Boom di licenziamenti tech: l’AI ridisegna il lavoro

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Licenziamenti tech

di Laura Reggiani | Dopo un 2025 segnato da ondate di licenziamenti, molte imprese stanno ripensando radicalmente la propria organizzazione, puntando su automazione, machine learning ed efficienza. Il risultato? Non sono più a rischio solo singoli ruoli, ma intere funzioni professionali.

Un nuovo report di RationalFX fotografa la portata del fenomeno, analizzando i dati provenienti da fonti certificate come WARN notices statunitensi, TrueUp, TechCrunch e il tracker Layoffs.fyi. Secondo il documento, nel 2025 sono stati registrati 244.851 licenziamenti nel settore tech a livello mondiale. Di questi, 69.840 — pari al 28,5% del totale — sono stati attribuiti direttamente a ristrutturazioni legate all’adozione dell’intelligenza artificiale.

La classifica dei licenziamenti

A guidare la classifica delle aziende con più tagli legati all’AI è Amazon, che ha eliminato circa 14.000 posizioni, seguita da Tata Consultancy Services (TCS) con 12.000 e Accenture, che ha ridotto la propria forza lavoro di circa 11.000 unità. Anche giganti come IBM, HP e Salesforce hanno operato migliaia di tagli spinti dalla crescente integrazione dell’AI nei processi aziendali.
Nonostante un rallentamento rispetto al 2024 — anno in cui i licenziamenti nel tech avevano raggiunto quota 281.000 — il 2025 rappresenta un punto di svolta: l’AI diventa il motore centrale delle riduzioni di personale, soprattutto negli Stati Uniti, che da soli hanno concentrato circa 170.630 licenziamenti, quasi il 70% del totale globale.
Il trend non mostra segni di arresto: nei primi annunci del 2026, Meta ha comunicato un nuovo taglio di circa 1.500 ruoli, spostando investimenti e risorse dal metaverso verso prodotti e infrastrutture basati sull’intelligenza artificiale.

 

  1. Amazon – 14,000 licenziamenti
  2. TCS – 12,000 licenziamenti
  3. Accenture – 11,000 licenziamenti
  4. IBM – 9,000 licenziamenti
  5. HP – 6,000 licenziamenti
  6. Salesforce – 4,000 licenziamenti
  7. Duolingo – 2,000 licenziamenti
  8. Workday – 1,750 licenziamenti
  9. OpenText – 1,600 licenziamenti
  10. Autodesk – 1,350 licenziamenti

Prepararsi all’AI

Le previsioni degli esperti sono chiare: la pressione dell’AI sul mercato del lavoro è destinata a intensificarsi. Il Fondo Monetario Internazionale ha avvertito che “molti Paesi e molte imprese non sono preparati” alla velocità di adozione delle nuove tecnologie. Anche le preoccupazioni dei lavoratori sono in aumento: mentre nel 2024 solo il 28% temeva di perdere il lavoro a causa dell’AI, nel 2026 la quota è salita al 40%.
“Quelli del 2025 non sono licenziamenti ciclici, ma segnali di un cambiamento strutturale”, commenta Alan Cohen, analista di RationalFX. “Le aziende stanno ridisegnando le operazioni attorno all’automazione, riducendo ruoli di supporto, amministrazione e middle management. E ciò avviene in un contesto di solidi risultati finanziari, a conferma di una scelta strategica: spostare investimenti dal lavoro umano alle infrastrutture AI”.
Secondo gli analisti, il 2026 sarà un anno cruciale: mentre aumentano i tagli legati all’automazione, cresce anche la domanda di figure altamente specializzate in ingegneria AI, dati e infrastrutture. La capacità delle aziende di gestire questa transizione — anche tramite programmi strutturati di reskilling — potrebbe diventare un fattore decisivo nelle scelte degli investitori.

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