L’Intelligenza Artificiale è già entrata nel lavoro quotidiano, ma le organizzazioni stanno ancora cercando il modo di trasformarne l’utilizzo in valore. Il 74% delle persone utilizza strumenti di AI nel proprio lavoro, mentre solo il 21% delle organizzazioni li ha già integrati in alcuni processi aziendali e appena il 9% dispone di un modello strutturato, con governance, policy, formazione e use case chiari.
È uno dei principali elementi che emergono dal white paper realizzato da TP Infinity per Challenge Network, “Oltre il cambiamento. Quando la trasformazione diventa comportamento”, al centro dell’Executive Meeting 2026 di Challenge Network, dedicato quest’anno al tema “Empowering People – Innovazione, Reskilling e Nuove Frontiere della Leadership”.
Valorizzare il capitale umano
L’appuntamento annuale di Challenge Network ha riunito esponenti del mondo delle imprese, delle risorse umane e delle Istituzioni, con l’obiettivo di affrontare le trasformazioni in corso nel mondo del lavoro e mettere a sistema prospettive e responsabilità diverse. Tra i protagonisti il Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, intervenuto sulle politiche per il capitale umano, il reskilling e la collaborazione tra settore pubblico e privato.
“Parlare di “Empowering People” significa partire da una convinzione molto semplice: non esiste innovazione senza persone capaci di governarla e trasformarla in valore. Ed è proprio per questa ragione che il capitale umano rappresenta la leva strategica su cui puntare per favorire la crescita delle amministrazioni. Per questo motivo abbiamo investito sul rafforzamento delle competenze e di tutte le capacità necessarie a gestire le trasformazioni in atto.
Con la legge merito, per la prima volta, offriamo la possibilità alle nostre persone di fare carriera sulla base dei risultati raggiunti. Si tratta di una rivoluzione culturale importante che deve essere accompagnata da un metodo di lavoro basato sul dialogo, sul confronto e sullo spirito di squadra. In questo percorso rafforzare il dialogo e le sinergie tra pubblico e privato è fondamentale per affrontare insieme le sfide presenti e future”, spiega Zangrillo.
Direzione chiara, ma manca concretezza
La ricerca, realizzata coinvolgendo 104 partecipanti tra Leadership Team (C-Level e HR Manager) e Operational Team (professionisti e manager con responsabilità operative) fotografa una trasformazione che procede a velocità diverse all’interno delle aziende.
- La direzione strategica appare complessivamente chiara, con il 79% degli intervistati che considera gli obiettivi almeno abbastanza chiari.
- Il punto critico emerge però nel passaggio dalla strategia all’esecuzione. Quando una nuova direttiva arriva ai team, solo il 27% dichiara che viene spiegata chiaramente e tradotta in azioni concrete.
Un divario che mette al centro il ruolo del management e, in particolare, di chi è chiamato ogni giorno a trasformare strategie e obiettivi in decisioni, priorità e nuovi comportamenti organizzativi.
“Viviamo una fase in cui tecnologia, Intelligenza Artificiale, trasformazione dei modelli organizzativi, nuove competenze e nuove aspettative delle persone stanno modificando contemporaneamente il modo in cui lavoriamo e immaginiamo il lavoro del futuro. La tecnologia può cambiare molto velocemente, mentre costruire competenze, cultura e consapevolezza richiede più tempo. Per questo la vera sfida è capire dove andare, ma soprattutto riuscire a trasformare quella direzione in decisioni, competenze e comportamenti quotidiani”, sottolinea Roberto Santori, Founder & Ceo di Challenge Network.
Competenze: la formazione deve evolversi
Ed è proprio sul capitale umano che si concentra un’altra evidenza della ricerca. Secondo il 41% del Leadership Team, l’AI porterà a spostare il valore delle persone dalla produzione di output alla capacità di giudicare, interpretare e decidere. Il 36% indica la necessità di sviluppare nuove competenze trasversali, non soltanto tecniche. L’Intelligenza Artificiale emerge quindi non come un tema esclusivamente tecnologico, ma come una trasformazione che investe l’intera organizzazione e ridefinisce il contributo delle persone.
Sul tema delle competenze è intervenuto Maurizio Tarquini, Direttore Generale di Confindustria. “Sul capitale umano dobbiamo agire in parallelo su più fronti: la scarsità quantitativa dei lavoratori, il mismatch delle competenze, la difficoltà del sistema formativo nel seguire la velocità del cambiamento e la capacità di intercettare i talenti. Entro il 2050 il nostro Paese perderà oltre 7 milioni di persone in età lavorativa. È necessario attrarre talenti dall’estero e valorizzare quelli già presenti in Italia.
Sul mismatch abbiamo uno strumento che funziona: gli Its Academy, con l’80% di occupati entro un anno e il 92% in un lavoro coerente con gli studi. Vanno però rafforzati: occorre portare il Fondo nazionale da 77 a 260 milioni l’anno e renderlo strutturale. Sulla formazione professionale abbiamo una infrastruttura fortemente voluta da Confindustria, la filiera “4+2”. La riforma ha introdotto qualcosa che non c’era, realizzando un’autostrada che anche noi abbiamo tracciato. Ora stiamo lavorando per farla percorrere, soprattutto dalle Pmi.
Ma su tutto, servono politiche stabili: un’impresa non può programmare competenze e investimenti su misure che scadono ogni pochi anni. Sul capitale umano la strategicità e la continuità delle policy sono condizioni essenziali per essere competitivi e per stare al passo con i grandi cambiamenti, senza doverli rincorrere”.
Anche la formazione è dunque chiamata a cambiare. Per il 39% del Leadership Team rappresenta ancora un’esperienza troppo episodica. Dal punto di vista di chi lavora nei team il criterio decisivo è la possibilità di trasferire quanto appreso nella propria attività quotidiana. La sfida diventa quindi passare dalla semplice erogazione di formazione alla costruzione di percorsi continui, mirati e capaci di produrre cambiamenti osservabili nel lavoro.
L’evento: portare il confronto a un nuovo livello
- Nel corso della giornata, dopo l’apertura dei lavori affidata a Roberto Santori e la presentazione del White Paper con Diego Pisa, Ceo di TP Italy Group, e Lara Puglisi, Research Manager di TP Infinity, si è parlato di innovazione del capitale umano con Ama, Novomatic Italia, Open Fiber, Rheinmetall Italia, TULPS&ICT e Umana per poi approfondire il rapporto tra tecnologia e organizzazione del lavoro con Wtw ed Eni.
- La seconda parte dell’Executive Meeting ha allargato la riflessione alla collaborazione tra pubblico e privato sul capitale umano, con la partecipazione di Giovanni Anastasi, Presidente di Formez PA; Michele Camisasca, Direttore Generale di Istat; Gabriele Fava, Presidente di Inps; e Maurizio Tarquini, Direttore Generale di Confindustria.
- A chiudere la giornata, la lectio magistralis del Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, dedicata al ruolo del capitale umano come leva strategica per la competitività del Paese e alle sfide legate a reskilling, attrattività della Pubblica Amministrazione e collaborazione tra settore pubblico e privato.
L’obiettivo dell’Executive Meeting è portare il confronto oltre la semplice introduzione di nuove tecnologie o nuovi modelli organizzativi per comprendere quando il cambiamento entra davvero nel lavoro quotidiano delle persone e diventa comportamento. Perché una trasformazione non può considerarsi compiuta quando viene semplicemente comunicata o implementata, ma quando modifica concretamente il modo in cui le persone lavorano, collaborano e prendono decisioni.
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