di Romano Benini |
Il fondo autoimpiego rappresenta una fondamentale misura di attivazione dedicata ai disoccupati, e in generale a chi cerca lavoro, che riguarda l’avvio di un’attività di lavoro autonomo, professionale o di impresa.
Si distinguono in questo senso due aree di intervento. Parliamo di “autoimpiego” quando l’attività avviata è ditta individuale o lavoro autonomo o professionale. Mentre si parla di “autoimpresa” se ci si riferisce all’attivazione di società di persone o di iniziative di natura più imprenditoriale. L’attivazione attraverso queste iniziative è particolarmente indicata per i giovani. Infatti, il Fondo Sociale Europeo, attraverso il “Programma nazionale giovani donne e lavoro”, sostiene anche iniziative rivolte al sostegno dell’autoimpiego. Come negli anni scorsi attraverso le iniziative di formazione legate al programma “Yes I start up” e di avviamento di lavoro autonomo attraverso la misura “Selfiemployment”.
In questi mesi, in assenza di una nuova misura nazionale, alcune regioni hanno avviato proprie iniziative. Va segnalato come il programma nazionale di politiche attive Gol abbia previsto l’avviamento di più di ventimila disoccupati attraverso iniziative di autoimpiego. Il nostro Paese è caratterizzato dalla presenza di un tessuto molto vivo costituito da iniziative di lavoro autonomo, professionale e di microimpresa. E la presenza di una misura nazionale in grado di fornire servizi e strumenti di sostegno alla formazione, al tutoraggio e all’avviamento delle attività è particolarmente attesa e significativa.
Siamo inoltre in una fase di passaggio generazionale ed è determinante creare le condizioni più generali, il cosiddetto “ecosistema”, per favorire l’avviamento di nuovo lavoro autonomo e imprenditoriale, da parte delle nuove generazioni e anche come opportunità per chi termina gli studi o sta cercando lavoro. Sono gli obiettivi del “pacchetto per l’autoimpiego” che il Governo italiano aveva previsto con il “Decreto Coesione”, il decreto 60 del 2024. E che dopo una lunga fase di gestazione e di autorizzazione, nelle scorse settimane è entrato finalmente in modo completo e definitivo nella fase attuativa mettendo a disposizione, in particolare dei giovani disoccupati under 35, un sistema di strumenti e di opportunità piuttosto completo.
Azione di sistema per il mercato del lavoro
L’azione di sistema promossa dal Ministero del Lavoro si pone i seguenti obiettivi:
- aumentare la partecipazione al mercato del lavoro dei giovani neet, inattivi e disoccupati;
- sostenere l’avvio di nuove iniziative di lavoro autonomo, professionale, di micro e piccole imprese, di partite iva, di società di persona, nelle diverse forme e modalità;
- promuovere la formazione e le competenze necessarie per l’avvio e la gestione di nuove iniziative di lavoro autonomo e professionale;
- sostenere il passaggio generazionale delle attività, il trasferimento del saper fare tra le generazioni;
- sostenere il consolidamento delle nuove iniziative avviate attraverso l’accesso a servizi avanzati e l’abbattimento del costo del lavoro.
Lo strumento del fondo autoimpiego
Gli interventi di promozione del lavoro autonomo, libero-professionale e imprenditoriale sono avviati attraversouna rete operativa sul territorio coordinata dal Ministero del Lavoro (Direzione Politiche Attive). E costituita da soggetti istituzionali ed enti strumentali che promuovono gli interventi attraverso i propri servizi e soggetti erogatori territoriali.
Questi enti sono:
- Ente Nazionale Microcredito: formazione e accompagnamento alla progettazione;
- Invitalia: tutoraggio, selezione ed erogazione voucher e contributo;
- Sviluppo Lavoro Italia: promozione dell’intervento;
- Unioncamere, Strutture commissariali sisma 2009 e 2016: supporto alla promozione e assistenza nelle aree colpite;
- Centri per l’Impiego delle regioni: orientamento, presa in carico dei beneficiari e accesso alla misura di formazione;
- acceleratori, incubatori di impresa, parchi tecnologici accreditati.
Requisiti dei beneficiari
Gli interventi riguardano la promozione dell’inclusione attiva e dell’inserimento al lavoro mediante specifiche azioni a sostegno dell’avvio di iniziative di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero-professionali dei giovani di età compresa tra i 18 anni e 35 non ancora compiuti.
In possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:
- essere in una condizione di marginalità, di vulnerabilità sociale o di discriminazione; essere inoccupati, inattivi o disoccupati;
- essere disoccupati aderenti al programma di politica attiva Gol.
Attività comprese nel fondo autoimpiego
L’accesso alle misure avviene anche attraverso la piattaforma tecnologica del Ministero del Lavoro, Siisl. Una vera e propria azione di sistema nazionale, gestita dal Ministero del Lavoro insieme alle Regioni, che mette a disposizione dei beneficiari diversi interventi, previsti dalla legge 95 del 2024, di conversione del “Decreto Coesione”, che vanno dalla formazione al contributo, dal tutoraggio agli incentivi per chi assume.
Il pacchetto infatti prevede:
- formazione per l’avviamento dell’iniziativa di autoimpiego (articoli 17 e 18 legge 95 del 2024);
- accompagnamento alla progettazione dell’attività (articoli 17 e 18 legge 95 del 2024);
- tutoraggio di supporto tecnico e gestionale (articoli 17 e 18 legge 95 del 2024);
- voucher a fondo perduto per l’avviamento, rafforzato per iniziative innovative (articoli 17 e 18 legge 95 del 2024);
- contributo per l’investimento, fino a 120mila e fino a 200mila euro (articoli 17 e 18 legge 95 del 2024);
- esonero contributivo per assunzioni agevolate di neet o disoccupati under 35 da parte di disoccupati under 35 che avviano una impresa nei settori strategici (articolo 21 legge 95 del 2024);
- contributo mensile Inps per l’attività dei disoccupati under 35 che avviano una impresa nei settori strategici (articolo 21 legge 95 del 2024).
Le forme di incentivazione
Sono ammissibili al fondo autoimpiego le iniziative economiche avviate dai soggetti beneficiari nel mese precedente la data di presentazione della domanda che risultano inattive alla medesima data. Novità significativa, è possibile la partecipazione alle società di soggetti che non rientrano nella categoria di beneficiari (ossia over 35, occupati, ecc.), se il controllo e l’amministrazione della società alla data di iscrizione della stessa al Registro delle imprese e per i successivi tre anni sono detenuti da soggetti rientranti nelle categorie dei beneficiari diretti.
Una previsione innovativa e indicativa di come lo strumento sia stato progettato anche per consentire forme di collaborazione, condivisione e di eventuale trasferimento di competenze tra chi inizia l’attività e chi è già in possesso di esperienza sul campo o è socio finanziatore. Questa possibilità rende molto utile l’iniziativa nell’ambito e per le finalità del passaggio generazionale e della trasmissione di impresa. Molto presente in un Paese come l’Italia in cui ogni anno decine di migliaia di attività di piccola impresa o professionali vengono chiuse per mancanza di eredi.
Formazione e contributo
Il fondo autoimpiego prevede lo stanziamento di 800 milioni di euro, destinati per 700 milioni al contributo all’avviamento e per 100 milioni alle attività di formazione e accompagnamento al piano di impresa. In particolare, il percorso prevede la presa in carico e la definizione del patto di servizio da parte del Centro per l’Impiego di riferimento. Anche in collaborazione con le agenzie per il lavoro e gli enti formativi accreditati. Effettuata la presa in carico, il beneficiario può accedere al percorso di formazione e accompagnamento alla progettazione erogato sul proprio territorio dai soggetti erogatori della rete dell’Ente Nazionale Microcredito. Le informazioni per l’accesso all’attività formativa sono presenti anche sulla piattaforma Siisl.
L’attività non è obbligatoria, ma è finalizzata all’acquisizione delle competenze e capacità utili alla fruizione delle misure di incentivazione per l’avvio di impresa e all’assistenza alla progettazione dell’iniziativa economica. L’Ente Nazionale Microcredito è responsabile dell’avvio e dell’attuazione delle attività. E si avvale dei propri soggetti esecutori accreditati, nei diversi territori di intervento, all’erogazione dei servizi di formazione e accompagnamento, selezionati attraverso un apposito avviso. Il contributo per l’avviamento può essere richiesto in tre modalità.
- Contributo a fondo perduto, in forma di voucher pari al 100% dell’investimento da realizzare, entro il limite di 30mila euro per singola iniziativa economica, elevato a 40mila euro per le aree del Mezzogiorno. Il limite è elevato a 40mila euro nel caso di acquisto di beni e servizi innovativi, tecnologici e digitali o di beni diretti a sostenibilità ambientale o risparmio energetico (50.000 euro nel Mezzogiorno).
- Per gli investimenti di importo complessivo fino a 120mila euro, il contributo è concesso fino al 65% del programma di investimento ammesso (75% per il Mezzogiorno).
- Per i programmi di investimento di importo superiore a 120mila euro e non superiore a 200mila euro, il contributo è concesso fino al 60% del programma di investimento ammesso (70% per il Mezzogiorno).
La procedura di valutazione del fondo autoimpiego
Alla domanda di agevolazione va allegato il piano d’impresa. Le agevolazioni (voucher e contributo) sono concesse da Invitalia con procedura valutativa a sportello, che prevede un punteggio premiale per i beneficiari che abbiano svolto l’attività formativa, che è opportuna e consigliata, ma facoltativa. Le domande possono essere presentate esclusivamente dalla persona fisica o giuridica che intende avviare l’attività di autoimpiego. Se i contributi sono destinati ai disoccupati inseriti nel programma Gol beneficiari Naspi, questi soggetti possono cumulare i medesimi contributi nel caso di richiesta di erogazione del trattamento di disoccupazione in unica soluzione. Al fine di utilizzarli come capitale d’avvio da conferire alle iniziative finanziate.
Le iniziative inoltre sono compatibili con l’indennità percepita dai beneficiari del “supporto per la formazione e il lavoro” di cui all’articolo 12 del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48 convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023, n. 85. I contributi per l’autoimpiego non sono invece cumulabili con i crediti di imposta e con nessun’altra agevolazione, nazionale, regionale o europea. Fatta eccezione per il Fondo di garanzia della Legge 23 dicembre 1996, n. 662.
I servizi di tutoring
Ciascuna iniziativa agevolata beneficia, unitamente al contributo concesso, di servizi di tutoring finalizzati alla corretta fruizione delle agevolazioni e allo sviluppo delle competenze organizzativo-gestionali dei beneficiari. I servizi di tutoring concorrono, sommati al contributo, a determinare l’importo complessivo dell’agevolazione e sono concessi nell’ambito del Regolamento de minimis.
Tra i servizi:
- tutoring di supporto tecnico erogato da Invitalia per un valore massimo di 4mila euro, finalizzato a garantire il supporto alle iniziative economiche nell’avvio dell’attività, agli adempimenti amministrativo-autorizzativi e alla rendicontazione delle spese;
- tutoring gestionale attivato con la collaborazione di Ente Nazionale Microcredito, per un valore massimo di 1.000 euro, finalizzato a supportare le iniziative economiche nella fase di penetrazione del mercato e di risoluzione delle criticità imprenditoriali emergenti nella fase di startup.
Come accedere al fondo autoimpiego
I soggetti preposti alla presa in carico e all’avviamento ai percorsi di formazione e accompagnamento per i disoccupati e inattivi sono i Centri per l’Impiego, previa iscrizione al programma Gol, in collaborazione con la rete dei soggetti erogatori di Ente Nazionale Microcredito operanti sul territorio. La domanda di accesso al contributo in forma di voucher o di contributo al programma di investimento viene richiesta direttamente sul sito Invitalia ed erogata da Invitalia.
Le domande di accesso allo sgravio contributivo e al bonus attività per le iniziative in settori strategici prevedono invece la richiesta all’Inps. L’accesso alla domanda per l’attività formativa e l’accompagnamento alla progettazione da parte dei soggetti destinatari dell’intervento disoccupati e inoccupati avviene anche tramite piattaforma Siisl. Alla quale il Centro per l’Impiego in ogni caso comunica l’avvio dell’attività. Nonché la relativa tracciatura del percorso formativo, inserito nell’ambito delle iniziative del programma Gol per la sua finanziabilità. Dalla piattaforma Siisl è possibile identificare e scegliere il percorso formativo più utile e vicino e l’ente formativo accreditato di riferimento.
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