A lezione in azienda

Sempre più aziende istituiscono Academy e Training Center, puntando sulla formazione in house non solo per aggiornare le competenze dei propri lavoratori, ma anche per essere più attrattive nei confronti di chi cerca un impiego che offra possibilità di crescita professionale e umana

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Sempre più aziende istituiscono Academy e Training Center interni puntando sulla formazione in house per competenze e attraction di talenti

di Virna Bottarelli | La creazione di Academy e Training Center è una tendenza sempre più diffusa nell’ambito della formazione aziendale.

Nonostante le prime Academy siano nate negli anni Venti negli Stati Uniti, con General Motors, la popolarità di questo format è relativamente recente. Ed è collegata a un tema che da qualche anno interessa le aziende di quasi tutti i settori: il divario di competenze. Molte organizzazioni sono infatti alle prese con un gap importante tra quello che i dipendenti sanno fare e quello che invece dovrebbero saper fare per rispondere alle richieste del mercato. Ecco perché, avere all’interno dell’azienda un’organizzazione strutturata e orientata alle esigenze di apprendimento dei lavoratori, Academy e Training Center, appunto, è diventata un’opzione interessante.

L’idea di dotarsi di vere e proprie scuole, se non università, interne all’azienda attrae quindi sempre più imprese, che scelgono di offrire questa soluzione non solo ai propri dipendenti, ma anche a persone esterne all’organizzazione. Con l’obiettivo, a volte, di reclutare professionisti che possano coprire profili specifici, spesso difficili da trovare sul mercato. Coinvolgendo non solo esperti presenti in azienda, ma anche specialisti del settore e accademici esterni alla propria realtà, i programmi promettono di arricchire il know-how e stimolare l’innovazione.

Academy e Training Center: in Italia è boom

Nel 2024 sono state individuate nel nostro Paese 232 imprese dotate di Academy e Training Center interni. Il dato è contenuto nel Rapporto 2025 sullo stato dell’education delle imprese in Italia pubblicato da Assoknowledge – Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici. Giuseppe Cappiello, del Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna, ha approfondito proprio il tema delle Academy.

Definite come “iniziative, più o meno strutturate, avviate dalle imprese all’interno del perimetro aziendale allo scopo di allineare costantemente la conoscenza disponibile internamente con gli obiettivi tracciati dalla strategia aziendale. E non disperdere quel patrimonio accumulato nel tempo, soprattutto per quanto riguarda le competenze distintive”. A conferma della diffusione che hanno avuto negli ultimi anni, Cappiello fa notare che nel 2010, anno del primo Rapporto Assoknowledge, le imprese dotate di una Corporate University erano solo 25.

Come si spiega questo boom? “Se in passato potevano essere sufficienti le agenzie tradizionali per formare la forza lavoro e più in generale per garantire un flusso di conoscenza aggiornata, ora queste non sembrano più bastare. L’accelerazione dello sviluppo tecnologico e il contestuale calo demografico, soprattutto se li si guarda in ottica globale, hanno portato a una carenza di risorse umane molto difficile da colmare. E impongono alle imprese di adottare nuovi dispositivi per quanto riguarda la gestione delle stesse”, scrive Cappiello.

Potenziamento di contenuti e target

Non si tratta solo di una crescita numerica, ma anche di un potenziamento dei contenuti formativi offerti. “Le imprese oggi non si limitano all’addestramento per lo svolgimento delle mansioni previste ma prestano maggiore attenzione che in passato allo sviluppo manageriale. E sono sempre di più i moduli formativi che riguardano la capacità di anticipare i cambiamenti del mercato e reagire alle nuove tendenze”, aggiunge.

Inoltre, i destinatari delle attività delle Academy sono diversi: operai (24,3%), middle management (19,7%), nuovi assunti (17,6%), dirigenti (6,7%). Coinvolte, seppur in misura minore, anche altre categorie come fornitori (2,4%) e dipendenti di aziende partner (2,9%). Sempre più imprese organizzano iniziative rivolte all’esterno, ad esempio per sensibilizzare su temi ambientali o per aumentare la propria reputazione.

Connessioni con istruzione e politiche del lavoro

Da una ricerca di Assolombarda emerge anche che molte iniziative di Academy e Training Center, nate per rispondere alle esigenze di formazione dei collaboratori, hanno ampliato il raggio d’azione per dialogare con il sistema educativo e con gli operatori delle politiche attive del lavoro.

In particolare, nell’ambito della riforma “4+2”, che prevede docenze di professionisti aziendali, le Academy aziendali possono diventare interlocutori privilegiati delle scuole. Tra queste, gli Its hanno un ruolo di primo piano: una volta esauriti i finanziamenti del Pnrr, è molto probabile, sostengono in Assolombarda, che il consolidamento di questo sistema dipenderà dall’ulteriore rafforzamento del contributo formativo delle imprese.

Massimiliano Fiorucci, Rettore Università Roma Tre, e Claudio Senigagliesi, coordinatore filiera ITS
Massimiliano Fiorucci, Rettore Università Roma Tre, e Claudio Senigagliesi, coordinatore filiera Its

Un esempio arriva da Roma, dove lo scorso febbraio il Rettore dell’Università Roma Tre, Massimiliano Fiorucci, e il Coordinatore Nazionale Filiera delle Fondazioni Its Academy dei Servizi alle Imprese, Claudio Senigagliesi, hanno firmato il Protocollo di Intesa per la sperimentazione di un modello di integrazione operativa fra i mondi dell’università, delle fondazioni Its Academy e delle aziende. Obiettivo, attuare un coordinamento del segmento della formazione terziaria per promuovere la formazione e il placement nel segmento dell’Alta Formazione accademica e non accademica. L’idea è realizzare una formazione aderente ai fabbisogni di competenze espressi dal mercato del lavoro e destinata a giovani studenti, dipendenti di aziende, tecnici o manager.

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