Costruzioni a caccia di competenze: quasi 30mila lavoratori formati con FondItalia

Il contributo del Fondo per intervenire sull’importante mismatch tra domanda e offerta del comparto dell’edilizia e delle costruzioni mediante qualificazione, aggiornamento e messa in trasparenza delle competenze

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Il contributo di FondItalia al mismatch tra domanda e offerta del comparto dell’edilizia e delle costruzioni in Italia

di Christian Poccia |

C’è un paradosso che racconta bene la fase che sta attraversando oggi il settore delle costruzioni. Da una parte, le imprese continuano ad avere bisogno di lavoratori; dall’altra, trovare persone con i profili professionali e le competenze richieste dal mercato è sempre più difficile.

Un divario tra domanda e offerta di lavoro che rischia di diventare uno dei principali ostacoli alla crescita del comparto e che porta in primo piano una questione ormai strategica. Quella della formazione continua, chiamata non solo a colmare le carenze di competenze, ma anche ad accompagnare l’evoluzione delle professionalità richieste.

Reperire persone e competenze, la formazione è strategica

I numeri più recenti del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro, fotografano con chiarezza la situazione. Ad agosto 2026 le imprese delle costruzioni prevedevano 26mila nuovi ingressi, ma la difficoltà di reperimento ha riguardato il 52,7% delle assunzioni programmate. Più di una posizione su due. Nella rilevazione di luglio il dato era arrivato al 62,6%, collocando le costruzioni tra i comparti con le maggiori criticità nel mercato del lavoro.

Ancora più significativo il dato relativo agli addetti alle rifiniture delle costruzioni, per i quali la difficoltà di reperimento raggiunge il 75,6% delle richieste. Non si tratta quindi soltanto di una questione quantitativa, legata alla disponibilità di manodopera, ma anche di rapporto tra le competenze disponibili e quelle richieste dalle imprese. Ed è proprio in questo spazio che la formazione continua assume un ruolo strategico. Non come semplice attività di aggiornamento, ma come strumento per accompagnare l’evoluzione dei processi produttivi, delle tecnologie e delle professionalità richieste dalla filiera.

In questo quadro si inseriscono i dati relativi all’attività di formazione finanziata da FondItalia nel comparto edilizia-costruzioni, resi noti dal Fondo promosso da Ugl e FederTerziario. Ad oggi, le imprese attive del comparto edilizia-costruzioni aderenti a FondItalia sono complessivamente 10.070, con 52.582 dipendenti. Per quanto riguarda le attività formative finanziate, la serie storica – dal 2009 a oggi – registra 2.142 progetti finanziati nell’ambito del comparto. Per un valore complessivo di oltre 16 milioni di euro e un numero di lavoratori coinvolti nelle attività formative pari a 29.994 unità.

Distribuzione territoriale e adesioni

La distribuzione territoriale dei progetti rappresenta uno degli aspetti più interessanti della fotografia di FondItalia. Perché evidenzia come la domanda di formazione non coincida necessariamente con la semplice numerosità delle imprese presenti nei diversi territori. In termini di adesioni, è la Puglia a rappresentare la platea più numerosa, con 4.271 imprese e 17.179 dipendenti. La Lombardia, tuttavia, pur contando un numero significativamente inferiore di imprese aderenti, pari a 1.062, registra 8.891 dipendenti.

Se si considerano, invece, le attività formative finanziate dal Fondo, il quadro cambia: è infatti la Lombardia a guidare la classifica per numero di progetti finanziati, con 641 progetti, pari al 29,93% del totale. Le attività hanno coinvolto 10.059 dipendenti, per un ammontare complessivo di contributi pari a 2.909.708,60 euro. Al secondo posto la Puglia, con 467 progetti, corrispondenti al 21,8% del totale, che hanno coinvolto 6.743 dipendenti in attività formative. La regione si distingue, tuttavia, per essere la prima in termini di valore complessivo dei contributi, che raggiungono 4.199.314,82 euro. Seguono la Campania, con 214 progetti e 2.751 dipendenti coinvolti, e la Sicilia, con 209 progetti e 3.198 lavoratori in formazione. Il Piemonte registra 141 progetti, le Marche 108, la Toscana 103 e l’Emilia-Romagna 89. Lazio e Veneto, infine, si attestano entrambi a 70 progetti.

Nel complesso, il confronto tra adesioni e attività formative finanziate mostra come la distribuzione territoriale della formazione segua dinamiche non perfettamente sovrapponibili alla presenza delle imprese. Evidenziando differenze significative tra la numerosità della platea aderente e l’effettiva partecipazione ai progetti finanziati. Una possibile spiegazione può essere ricondotta alla diversa dimensione media delle imprese aderenti: in Lombardia le aziende hanno in media circa 8,4 dipendenti, mentre in Puglia il dato si attesta intorno ai 4 dipendenti per impresa. Una dimensione aziendale più contenuta può, infatti, rendere più complessa l’organizzazione e la realizzazione di attività formative. Soprattutto quando il numero di lavoratori da coinvolgere è così ridotto.

La domanda, tra aggiornamenti e attività innovative

Secondo i dati Excelsior, a luglio 2026, quando la difficoltà di reperimento nel comparto ha raggiunto il 62,6%, le criticità più elevate hanno riguardato proprio alcune figure tipiche della filiera: per gli addetti alle rifiniture delle costruzioni la difficoltà di reperimento ha raggiunto il 75,6%. La rilevazione segnala inoltre che le difficoltà derivano principalmente dalla mancanza di candidati e da una preparazione non adeguata rispetto alle competenze richieste dalle imprese. Il dato di agosto, pur evidenziando un miglioramento al 52,7%, ha confermato comunque una situazione di forte tensione: le costruzioni restano infatti tra i settori nei quali le imprese incontrano le maggiori difficoltà nel reperire le figure professionali necessarie.

La questione delle competenze assume così un peso crescente. Il settore delle costruzioni è interessato in particolar modo da trasformazioni che riguardano le tecnologie utilizzate, le modalità di progettazione e gestione dei cantieri, l’efficienza energetica, la sicurezza e, più in generale, i processi organizzativi. Per le imprese, questo significa non solo dover aggiornare competenze già presenti ma, in molti casi, accompagnare lavoratori e professionalità verso attività nuove.

La domanda riguarderà soprattutto operai specializzati, addetti alla manutenzione e alle rifiniture. Ma anche ingegneri civili e tecnici della gestione dei cantieri e competenze specifiche in ambito digitale per le figure tecniche e ad alta specializzazione, per l’utilizzo di strumenti come AutoCad, il 3D modeling, Sap2000 e il Building Information Modeling. Sul fronte della transizione ecologica, per l’efficientamento energetico, le fonti rinnovabili e la conoscenza delle normative e dei protocolli ambientali.

Creare le competenze che servono, oggi, nelle costruzioni

“I numeri del comparto costruzioni mostrano con chiarezza quanto la formazione continua rappresenti una leva concreta per accompagnare l’evoluzione delle imprese e del lavoro”, commenta Egidio Sangue, direttore di FondItalia. “I 2.142 progetti finanziati dal 2009 a oggi e i quasi 30mila lavoratori coinvolti rappresentano una dimensione significativa. Ma oggi la sfida è ancora più complessa: non si tratta soltanto di formare più persone, ma di formarle sulle competenze che servono realmente alle imprese e che serviranno nei prossimi anni. Il dato sulla difficoltà di reperimento nel settore conferma che dobbiamo intervenire sul mismatch tra domanda e offerta anche attraverso la qualificazione, l’aggiornamento e la messa in trasparenza delle competenze”.

Secondo Sangue “la formazione non può essere considerata soltanto una risposta alle esigenze contingenti. La sua funzione diventa anche quella di anticipare i cambiamenti. Se la difficoltà di reperimento è determinata, almeno in parte, da una preparazione non adeguata rispetto ai profili richiesti, investire sulle competenze significa infatti intervenire su uno dei nodi che condizionano la capacità delle imprese di crescere e di organizzare il lavoro”.

Investire sulle esigenze delle imprese

Per colmare il divario tra le competenze disponibili e quelle richieste dal mercato, occorre dunque rafforzare una formazione sempre più vicina alle esigenze concrete delle imprese e capace di guardare alle trasformazioni future del comparto. Investire su digitalizzazione, sostenibilità, sicurezza, innovazione tecnologica e nuove professionalità significa accompagnare le imprese nei processi di cambiamento. E, al tempo stesso, offrire ai lavoratori maggiori opportunità di crescita e qualificazione.

In questa prospettiva, la formazione finanziata può svolgere un ruolo strategico. Mettendo a disposizione delle imprese strumenti e percorsi per aggiornare le competenze senza trasformare la formazione in un adempimento, ma facendone un vero investimento sulla competitività. Il rafforzamento della collaborazione tra imprese, parti sociali, enti formativi e istituzioni sarà determinante per intercettare tempestivamente i nuovi fabbisogni, tradurli in percorsi formativi efficaci e creare le condizioni per una crescita concreta, innovativa e sostenibile.

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