Il 20 ottobre, presso il Teatro San Domenico di Crema, si è svolto l’evento “Cosmetic Safety 2026 – Innovazione, Salute e Sicurezza nel Distretto della Cosmetica”, promosso da Ebiten in collaborazione con Ats Val Padana, Inail Cremona e Polo della Cosmesi, con il patrocinio del Comune di Crema.
L’incontro ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, esperti e imprese su un tema sempre più centrale per la competitività e la sostenibilità delle organizzazioni: la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
A moderare l’incontro, Matteo Pariscenti, direttore generale di Ebiten, e Anna Marinella Firmi, direttrice del dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria dell’Ats Val Padana. Entrambi hanno sottolineato l’importanza della prevenzione e della tutela dei lavoratori, da vedersi non come un costo, bensì come un investimento: “Un’impresa che investe in questo ha a cuore le famiglie e il diritto dei lavoratori di tornare a casa sani e salvi”, ha dichiarato il dottor Pariscenti.
Prevenzione e formazione
In apertura al convegno, i saluti istituzionali del sindaco di Crema Fabio Bergamaschi, che ha posto l’accento sull’importanza del creare, attraverso un lavoro costante, una cultura collettiva della prevenzione che si trasformi poi in una quotidianità naturale. “Crema è stata identificata da Regione Lombardia come sede del cluster lombardo della cosmesi. È bene che si stiano sviluppando momenti come questo, anche di consolidamento dei rapporti con le istituzioni”.
Il direttore generale dell’Ats Val Padana Stefano Manfredi ha ampliato il ragionamento sulla cultura della sicurezza, affermando che nelle scuole sono già state avviate iniziative per sensibilizzare i più giovani. “I numeri sono migliorati, ma basta anche una sola morte sul lavoro per dichiarare che c’è ancora molto da fare. Il nostro obiettivo primario non è erogare le sanzioni, bensì aiutare le aziende a non incorrervi, lavorando sulla prevenzione“.
Concetto ripreso dal presidente di Ebiten Domenico Orabona, che ha posto l’attenzione sulla frequenza con cui le aziende intervengono sulla sicurezza solo a fatti compiuti. “La tendenza è quella di studiare gli infortuni già avvenuti e agire di conseguenza. Bisogna lavorare sulla formazione, non solo nelle scuole, ma anche con i lavoratori più esperti: la maggior parte degli infortuni avviene proprio a questi, perché si sentono sicuri e hanno una minore percezione del rischio“.
Fondamentale in questo contesto il fare rete, unendo competenze ed esperienze per l’obiettivo comune di garantire luoghi di lavoro sicuri. “Come Inail investiamo nella prevenzione tramite accordi con enti e soggetti coinvolti per sviluppare attività di sensibilizzazione e sostegni economici alle aziende”, ha sottolineato Pietro Vergottini, direttore territoriale di Inail Mantova e Cremona. “Ci impegniamo ad attivare piani mirati per affiancare le aziende a costruire un ambiente sicuro. Dobbiamo cogliere l’innovazione e renderla utile”, ha aggiunto Danilo Cereda, dirigente del Welfare della Regione Lombardia.
La sicurezza nella cosmetica
Il rischio chimico
Al centro del dibattito, i principali rischi che caratterizzano il comparto cosmetico, con un approfondimento specifico sul rischio chimico, sulla corretta valutazione dell’esposizione alle sostanze utilizzate nei processi produttivi e sulle più recenti evoluzioni normative legate alla sostenibilità e alla circolarità. Ad approfondire il tema, il professore esperto di sostanze chimiche e sicurezza chimica Gianluca Stocco, che ha delineato una panoramica tecnica esaustiva sulle normative legate al rischio chimico.
Di particolare importanza secondo il dottor Stocco la formazione relativa e la corretta stesura della scheda di sicurezza delle materie prime, punto di partenza per assicurare la sicurezza in azienda. Da attenzionare le norme di nuova generazione introdotte a livello europeo con il Green Deal, che ha istituito nuovi regolamenti riguardanti l’ecodesign e gli imballaggi, volti al sostenimento di un’economia circolare.
I rischi ergonomici
Ampio spazio è stato inoltre dedicato ai rischi ergonomici e alla prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici, tra le problematiche più diffuse nei contesti produttivi. Il medico del lavoro di Ats Marco Cavicchiolo ha enfatizzato il ruolo della prevenzione in questo ambito, in quanto oltre il 70% delle malattie professionali denunciate sono riconducibili a disturbi muscolo-scheletrici.
Considerando anche l’invecchiamento progressivo della popolazione attiva – dunque il conseguente aumento della vulnerabilità – è necessario introdurre soluzioni ergonomiche che tutelino il lavoratore. L’ergonomia non è, però, soltanto fisica: bisogna considerare non solo le risposte del corpo ai carichi fisici, ma anche il carico mentale e cognitivo e la questione organizzativa. Di conseguenza, è possibile
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- utilizzare ausili, più o meno tecnologici, che automatizzino le azioni tecniche ripetute (ad esempio sistemi meccanizzati di carico che permettano di non superare il limite Niosh di carico);
- istituire brevi pause periodiche e sessioni di stretching mirato, con anche corsi di addestramento posturale;
- adottare una rotazione dinamica delle postazioni di lavoro, in modo da alternare le mansioni.
Le nuove tecnologie hanno, in questo contesto, un ruolo da non sottovalutare. Cobot (robot collaborativi), esoscheletri, visione artificiale e dispositivi wearable possono aiutare ad assistere i movimenti ripetuti, supportare il corpo riducendo l’affaticamento e approfondire la valutazione dei rischi, intervenendo automaticamente in situazioni incongrue al corretto impiego.
Il quadro infortunistico del settore cosmetico
Di particolare interesse anche il contributo di Inail, che ha illustrato il quadro infortunistico del settore e le principali strategie di prevenzione, evidenziando come la sicurezza debba essere considerata un elemento integrante dell’organizzazione aziendale e non un mero adempimento normativo.
Monica Livella, responsabile della sede Inail di Cremona, ha fornito una lettura che non guarda al semplice dato, ma lo contestualizza. “Le denunce degli infortuni sono in aumento, ma è in aumento anche l’occupazione. Tuttavia, questo ci dice che dobbiamo aumentare la prevenzione”, ha affermato. Difatti, dal 2021 al 2025 le denunce di infortuni nel settore cosmetico sono aumentate da 366 a 553 all’anno. Anche le malattie professionali aumentano, complice la maggiore consapevolezza nel riconoscerle. Nella provincia di Cremona, le malattie professionali nella cosmesi sono aumentate da 0 a 9 negli ultimi anni e costituiscono il 60% delle denunce lombarde. Nel polo principale della cosmetica, è necessario considerare che le malattie si sviluppano nel tempo, quindi la prevenzione assume un ruolo ancora più rilevante.
L’accento è stato posto anche sugli infortuni in itinere, diffusi soprattutto nel percorso casa-lavoro: 171 sono quelli denunciati nel 2025. “I datori di lavoro non possono pensare alla prevenzione soltanto relativa al luogo di lavoro. Le imprese hanno il dovere di intervenire, ad esempio con iniziative attinenti alla sicurezza stradale“, conclude Livella.
Il fondamentale ruolo della governance
Il confronto è stato completato da una riflessione sul ruolo dei sistemi di gestione della salute e sicurezza e sulle sinergie con i modelli organizzativi previsti dalla normativa vigente. Il formatore certificato per la salute e la sicurezza Alessandro Cafiero ha posto l’attenzione sul ruolo della governance della sicurezza sul lavoro, affermando che “troppo spesso siamo abituati a scrivere le cose, ma poi non le applichiamo. Devono crederci in primis i datori di lavoro e la governance”.
Le esperienze sul campo
La giornata si è conclusa con le testimonianze di due realtà del Distretto della Cosmetica, Lumson e Fine Cosmetics, che hanno condiviso esperienze concrete, buone pratiche e approcci innovativi nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro, dimostrando come investire nella prevenzione significhi creare valore per le persone e per l’impresa.
Pinuccio Vailati di Lumson ha enfatizzato l’importanza nell’analisi dei casi di Near Miss, fondamentali per aggiustare ciò che non va e potrebbe portare a infortuni. L’azienda ha implementato non solo macchinari di ausilio al lavoro, ma anche attività di prevenzione, come riunioni periodiche con preposti e comitato Hse.
Roberto Rota e Paolo Colosio di Fine Cosmetics hanno illustrato la loro esperienza nell’automatizzazione dell’impianto produttivo volta a garantire la salute dei lavoratori, ad esempio con l’adozione di macchinari di ausilio. “Prima di cambiare abitudine”, sottolinea Rota, “le persone ci mettono tanto, soprattutto i lavoratori esperti che sottovalutano i rischi. Per questo è importante sviluppare una cultura della sicurezza”.
Il convegno si è concluso con la visione di un breve video sul caso Titanic, che ci dimostra che i segnali ci sono, ma è saperli cogliere a fare la differenza.