In scena a Milano la sedicesima edizione del Leadership Learning Lab ASFOR, l’evento annuale dedicato ai temi più rilevanti per l’evoluzione della leadership, della cultura d’impresa, della management education.
Il Lab 2026, intitolato “Middle management: tra rilevanza e fragilità. Come abitare la terra di mezzo”, è stato organizzato in partnership con ISVI Istituto per i Valori d’Impresa e INAZ, con il patrocinio delle Alte Scuole dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Media partner dell’evento, il magazine formaFuturi.news e Franco Angeli Editore.
I lavori hanno preso il via la mattina del 5 novembre a Milano, presso la sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, trasmessi anche in diretta su piattaforma digitale. A fare gli onori di casa, Roberto Brambilla, direttore Formazione Postlaurea & Research Partnership dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e vicepresidente Asfor, che ha sottolineato il valore della partnership tra l’ateneo e l’associazione e il valore di un evento che approfondisce i temi legati alla leadership mettendo al centro le grandi evoluzioni che coinvolgono la società, l’economia, il lavoro e con essi la formazione, la cultura manageriale, lo sviluppo del paese.
Il programma della giornata
A inquadrare il tema della giornata, il saluto del presidente di Asfor, Marco Vergeat: “Il middle management rappresenta oggi uno snodo fondamentale delle organizzazioni: è il livello in cui le strategie si traducono in azioni concrete, il livello con cui le persone e i team si confrontano e l’innovazione viene resa possibile. Eppure, proprio questa posizione centrale appare sempre più fragile. Se da una parte questi manager svolgono un ruolo cruciale, dall’altra il rischio del cambiamento, la tecnologia e l’evoluzione della cultura del lavoro ne determinano la fragilità”, ha spiegato il presidente aprendo i lavori.
Due tavole rotonde, coordinate dal vicepresidente vicario di Asfor Giorgio Colombo e dalla consigliera Sabrina Dubbini, hanno esplorato l’evoluzione, i nodi problematici e le leve di sviluppo della figura del middle manager, riportando testimonianze ed esperienze di chi ogni giorno, nell’attività di impresa, punta a valorizzare le potenzialità di un ruolo sempre più strategico ma sempre più sotto pressione.
- La prima tavola rotonda, dal titolo “Governare le trasformazioni e generare engagement nei middle manager”, ha visto la partecipazione di Aram Manoukian, presidente esecutivo di Lechler; Linda Gilli, presidente e AD di INAZ; Matteo Pedrini, direttore di
ALTIS Graduate School of Sustainable Management Università Cattolica del Sacro Cuore. - La seconda tavola rotonda, intitolata “Rilevanza del middle manager e soluzioni per rafforzarne l’efficacia”, ha coinvolto Elena Gallo, VP HR di Paramount + & Global Distribution International; Laura Riva, Group HR Director di LATI Industria Termoplastici; Andrea Del Chicca, direttore Risorse Umane di SNCF Voyages Italia.
Ha concluso la sessione il dialogo con Arbora Bishaj, Ricerca e sviluppo di AFORISMA School of Future, in rappresentanza del Gruppo ASFOR Next Gen, il tavolo di lavoro under 40 nato in seno all’associazione.
L’Excellence Innovation Award
A chiudere la mattinata, il conferimento dell’ASFOR-ISVI Award “Excellence Innovation”, riconoscimento rivolto a figure che attraverso la propria visione e il proprio impegno promuovono percorsi di innovazione sostenibile, sviluppo manageriale, crescita delle competenze.
Il premio 2026 è stato assegnato a Mario Paterlini, CEO di Gruppo Sapio, in dialogo con il presidente di Asfor, Marco Vergeat, che nel consegnare il premio ne ha ribadito le motivazioni. “ASFOR e ISVI hanno conferito a Mario Paterlini l’ASFOR-ISVI Award “Excellence Innovation” 2026 per l’eccellenza espressa nel governo di imprese e organizzazioni complesse e per il suo essere leader di livello internazionale. Per la cultura e la visione innovativa che hanno contrassegnato il suo percorso professionale e per il costante impegno nella valorizzazione delle persone, considerate una leva strategica di sviluppo organizzativo.
Mario Paterlini è un sostenitore della formazione continua come strumento per rafforzare le competenze e contribuisce ogni giorno a diffondere una cultura d’impresa orientata alla responsabilità sociale, capace di coniugare competitività, progresso socioeconomico e rispetto delle persone, incarnando quotidianamente, in prima persona, i valori e i comportamenti di cui si fa promotore”.
La ricerca dell’Osservatorio Managerial Learning ASFOR-INAZ
Cuore dell’evento, la presentazione dei risultati della ricerca “Middle Management: Un ruolo cruciale in trasformazione”. Eelaborata nell’ambito dell’Osservatorio Managerial Learning ASFOR-INAZ su un panel di 300 middle manager di grandi aziende, che hanno partecipato all’indagine quantitativa accanto a una selezione di top manager, responsabili HR e giovani middle manager protagonisti di 37 interviste e 3 focus group nell’ambito della fase qualitativa.
Lo studio, che ha coinvolto un campione di manager appartenenti a diverse generazioni (65% Gen X; 27% millennial; 7% Baby Boomer), ha messo in luce quanto i carichi di lavoro e le responsabilità crescenti, le limitazioni nell’equilibrio vita-lavoro e una remunerazione percepita come non sempre proporzionata all’impegno rischino di ridurre l’attrattività del ruolo per i giovani.
Il ruolo del manager e la gestione interna
- L’85% dei manager ritiene che il ruolo sia oggi più complesso rispetto al passato e il 77% afferma che le competenze tecniche, da sole, non bastino più.
- Il 75% considera la gestione delle persone e delle relazioni interne l’ambito in cui il ruolo è diventato più impegnativo, con un 50% che indica una crescita dell’attenzione verso il benessere dei collaboratori.
- Il 57% sente la pressione su obiettivi e risultati, mentre il 46% lamenta il peso del carico amministrativo e della reportistica.
- Quasi l’80% dei middle manager denuncia una sorta di “bulimia del fare”, che lascia poco tempo per la riflessione strategica e per valutare se le azioni intraprese sono coerenti con gli obiettivi.
Il rapporto con l’AI
Costruttivo il rapporto con le tecnologie e con l’Intelligenza Artificiale:
- il suo impatto è valutato positivo dal 64% dei manager, anche se solo il 7% si ritiene in grado di usare l’AI in modo efficace, a fronte di un 63% che si dichiara poco o per niente formato;
- l’8% teme una riduzione dei middle manager nei prossimi anni, mentre l’11% vede l’azienda accompagnare in modo strutturato la
transizione verso l’adozione dei nuovi strumenti.
Il vissuto personale
Sul fronte del vissuto personale in azienda,
- 48 manager su 100 si sentono schiacciati tra il vertice e i collaboratori, mentre il 53% ritiene che il ruolo non sia adeguatamente riconosciuto in azienda.
- Solo per il 21% degli interpellati la retribuzione è coerente con le responsabilità, mentre quasi il 58% ritiene che il contributo strategico apportato non sia visibile ai vertici.
- In generale, risultano strettamente collegati riconoscimento ed engagement: il 73% di chi ha un basso livello di engagement all’interno dell’organizzazione percepisce anche un basso livello di riconoscimento.
La relazione intergenerazionale
Alcune criticità emergono sul piano della relazione intergenerazionale: circa il 66% del campione coglie una minore disponibilità dei più giovani ad ambire al ruolo di middle manager, scoraggiati da
- carico di lavoro ed eccessive responsabilità connesse (81%);
- timore di perdere l’equilibrio vita-lavoro (79%);
- differenziale economico non abbastanza interessante (45%).
Le competenze necessarie
Sul fronte delle competenze da sviluppare, l’indagine qualitativa mostra come prevalenti quelle legate alle aree di
- People management;
- Learning agility;
- visione strategica;
- coraggio decisionale.
Mentre i dati quantitativi evidenziano
- l’uso consapevole dell’IA e delle tecnologie (60%);
- la capacità di influenzare il vertice (57%);
- la gestione del conflitto (46%);
- il pensiero strategico e sistemico (32%).
La chiave decisiva per il futuro dei manager
La ricerca identifica infine il nodo dell’engagement come chiave decisiva per lo sviluppo futuro del ruolo del middle manager:
- l’84% dei manager mette al primo posto il coinvolgimento in obiettivi e strategie;
- il 63% chiede percorsi formativi specifici;
- il 62% chiede valutazione e feedback strutturato;
- il 55% è interessato a programmi di coaching.
“Senza un middle management capace e riconosciuto, le strategie del vertice restano parole. È sempre più importante valorizzare il ruolo che rende possibile il cambiamento nelle organizzazioni. Investire sui middle manager è una scelta strategica per essere competitivi e generare innovazione”, ha concluso il presidente ASFOR, Marco Vergeat.
Leggi l’approfondimento sul premio Excellence Innovation:

















