologie didattiche, e ha al suo attivo diverse pubblicazioni sul tema dell’apprendimento. Partendo dai dati Assoknowledge, gli abbiamo chiesto per prima cosa come si spiega la crescita delle Academy in Italia negli ultimi dieci anni e ci ha risposto che questa crescita è “il segnale di un cambiamento profondo nel modo in cui le imprese concepiscono la formazione”.

Franco Amicucci, formatore e fondatore di Skilla
Franco Amicucci, formatore e fondatore di Skilla

Che cosa è cambiato nella formazione aziendale?

Se prima le aziende si limitavano ad acquistare competenze dall’esterno, oggi sono diventate produttrici di conoscenza. Questo passaggio è stato accelerato da diversi fattori: il mismatch tra domanda e offerta di competenze, l’evoluzione tecnologica che richiede aggiornamenti continui, e la volontà di aprire le Academy anche a pubblici esterni come giovani, fornitori e clienti. Le Academy non sono più solo strumenti interni,ma veri e propri hub di cultura aziendale.

Come nasce una Academy aziendale? Ci sono delle norme alle quali fare riferimento se si decide di istituire una Academy all’interno della propria azienda?

Una Academy nasce da un’intenzione strategica. Quella di strutturare un sistema formativo coerente con la visione e la cultura dell’impresa. Non esiste una normativa nazionale specifica che ne regoli l’istituzione, ma ci sono strumenti e riferimenti utili. Tra questi, i fondi interprofessionali per la formazione continua, le collaborazioni con Its, università e scuole, e le linee guida europee sull’apprendimento permanente.

Alcune regioni italiane, come il Piemonte, le Marche, l’Emilia-Romagna, la regione Lazio e altre, hanno stimolato, con appositi provvedimenti legislativi, la nascita e il potenziamento delle Academy aziendali. La regione Piemonte ha promosso vere e proprie Academy di filiera, per i diversi comparti produttivi. Questi provvedimenti regionali accreditano le Academy aziendali, permettendo l’accesso ai fondi della formazione professionale, in particolare per la formazione dei giovani disoccupati.

Che cosa comporta la scelta di istituire una propria Academy? Quali competenze richiede? È sufficiente il lavoro del team HR o servono figure specifiche?

Attivare una Academy significa ripensare il modo in cui l’azienda apprende e cresce. Non basta il lavoro del team HR, per quanto fondamentale. Servono competenze specifiche in progettazione didattica, tutoraggio, sviluppo E-learning, coaching e gestione dei contenuti. È necessario coinvolgere progettisti della formazione aziendale, docenti interni, learning coach, esperti di tecnologie didattiche. La Academy diventa così un luogo dove si integrano saperi, esperienze e strumenti, in modo sistemico.

Attivare una Academy è un investimento: come si misura il ritorno di questo investimento?

Il ritorno sull’investimento si misura su più livelli. A livello operativo, si osservano miglioramenti nelle performance individuali e di team, riduzione dei tempi di onboarding, aumento della retention e dell’engagement. Sul piano strategico, si valuta l’impatto sul business e sull’innovazione. Uno degli indicatori più importanti per il futuro sarà l’impatto sull’attrazione dei talenti a livello nazionale e internazionale. Per misurare l’efficacia di un’Academy, Skilla ha sviluppato una metodologia per analizzare oltre 50 Kpi del sistema formativo aziendale e un ambiente digitale, il Digital Academy Maturity Index, dove sono già presenti oltre 50 Academy aziendali.

Con Skilla supportate le aziende nella creazione di Academy: in che cosa consiste la vostra proposta? Possiamo citare qualche caso interessante che avete contribuito a creare?

La proposta di Skilla si basa su un approccio blended e personalizzato, consolidato con oltre 20 anni di esperienza e oltre 50 Academy progettate per le più grandi organizzazioni italiane. Accompagniamo le aziende nella mappatura dei processi formativi, nella formazione formatori e nel coaching ai referenti interni, nella fornitura di una delle più evolute piattaforme eLearning, SkillaHub, e nell’adozione di software per la gestione.

L’innovazione più recente è l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale in vari processi delle Academy aziendali. E nell’uso di simulatori conversazionali, ambienti immersivi basati su AI, uno dei nuovi servizi di Skilla, per la formazione manageriale, la formazione delle reti vendita e la formazione delle soft skill. Queste modalità, vere e proprie palestre formative, sono di grande efficacia, si integrano e fanno evolvere la formazione d’aula e l’eLearning tradizionale. Tra i tanti casi, possiamo citare la Geox Academy, dove abbiamo co-progettato un programma di leadership ispirato ai modelli delle Business School internazionali, integrando AI, design thinking e coaching manageriale. Ma anche Moova, una delle Academy di Almaviva, e l’Academy di Ovs.

Come vede il futuro delle Academy?

Le Academy stanno evolvendo da centri di formazione a veri e propri laboratori di cultura d’impresa. Le vedo sempre più integrate con le strategie aziendali, aperte al territorio e alle reti educative, basate su modelli di apprendimento adattivo e personalizzato. Saranno strumenti chiave per la formazione continua, la leadership trasformazionale e la costruzione di comunità professionali capaci di apprendere e innovare insieme.

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