di Tiziano Menduto |
Il mondo del lavoro e delle imprese è sempre più caratterizzato dalle trasformazioni permesse dall’evoluzione tecnologica, ma non possiamo dimenticare che oltre alle opportunità ci sono i rischi dell’Intelligenza Artificiale.
Partendo da questa trasformazione, Eu-Osha, l’agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, ha promosso dal 2023 al 2025, la campagna informativa “Lavoro sano e sicuro nell’era digitale”. Ha l’obiettivo di sensibilizzare imprese, lavoratori e operatori della sicurezza sui cambiamenti introdotti dalla digitalizzazione, con particolare attenzione alle sfide e ai rischi per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Gestire i lavoratori con AI e algoritmi
Uno degli aspetti centrali trattati nella fase più recente della campagna riguarda la gestione dei lavoratori con l’AI, con algoritmi o Aiwm (AI-based worker management). Si tratta di un tema di grande attualità circa i rischi dell’Intelligenza Artificiale. Secondo un’indagine europea del 2022 di OSH Pulse, il 30% dei lavoratori intervistati indica che nella propria impresa sono utilizzati dispositivi digitali per assegnare automaticamente compiti e turni di lavoro.
Inoltre, il 27% riferisce di essere stato valutato da terzi tramite tecnologie digitali e il 25% di essere supervisionato o monitorato digitalmente. Secondo il 52% dei lavoratori intervistati le tecnologie digitali influenzano la rapidità con cui si svolgono le varie mansioni. E il 37% sottolinea che tali tecnologie vengono utilizzate anche per intensificare la sorveglianza. L’uso di strumenti digitali per la sorveglianza è spesso associato a un possibile aumento dei rischi psicosociali, ad esempio connessi alla riduzione dell’autonomia lavorativa e all’aumento del carico di lavoro.
Ricordiamo che quando si parla di Aiwm si fa riferimento a sistemi digitali che utilizzano i dati dell’ambiente di lavoro, dei lavoratori e delle attività. I dati vengono inseriti in sistemi algoritmici o di AI per prendere decisioni automatizzate o semi-automatizzate, ad esempio sui turni di lavoro, sull’assegnazione dei compiti, sulla supervisione dei lavoratori e sulla valutazione delle loro prestazioni.
Cogliere le opportunità
Non si può non riconoscere che questi sistemi rappresentino anche delle nuove opportunità. Come l’ottimizzazione delle mansioni in base alle competenze o il monitoraggio di situazioni a rischio (stanchezza, carichi eccessivi, burnout, ecc.). L’Intelligenza Artificiale può supportare anche lo sviluppo di percorsi formativi mirati, grazie all’analisi dei dati, e offrire assistenza personalizzata, ad esempio attraverso chatbot, per i lavoratori vulnerabili.
Alcuni esempi concreti, raccolti e studiati da Eu-Osha mostrano come l’adozione responsabile di questi sistemi possa contribuire alla prevenzione. Si veda il caso di un’azienda automobilistica belga che li ha impiegati efficacemente nella gestione della propria linea di montaggio.
Sfide e rischi dell’Intelligenza Artificiale
Secondo i report dell’Agenzia europea un rischio significativo dei sistemi Aiwm è legato all’intensificazione del lavoro. Per aumentare la produttività, i datori potrebbero spingere i lavoratori a sostenere ritmi più serrati e continui, con un aumento della pressione psicologica. E conseguenze negative sia per la salute mentale sia per quella fisica, come i disturbi muscoloscheletrici.
Questi sistemi possono poi ridurre il controllo e l’autonomia dei lavoratori. In quanto determinano il contenuto, il ritmo e gli orari del lavoro, lasciando poco spazio alle iniziative e alle decisioni dei lavoratori su come svolgere il proprio lavoro. Anche queste situazioni possono causare rischi psicosociali e portare anche a una minore produttività. Anche la comparazione costante tra le prestazioni dei colleghi può innescare dinamiche competitive dannose per il lavoro di squadra.
Mentre la riduzione delle interazioni, del contatto umano con i supervisori – nei casi in cui i sistemi Aiwm li sostituiscano – può accrescere il senso di isolamento e lo stress. Non si possono poi trascurare le questioni legate alla privacy, alla raccolta dei dati personali che può generare nei lavoratori ansia e preoccupazioni per il potenziale uso improprio delle loro informazioni personali.
Approccio antropocentrico e proattivo
Tenendo conto delle opportunità, ma anche delle sfide e dei rischi dell’Intelligenza Artificiale, la campagna europea ricorda come questi sistemi, con progettazione, utilizzo e coinvolgimento dei lavoratori adeguati, possano avere un impatto positivo. Non solo sulle imprese, ma anche sui lavoratori e sulle tutele in materia di salute e sicurezza.
Anche in questo caso, come per le altre tecnologie utilizzate nelle aziende (automazione e sistemi robotici avanzati, dispositivi smart, ecc.) per prevenire alcuni dei possibili rischi, è importante un approccio antropocentrico e proattivo. Un approccio che privilegi la trasparenza, il controllo umano, il dialogo tra le parti, la consultazione e partecipazione dei lavoratori, la valutazione di tutti i rischi, la consapevolezza delle sfide e la formazione.
* Articolo realizzato in collaborazione con PuntoSicuro, dal 1999 il primo quotidiano online sulla sicurezza.
















