L’AI Act cambia le regole dei processi di selezione

Dal 2 agosto entra in vigore l'AI Act, regolamento europeo che cambia le carte in tavola per i processi di selezione: utilizzare l'Intelligenza Artificiale è consentito, ma solo secondo specifiche normative

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AI regole selezione

Un algoritmo può decidere chi è il candidato più adatto per un lavoro? E fino a che punto l’Intelligenza Artificiale può influenzare una scelta che incide sul futuro professionale delle persone?

Dallo screening dei CV all’individuazione delle competenze, fino alla selezione dei profili da ammettere alle fasi successive, l’AI è già parte di molti processi di recruiting. Dal 2 agosto, però, dovrà farlo nel rispetto di nuove regole: l’entrata in vigore dell’AI Act — il Regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale — segna, infatti, un cambio di paradigma nell’impiego dell’AI nei processi di selezione del personale.

Un utilizzo più responsabile dell’AI

Secondo Hays Italia, leader globale nella selezione e nelle soluzioni per le risorse umane, la normativa rappresenta un passo decisivo verso un utilizzo più responsabile dell’intelligenza artificiale nell’ambito delle risorse umane. Infatti, la normativa europea classifica come ad alto rischio i sistemi di AI utilizzati per valutare o classificare i candidati, oppure per assumere decisioni che possano influenzarne l’assunzione, introducendo nuovi obblighi per garantire processi più trasparenti, sicuri ed equi.

Sebbene questi strumenti continueranno a migliorare l’efficienza di attività come lo screening delle candidature o l’analisi di grandi volumi di informazioni, la normativa chiarisce che tutte le decisioni rilevanti dovranno essere sempre sottoposte alla supervisione umana Inoltre, introduce requisiti specifici per i sistemi considerati particolarmente sensibili, tra cui la gestione e la valutazione continua dei rischi, l’utilizzo di dati di qualità, la documentazione tecnica, la tracciabilità dei sistemi e meccanismi per individuare e ridurre al minimo eventuali bias lungo l’intero processo decisionale.

Maggiore tutela e trasparenza per i candidati

La normativa rafforza anche la posizione dei candidati coinvolti nei processi di selezione, imponendo alle organizzazioni di garantire che siano informati sull’utilizzo di sistemi di Intelligenza Artificiale durante le procedure di assunzione. Inoltre, i candidati avranno il diritto di conoscere il ruolo dell’AI nel processo e i meccanismi di supervisione previsti per evitare decisioni automatizzate internamente.
Questo nuovo quadro mira a ridurre il rischio di discriminazione algoritmica e a rafforzare principi quali le pari opportunità, la trasparenza e la motivazione delle decisioni, aumentando la fiducia nei processi di selezione sia da parte dei candidati, sia delle aziende.

Un cambiamento che riguarda le aziende di ogni dimensione

Il Regolamento non distingue tra grandi organizzazioni e PMI. Qualsiasi azienda che utilizzi strumenti di Intelligenza Artificiale a supporto delle decisioni di assunzione dovrà assicurarsi di rispettare i requisiti previsti dalla normativa.

“Il nuovo quadro normativo non deve essere interpretato come un limite all’innovazione, ma come un’opportunità per orientarla verso un utilizzo più responsabile, sostenibile e affidabile“, commenta Alessio Campi, People & Culture Director di Hays Italia. “In Hays crediamo che la tecnologia debba supportare, non sostituire, il giudizio delle persone: per questo mettiamo al centro una selezione autenticamente umana, in cui l’AI aumenta l’efficienza, mentre ascolto, competenza e responsabilità restano decisivi. Per le aziende, la sfida sarà integrare l’Intelligenza Artificiale nei processi di selezione mantenendo sempre al centro il giudizio e la responsabilità delle persone”.


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