Lo stato delle cose, tra dati Inail, incentivi e buone pratiche

I numeri dell’Inail ci dicono che, anche nei primi undici mesi del 2025 gli infortuni e i decessi sul lavoro, così come le malattie professionali, non sono diminuiti. È quindi doveroso tenere alta l’attenzione sul tema e dare spazio a buone pratiche e confronto istituzionale costruttivo

0
360
I dati Inail dicono che nel 2025 gli infortuni e i decessi sul lavoro, così come le malattie professionali, non sono diminuiti

I dati Inail pubblicati il 12 gennaio riguardavano i primi 11 mesi del 2025 e indicano un aumento delle denunce di infortunio sul lavoro dello 0,4%: siamo a quota 385mila e 435.

Tra i settori con più infortuni si evidenziano per i decrementi il Trasporto e magazzinaggio (-1,6%), i Servizi di supporto alle imprese (-1,2%) e il comparto Manifatturiero (-0,3%). E per gli incrementi le Costruzioni (+3,7%), il Commercio (+2,3%), la Sanità e assistenza sociale (+1,6%) e le Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (+0,5%). L’analisi territoriale evidenzia un calo delle denunce nel Nord-Ovest (-1,5%) e al Sud (-0,4%) e un aumento al Centro (+3,0%), nelle Isole (+2,2%) e nel Nord-Est (+0,3%).

Tra le regioni con i maggiori decrementi la Liguria (-3,7%), la provincia autonoma di Trento (-3,0%), la Toscana (-2,5%) e la Campania (-2,4%). Mentre per gli incrementi il Lazio (+12,1%), la provincia autonoma di Bolzano (+6,3%), il Molise (+5,1%), la Sicilia (+4,0%) e la Basilicata (+3,7%).

Dati Inail su infortuni, esiti mortali e malattie

Interessanti anche i dati sul genere, la cittadinanza e l’età dei lavoratori infortunati. La componente femminile registra un +2,0% rispetto all’anno precedente (da 121.535 a 123.919 casi), mentre quella maschile segna un minimo calo dello 0,4% (da 262.492 a 261.516). Diminuiscono le denunce dei lavoratori italiani (-0,6%) e aumentano quelle degli stranieri (+3,5%). Calano gli infortuni nella fascia di età dai 40 ai 54 anni (-2,7%) e aumentano per i 55-69enni (+3,6%).

Sempre secondo i dati Inail, le denunce di infortunio con esito mortale presentate entro il mese di novembre 2025, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 729. Sette in più rispetto alle 722 registrate nel 2024. Ciò significa che per ogni giorno di calendario, almeno due persone muoiono sul luogo di lavoro. In questo drammatico bilancio, a pagare di più sono i lavoratori del manifatturiero, settore che ha registrato 108 decessi. E l’agricoltura con 102 casi mortali. Inoltre, a morire sono più gli uomini: 693 casi, contro i 36 che hanno per soggetto una donna.  L’analisi per classi di età evidenzia incrementi dei decessi nella fascia 40-59 anni (da 380 a 420 casi) e riduzioni tra gli under 40 (da 130 a 120) e gli over 59 (da 210 a 189).

Infine, sono in aumento le denunce di malattia professionale. Nei primi 11 mesi del 2025 i dati Inail parlano di 90mila e 288 denunce protocollate, il 10,6% in più rispetto all’anno precedente. I settori nei quali ci si ammala di più sono l’industria e i servizi, che registrano un aumento dell’11%, e l’agricoltura, con un + 8,7%. L’aumento ha interessato in misura maggiore il Sud (+21,4%), seguito dal Nord-Ovest (+14,2%), dal Centro (+7,7%) e dal Nord-Est (+6,8%). Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare le prime tre tipologie di malattie professionali denunciate. Seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.

Gli incentivi disponibili

In attesa che la legge varata a fine 2025 dia effetti positivi, va detto che, dal 2010 a oggi, sono stati stanziati tramite Inail 4,7 miliardi di euro di incentivi per agevolare l’investimento in sicurezza da parte delle imprese. Da ultimo, 600 milioni di euro a disposizione con il bando Isi (Incentivi Sicurezza sul Lavoro) pubblicato lo scorso 18 dicembre in Gazzetta ufficiale. Possono accedere ai fondi le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura. E per finanziare progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di persone possono farne richiesta anche gli enti del terzo settore.

Nella selezione, si introduce anche il tema della premialità: le richieste di finanziamento sono selezionate sulla base di un punteggio che tiene conto delle caratteristiche del progetto, della lavorazione svolta e del profilo aziendale. Ma anche degli standard di qualità, legalità e sicurezza riscontrabili nell’azienda richiedente. L’obiettivo è valorizzare chi investe in responsabilità sociale e promuove comportamenti virtuosi sul luogo di lavoro. Chi condivide le proprie proposte con le parti sociali e con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Il bando si articola in cinque assi di finanziamento, differenziati in base ai destinatari e alla tipologia dei progetti da realizzare.

Al primo asse sono destinati 105 milioni, suddivisi in 93 milioni per la riduzione dei rischi tecnopatici e in 12 milioni per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale. Il secondo asse, con una dotazione di 175 milioni, è dedicato alla prevenzione dei rischi infortunistici. Come quelli connessi alle cadute dall’alto, ai lavori in spazi confinati o sospetti di inquinamento e all’impiego di macchinari obsoleti. Il terzo asse, per la rimozione di materiali contenenti amianto, dispone di 140 milioni di euro.

Mentre il quarto asse finanzia con 90 milioni interventi collegati alle lavorazioni di settori di attività specifici, tra cui la ristorazione. Il quinto asse è rivolto alle micro e piccole imprese dell’agricoltura per l’acquisto o il noleggio con patto di acquisto di trattori e macchinari più sicuri e meno inquinanti. Prevede 90 milioni di euro, suddivisi in 70 milioni per la generalità delle imprese agricole e 20 milioni per i giovani agricoltori.

Sicurezza integrata a sostenibilità e innovazione

Negli anni, l’approccio alla salute e sicurezza si è fatto via via più integrato con i temi della sostenibilità ambientale e dell’innovazione tecnologica. Prestando una crescente attenzione ai rischi legati ai cambiamenti climatici. Il bando 2025 segue questa evoluzione introducendo, come novità, la possibilità di finanziare, in affiancamento al progetto principale, anche un intervento aggiuntivo come l’acquisto di moduli abitativi prefabbricati per la protezione dei lavoratori impegnati all’aperto. Oppure l’installazione di impianti fotovoltaici per ridurre il ricorso alle fonti fossili, l’impiego di dispositivi di protezione individuale intelligenti, in grado di monitorare in tempo reale l’ambiente di lavoro, e l’adozione di sistemi di gestione della salute e sicurezza certificati Uni EN Iso 45001:2023.

Ciascun progetto ammesso, anche in presenza di un intervento aggiuntivo, potrà ricevere al massimo 130mila euro e coprire fino al 65% delle spese sostenute. In alcuni casi la percentuale sale all’80%. Sono quelli dei progetti relativi ai modelli organizzativi e di responsabilità sociale e dei progetti presentati dai giovani agricoltori.

Buone pratiche a cui ispirarsi

Oltre i dati Inail e le proposte nazionali, la sicurezza sul lavoro è un tema sul quale lavorano da tempo anche le istituzioni europee. Il 3 e 4 dicembre si è tenuto a Bilbao il vertice “Ambienti di lavoro sani e sicuri”. Conclusione dell’omonima campagna lanciata nel 2023 dal Eu-Osha (Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro). Si tratta dell’ente costituito nel 1994 dall’Unione Europea per riunire i rappresentanti di Commissione europea, governi degli Stati membri, organizzazioni di datori di lavoro e di lavoratori esperti in ciascuno degli Stati membri dell’Ue e di altri Paesi.

Il supporto di AI e sistemi data-driven

L’incontro si è focalizzato sul modo in cui l’Intelligenza Artificiale, l’automazione, le piattaforme digitali e i sistemi basati sui dati stanno trasformando la natura del lavoro, inclusi gli aspetti della sicurezza e della prevenzione.

Come ha commentato William Cockburn, direttore esecutivo dell’Agenzia: “Questo vertice è l’inizio di una nuova fase di cooperazione. I nostri partner in tutta Europa hanno dimostrato un impegno considerevole, traducendo i messaggi della campagna in miglioramenti reali nei luoghi di lavoro. Dobbiamo approfittare di questo impulso per fare in modo che salute e sicurezza sul lavoro rimangano un elemento centrale nella transizione digitale dell’Europa”. I “miglioramenti reali” di cui ha parlato Cockburn sono i casi concreti che l’Osha ha premiato come buone pratiche.

L’esempio della cantina Perla del Garda

Tra questi, ce n’è una che parla italiano. L’azienda vinicola Perla del Garda ha introdotto una tecnologia di guida automatizzata con sicurezza avanzata nei propri trattori. Utile a prevenire lesioni e incidenti ai conducenti. L’azienda di Lonato del Garda (BS) ha sviluppato insieme a Cobo un sistema di guida assistita basato su Intelligenza Artificiale. La tecnologia applicata utilizza reti neurali che rilevano ostacoli e mantengono il mezzo allineato ai filari, con minore rischio per gli operatori.

A dare prova dei risultati Giovanna Prandini, titolare della società bresciana: “Da quando il sistema è installato, non abbiamo più registrato incidenti sul mezzo. Inoltre, l’introduzione della guida assistita ha ridotto lo stress degli operatori, reso più sicure le manovre e favorito la formazione di competenze digitali”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here