Al Cnel un nuovo archivio nazionale dei contratti di lavoro

Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro ha presentato a Roma il nuovo Archivio nazionale dei contratti collettivi di lavoro per associare a ciascun CCNL reperibile nell'archivio del CNEL il numero di lavoratori dipendenti ai quali è applicato.

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È stato presentato a Roma, nella sede del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, il nuovo Archivio nazionale dei contratti collettivi di lavoro con cui sarà possibile associare a ciascun CCNL reperibile nell’archivio del CNEL il numero di lavoratori dipendenti ai quali è applicato, sulla base del flusso di comunicazioni UNIEMENS che i datori di lavoro trasmettono mensilmente all’Inps.

L’archivio permette un maggiore controllo dei contratti lavorativi

La piattaforma, disponibile sul sito istituzionale del CNEL nella sezione “Archivio contratti”, che nasce dalla collaborazione tra CNEL e Inps, è organizzata in 4 sezioni principali: contratti dei lavoratori dipendenti del settore privato; contratti dei lavoratori dipendenti del settore pubblico; accordi relativi ai lavoratori parasubordinati; accordi economici collettivi relativi a categorie di lavoratori autonomi.

“L’iniziativa – ha detto il presidente CNEL Tiziano Treu – rappresenta un passo importante anche per far chiarezza, far emergere i contratti falsi e andare nella direzione di una normativa più chiara sulla rappresentatività”.

Attualmente, l’Archivio del CNEL è l’unico strumento per la misurazione dell’andamento della contrattazione e per contrastare i contratti pirata tutelando i livelli salariali. 

Ricostruire la carriera lavorativa utilizzando l’archivio

Per ogni contratto è possibile accedere a tutti gli accordi di rinnovo depositati dalle organizzazioni firmatarie a partire dal 1990 e, per alcuni, è possibile risalire fino agli Anni Cinquanta del secolo scorso. Ai dati sul numero dei lavoratori si accede cliccando sulla voce “CCNL settore privato” Cnel-Inps.

Gli interessati, inoltre, possono consultare non solo le norme contrattuali vigenti (presenti in diversi accordi firmati in epoche diverse nei casi in cui le organizzazioni firmatarie non hanno provveduto alla stesura di un testo coordinato), ma anche ai ccnl confluiti e a quelli cessati. In tal modo l’archivio fornisce uno strumento utile per la ricostruzione della carriera dei lavoratori a scopi previdenziali o nei casi di contenzioso.

La struttura dell’archivio

L’Archivio è classificato per settori contrattuali e ha l’obiettivo di facilitare gli utenti nella ricerca dei ccnl di loro interesse. Tale classificazione prevede 13 macrosettori suddivisi in 96 settori contrattuali. Ciascun ccnl del settore privato è classificato in un solo macrosettore (se si applica a due o più settori è classificato nel macrosettore “V – contratti multisettoriali”) e può essere classificato in più settori contrattuali nel caso si tratti di un ccnl plurisettoriale.

I codici dei contratti con cui il CNEL e Inps identificano l’accordo e il collegamento tra le banche dati è stato validato dalle organizzazioni firmatarie. L’ufficio di supporto agli organi collegiali del CNEL ha elaborato una prima bozza di collegamento tra i codici con cui il CNEL identifica i contratti del settore privato con i codici Ateco delle attività produttive. Quest’associazione permette di collegare i campi di applicazione dei contratti dei settori merceologici e produttivi, mettendo in comunicazione l’archivio del CNEL con i registri statistici dell’Istat sull’occupazione e sulle retribuzioni, nonché con le banche dati di Unioncamere.

Alla presentazione, con il presidente CNEL Tiziano Treu, sono intervenuti, tra gli altri, il sen. Tommaso Nannicini; i Consiglieri CNEL Silvia CiucciovinoClaudio Lucifora e Michele Faioli, Stefano Visonà della Corte di Cassazione, Filippo Pagano di Inps, Paolo Ghezzi di InfoCamere e Romolo De Camillis del Ministero del Lavoro.

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