Donne ancora svantaggiate nel lavoro ma più soddisfatte

Nonostante il mercato del lavoro penalizzi ancora la componente femminile, le donne occupate stanno meglio al lavoro rispetto ai colleghi maschi, hanno maggiori capacità di conciliare vita professionale e privata e maggiore soddisfazione sul lavoro.

Il mercato del lavoro italiano ha segnato nel 2017 un record nel tasso d’occupazione femminile, con il 49,1% delle donne occupate nel terzo trimestre 2017, ma il divario occupazionale tra uomini e donne rimane alto, attestandosi a 18 punti percentuali nel 2016, con il 48,1% di donne occupate rispetto al 66,5% degli uomini.

Nel 2016 il 32,8% delle donne occupate lavorava a tempo parziale, contro l’8,7% degli uomini. Sia per gli uomini che per le donne, la maggioranza degli occupati a tempo parziale preferirebbe lavorare a tempo pieno. Nel 2016 gli uomini lavoravano mediamente circa 39 ore a settimana, mentre le donne circa 32 ore a settimana.

Permane il divario retributivo; nel 2016 le donne dipendenti full-time guadagnavano mediamente circa 1.400 euro al mese, mentre per gli uomini il dato si attestava a circa 1.570 euro. “Nonostante le innegabili condizioni di svantaggio”, ha spiegato Stefano Sacchi, presidente di Inapp, in occasione della presentazione della ricerca ”le donne risultano più soddisfatte rispetto al proprio impiego. Questo ovviamente non basta. Occorrono politiche di impatto per rompere il peso di una tradizione che tende a penalizzare l’occupazione femminile, che resta di quasi venti punti percentuali più bassa di quella maschile: in primo luogo politiche per favorire la conciliazione e servizi di cura sia per i bambini piccoli che per gli individui non autosufficienti, posto che il lavoro di cura grava essenzialmente sulle spalle delle donne. Ma anche azioni positive per l’equilibrio di genere nei ruoli dirigenziali: questo può essere utile per rompere il meccanismo che porta ad adattare le proprie aspettative alla situazione, convincendosi del fatto che oltre un certo livello sia difficile arrivare. Una convinzione che pone un freno alle ambizioni delle donne nel mercato del lavoro.”

IL COMMENTO

“I dati ISTAT di marzo, che registrano un aumento di 190mila occupati su base annua, confermano il consolidamento positivo dell’assetto del mercato del lavoro italiano, in corso da diversi trimestri. Il numero degli occupati, pari a 23 milioni 134mila, e il tasso di occupazione, al 58,3%, si collocano ai livelli più alti dalla seconda metà del 2008 che segnò l’inizio della grande crisi. Positivi, in particolare, i dati relativi all’occupazione giovanile, per la quale si registra sia un aumento del numero degli occupati sia una diminuzione del tasso di disoccupazione che, pur restando certamente ancora troppo alto, si attesta ai livelli minimi da dicembre 2011”

Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, commentando i dati ISTAT relativi a occupati e disoccupati di marzo 2018.

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