Giornata Mondiale del Capo: quanto pesano i bad bosses?

I dati dello studio europeo di LiveCareer mostrano l'impatto della cattiva gestione: il 19% dei dipendenti ha già lasciato il lavoro a causa del proprio capo e il 41% ha preso in considerazione l'idea di farlo.

0
22
In occasione della Giornata Mondiale del Capo, che si celebra il 16 ottobre, il dibattito sulle dinamiche di potere in ufficio torna al centro dell'attenzione.

In occasione della Giornata Mondiale del Capo, che si celebra il 16 ottobre, il dibattito sulle dinamiche di potere in ufficio torna al centro dell’attenzione.

L’indagine condotta da LiveCareer porta alla luce la reale percezione dei dipendenti europei riguardo ai propri dirigenti, accendendo i riflettori sui costi organizzativi della cattiva gestione. Dal documento “Bad Bosses: report su cattivi capi e manager tossici” emerge che, in molte aziende, i comportamenti tossici dei manager non vengono presi abbastanza sul serio. In alcuni casi vengono tollerati, in altri persino premiati. Questo può spingere i dipendenti ad andarsene: il 60% dichiara di aver lasciato il lavoro, o di aver pensato di farlo, per un cattivo manager.

La percezione dei “bad bosses”

Insomma, snocciolando i dati vediamo che i cattivi manager spingono le persone a lasciare il lavoro: il 19% ha lasciato un impiego a causa del proprio manager, mentre il 41% ha preso in considerazione l’idea di farlo. Inoltre, non sono casi isolati: oltre tre dipendenti su quattro ritengono che figure di questo tipo siano comuni, persino inevitabili. E i manager tossici fanno anche carriera, dato che il 48% viene promosso nonostante una gestione scadente o resta al proprio posto senza conseguenze. Solo il 6% migliora grazie a interventi mirati o richiami. Le aziende, in generale, tollerano i manager brillanti anche se sono problematici: lo pensa il 66% dei dipendenti. Un altro 54% non si sente al sicuro nel far presente la cattiva gestione alle risorse umane e teme ripercussioni.

Come definire una gestione tossica?

Il confine tra buona gestione e comportamento tossico non è sempre facile da definire. Quello che per qualcuno può sembrare solo un modo esigente di lavorare, per altri può trasformarsi in controllo eccessivo, pressione continua o mancanza di rispetto. Su un punto, però, i dati sono chiari: la cattiva gestione è molto presente nei luoghi di lavoro. Anche chi ha avuto esperienze positive riconosce che i manager tossici non sono casi isolati.

Come i dipendenti valutano i manager incontrati durante la propria carriera:

  • in maniera positiva: 49%,
  • esperienze sia positive sia negative: 39%,
  • in maniera negativa: 12%.

Quanto sono diffusi i manager tossici? Molto presenti per il 73% dei dipendenti interpellati. Rari per il 24% e inevitabili per il 3%.

Cosa fa un cattivo manager nella pratica

Quando si guardano più da vicino i comportamenti dei cattivi manager, emerge un aspetto importante: il problema non riguarda solo la mancanza di competenze. Per molti dipendenti, riguarda soprattutto la correttezza nel modo di gestire le persone.

Tra i comportamenti più frequenti:

  • premiare sempre le stesse persone: 36%,
  • prendersi il merito dei risultati degli altri: 30%,
  • cambiare obiettivi o criteri a lavori in corso: 26%,
  • non assumersi le proprie responsabilità: 20%,
  • voler controllare ogni passaggio: 19%,
  • non prendere sul serio stress e burnout: 19%,
  • umiliare le persone davanti agli altri: 18%,
  • non avere le competenze necessarie per il ruolo: 18%,
  • trasformare ogni problema in un’urgenza: 16%,
  • creare un ambiente ostile o poco sereno: 15%

Effetto domino su lavoro e risultati

Una cattiva gestione non resta quasi mai un problema isolato. Quando un manager crea tensione o sfiducia, gli effetti possono allargarsi poco alla volta a tutto il team e incidere anche sui risultati dell’azienda. Quello che all’inizio sembra solo tensione interna può trasformarsi in disimpegno, burnout e obiettivi mancati.

Le conseguenze più spesso associate alla cattiva gestione includono:

  • conflitti e tensioni all’interno del team: 52%,
  • dipendenti che lasciano l’azienda: 41%,
  • risultati scarsi e mancato raggiungimento degli obiettivi: 35%,
  • conseguenze sulla salute mentale, come stress e ansia: 34%,
  • clima di sfiducia e paura di esprimersi apertamente: 33%,
  • disinteresse e calo della motivazione: 30%,
  • burnout ed esaurimento: 27%,
  • carriera ferma o mancanza di crescita professionale: 22%.
  • nessuna delle precedenti: 9%.

“La cattiva gestione dei team non è solo un problema nei rapporti tra persone: è un grave problema per il funzionamento dell’azienda”, commenta Jasmine Escalera, esperta di carriera per LiveCareer. “I dati lo mostrano chiaramente. Quasi la metà dei dipendenti afferma che i cattivi manager vengono promossi o restano al loro posto senza conseguenze. Il 60% dichiara di aver lasciato un lavoro, o di aver pensato seriamente di farlo, a causa di una leadership tossica. Quando le aziende tollerano comportamenti di questo tipo, finiscono per mettere a rischio il benessere mentale dei dipendenti e la loro permanenza in azienda nel lungo periodo. Non si può costruire un’azienda capace di ottenere buoni risultati se il comportamento dei manager spinge le persone migliori ad andarsene”.


Consulta il report completo: www.livecareer.it/consigli-di-carriera/report-manager-tossici

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here