Gi Group e Intercos annunciano la conclusione della seconda edizione di Bridge Builder, progetto nato favorire l’accesso al mondo del lavoro per persone provenienti da contesti migratori.
Alla base, la volontà condivisa di promuovere il lavoro come leva concreta di inclusione. Capace di creare opportunità per le persone, generare valore per il territorio e rispondere al fabbisogno di professionalità delle aziende. Il progetto è sviluppato in collaborazione con enti e associazioni del territorio impegnati nell’accoglienza e nell’inclusione delle persone con background migratorio.
Maria D’Agata, Group Chief HRO, Legal, Regulatory & CSR Officer di Intercos, ha sottolineato che “tramite Bridge Builder e gli altri progetti dedicati alle persone provenienti da contesti diversi, in Italia e nelle sedi internazionali, lavoriamo per rendere il mondo del lavoro più accessibile. E creare condizioni in cui le persone possano crescere, diventare autonome e mettere a frutto le proprie capacità. Crediamo che un ambiente di lavoro aperto e inclusivo possa arricchire le persone e contribuire alla crescita dell’azienda”.
Bridge Builder 2026: il programma
La nuova edizione, svoltasi tra giugno e luglio, ha portato all’inserimento di 24 persone come Operai di Produzione e Operatori di Linea Produttiva negli stabilimenti Intercos di Dovera, Romanengo, Agrate Brianza e Olgiate Comasco. Il programma si è sviluppato su più fasi, dalla ricerca e selezione di candidati fino a percorsi personalizzati di accompagnamento e formazione negli stabilimenti. Qui, i partecipanti, affiancati da figure esperte dell’azienda, hanno potuto acquisire direttamente sul campo le competenze richieste dai ruoli e inserirsi nel contesto lavorativo.
Marina Grisolia, Division Manager Beauty & Cosmetics di Gi Group, conclude: “attraverso un programma ad hoc basato su ascolto, formazione e accompagnamento personalizzati, Bridge Builder ha permesso ai 24 partecipanti provenienti da contesti migratori di acquisire nuove competenze, valorizzare le proprie attitudini e costruire un proprio percorso professionale e insieme personale. Rispondendo al contempo al mismatch di professionalità in un settore ad alta richiesta come quello cosmetico. Il progetto è un esempio di come il nostro impegno per il lavoro sostenibile possa generare valore sociale condiviso, ponendo in connessione persone, imprese e collettività”.

















