Nel 2025 Regioni e Province Autonome hanno destinato 2,71 miliardi di euro alla formazione professionale e alle politiche attive del lavoro. Nello stesso anno le imprese hanno faticato a trovare le persone giuste per quasi un’assunzione su due. Le risorse ci sono, i fabbisogni sono chiari: quello che va rafforzato è il collegamento tra le due cose.
È il tema del seminario “Dalle politiche al sistema. Costruire risposte integrate per giovani, lavoro e sviluppo”, promosso da Fondazione CNOS-FAP ETS e PTS, in programma mercoledì 11 novembre 2026, dalle 10 alle 13, nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, a Roma.
Formazione professionale, politiche attive, servizi per l’impiego, imprese e territori rispondono a bisogni che si intrecciano, ma sono programmati da soggetti diversi, con strumenti, regole e tempi diversi.
Il Report di analisi degli Avvisi in ambito istruzione, formazione e lavoro 2025, costruito sui dati dell’Osservatorio Digitale CNOS-FAP e PTS e presentato nel corso del seminario, descrive un sistema che ha iniziato a superare la propria frammentazione, con interventi meno numerosi e più integrati, ma che resta segnato da forti differenze tra Regioni nelle scelte e negli strumenti.
Il momento è decisivo. Con la chiusura del ciclo Pnrr e il negoziato sul Quadro finanziario pluriennale europeo 2028-2034, che propone di far confluire il FSE+ in un fondo unico, ciò che è nato con risorse straordinarie deve diventare struttura ordinaria. Fare sistema, in questa fase, significa decidere insieme che cosa consolidare, come finanziarlo e come governarlo.
“Un giovane che non trova la propria strada e un’impresa che non trova le competenze che cerca sono due facce dello stesso problema”, dichiara don Giuliano Giacomazzi, Direttore Generale di Fondazione CNOS-FAP ETS. “Non basta che ciascuno faccia bene la propria parte: scuola, formazione professionale, servizi per il lavoro, imprese e istituzioni devono guardare nella stessa direzione. Fare sistema vuol dire mettere al centro la persona e il suo percorso, non le singole misure. È ciò che chiediamo di costruire insieme, a partire dall’11 novembre”.
Un investimento che genera ritorno
“Formazione e politiche attive non sono un costo, ma un investimento che ritorna“, afferma Mattia Dolci, Managing Partner Policy & Funds di PTS. Secondo le stime del Rapporto “Il contributo economico e sociale del sistema della formazione professionale e delle politiche attive del lavoro”,
- un reinserimento lavorativo più rapido può ridurre la spesa per la NASpI di circa 675 milioni di euro l’anno;
- mentre l’occupazione che segue i percorsi di IeFP e le politiche attive genera un gettito fiscale e contributivo stimato in circa 300 milioni per la IeFP e circa 1,09 miliardi per le politiche attive.
“Sono valori da leggere separatamente, ma indicano la stessa direzione. È un ritorno che cresce quando le misure dialogano tra loro, quando la formazione porta al lavoro e i servizi accompagnano le persone lungo tutto il percorso. Il passo da fare è proprio questo: dalle politiche al sistema”.
I partecipanti
Il confronto mette intorno allo stesso tavolo i diversi livelli del sistema.
- Il seminario si apre con i saluti istituzionali di Giorgio Mulè, Vicepresidente della Camera dei Deputati, e di don Giuliano Giacomazzi, Direttore Generale di Fondazione CNOS-FAP ETS.
- La sessione “Impatti, sviluppo e sfide per il sistema Italia” vede gli interventi di Sara Frontini (PTS), che presenta l’analisi degli avvisi 2025, Mattia Dolci (PTS), Carlo Cottarelli (Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano), Sara Casillo (Tecnostruttura) e Matteo Colombo (Fondazione Adapt).
- Nella sessione “Quale sistema per il futuro?”, moderata da Matteo Colombo,
- un primo panel riunisce Tiziano Consoli, Angelica Saggese e Simona Tironi, titolari delle deleghe a lavoro e formazione delle Regioni Marche, Campania e Lombardia;
- un secondo panel vede il confronto tra alcuni rappresentati di forze politiche: Valentina Aprea (Forza Italia), Raffaele
Bonanni (Azione), Susanna Camusso (PD), Tiziana Nisini (Lega) e Marta Schifone (Fratelli d’Italia).
- Le conclusioni sono affidate a Paola Vacchina, Vicepresidente di Forma, a Mattia Dolci e a don Giuliano
Giacomazzi.

















