Sicurezza, il lavoro continua

Incentivi alle imprese, risorse per la formazione, potenziamento degli enti di controllo, iniziative di sensibilizzazione: sono diversi gli strumenti attraverso i quali si cerca di migliorare il livello di sicurezza sui luoghi di lavoro

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Incentivi alle imprese, risorse per la formazione, più controllo, sensibilizzazione: sono gli strumenti per aumentare la sicurezza

di Virna Bottarelli | Il 2025 si è chiuso con un aggiornamento normativo in tema di salute e sicurezza sul lavoro.

Il 29 dicembre è apparsa in Gazzetta ufficiale la legge n.198, che ha convertito il Decreto-legge 159/2025 del 31 ottobre, recante, appunto, “Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile”. La normativa contiene nuovi strumenti per la riduzione del rischio infortunistico e la promozione della cultura della sicurezza.

Dal sistema premiale per le aziende virtuose al badge di cantiere per i settori più a rischio. Da un rafforzamento dell’attenzione su appalti e sub-appalti all’assunzione di altre 400 persone tra ispettori e Carabinieri del Comando per la tutela del lavoro. E poi, ancora, risorse sulla formazione e sistema di tracciamento e valutazione dei mancati infortuni. Si prevede inoltre la tutela Inail per gli studenti nei percorsi scuola-lavoro, anche durante il tragitto verso le aziende, e l’esclusione degli studenti dalle attività più a rischio. Oltre al sostegno al percorso di studio degli orfani di vittime sul lavoro dalla primaria all’università.

Le opinioni delle parti sociali

Come ha commentato la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone, è un passo in avanti nel rendere il lavoro sicuro e di qualità, “grazie a un lavoro condiviso con tutte le parti sociali”. Da queste ultime, tuttavia, la legge ha ottenuto pareri diversi, a conferma che il tema resta caldo. Il segretario confederale della Cisl, Mattia Pirulli ha apprezzato i passi avanti compiuti “nel rafforzamento delle tutele per lavoratrici e lavoratori, nella promozione della salute e nel potenziamento del sistema dei controlli e della prevenzione”. Ma ha espresso disappunto per la deroga sulla formazione per alcuni settori a rischio.

Su quest’ultimo aspetto ha dato un’opinione negativa anche Francesca Re David, segretaria confederale della Cgil. “È stato rimosso l’obbligo, nel settore turistico-alberghiero- ristorazione, alla formazione sulla salute e sicurezza al momento dell’assunzione, dilatandolo a trenta giorni, con il risultato di escludere i lavoratori precari e, comunque, quelli nella fase più delicata di avvio al lavoro”, ha detto Re David. Evidenziando anche come dal testo sia sparita “la previsione di allargare le prestazioni per malattie professionali e infortuni, ferme da 25 anni” e sia stata “bloccata l’estensione dei diritti per i superstiti alle coppie di fatto e ai conviventi con figli”.

Dalla Uil, per voce della segretaria confederale Ivana Veronese, è arrivato il plauso per “l’istituzione delle borse di studio per i figli delle vittime del lavoro, il rafforzamento dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro, la copertura assicurativa Inail per gli studenti e il divieto di adibirli a mansioni ad alto rischio”, ma anche la critica per non avere inserito nella normativa “lo stop ai subappalti a cascata e alle gare al massimo ribasso, il reato di omicidio sul lavoro, l’istituzione di una procura nazionale del lavoro e il patrocinio gratuito alle famiglie delle vittime”.

Sicurezza: il confronto di ottobre 2025

Governo e sindacati avevano avuto modo di confrontarsi sul tema della sicurezza già a ottobre, durante la tre giorni degli Stati generali sulla salute e la sicurezza sul lavoro. Avevano discusso, dal 21 al 23 ottobre presso la sala della Lupa a Montecitorio, di patente a crediti, del nuovo accordo Stato-Regioni su formazione, logistica e benessere mentale.

Avviati con il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e gli interventi del Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, della Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro, Chiara Gribaudo, e della stessa Ministra Calderone, i lavori hanno coinvolto i rappresentanti dei sindacati e delle associazioni datoriali.

Tra i coinvolti: Maurizio Landini (Cgil), Mattia Pirulli (Cisl), Pierpaolo Bombardieri (Uil), Francesco Paolo Capone (Ugl), Guido Lutrario (Usb), Angelo Raffaele Margiotta (Confsal), Pierangelo Albini (Confindustria), Stefano Crestini (Confartigianato Edilizia), Gino Sabatini (Cna), Cristiano Fini (Cia), Sandro Ganbuzza (Confagricoltura), Romano Magrini (Coldiretti) e Renato della Bella (Confimi Industria).

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