Cresce l’occupazione in Europa, ma l’Italia è al penultimo posto

Penultima nell'Unione Europea per il livello di occupazione, con un tasso del 62,3% nel 2017, e penultima anche per quanto riguarda il gender gap. In Italia, in base alle rilevazioni Eurostat, la differenza tra il tasso di occupazione maschile e quello femminile sfiora il 20%.

Stando ai dati pubblicati da Eurostat, dopo diversi anni di calo, a partire dal 2013 il tasso di occupazione europeo (calcolato su un range di età da 20 a 64 anni) è ritornato a crescere, fino a raggiungere l’interessante valore del 72,2% nel 2017. Ma come è distribuito il lavoro tra i vari Paesi europei e, soprattutto, come si presenta la situazione in termini di occupazione femminile?

Occupazione spostata nel Nord Europa

Come prevedibile, analizzando i più recenti dati Eurostat, i Paesi che godono delle migliori condizioni occupazionali sono concentrati prevalentemente nel nord Europa. In pole position troviamo infatti l’Islanda, con un tasso occupazionale dell’87,6%, seguita dalla Svizzera, che pur non essendo un Paese nordico ne presenta alcune similitudini, con l’82,1% e dalla Svezia terza con l’81,8%. Scendendo nella cartina verso il Centro Europa troviamo la Germania (79,2%) e la Repubblica Ceca (78,5%) in quarta e sesta posizione.

Quasi tutta l’area mediterranea è invece posizionata al di sotto del valore medio occupazionale europeo del 72,2%: la Francia  con il 70,6%, la Spagna con il 65,5%, l’Italia con il 62,3% e la Grecia con il 57,8%, a cui si aggiunge la Turchia in ultima posizione con una quota occupazionale del 55,3%.

Divario di genere ancora preoccupante

Anche nel 2017 l’occupazione maschile si conferma nettamente superiore a quella femminile, con pochi i casi in cui il divario è contenuto: la Lituania con un divario a favore degli uomini di un solo punto percentuale, seguita da Finlandia, Svezia, Norvegia e Lettonia.

All’estremo opposto la Turchia dove, a fronte del 76,1% di occupazione maschile, solo il 33,6% delle donne ha un’occupazione, ma anche l’Italia (insieme alla Grecia) dove il divario occupazionale di genere si attesta ancora a 20 punti percentuali.

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