Prospettiva femminile sull’intelligenza artificiale

L'esperienza personale e professionale di Alice Panciri, Head of Brand Marketing and Communication di Sistem-Evo

Intelligenza artificiale: l'esperienza professionale di Alice Panciri

Quando l’intelligenza artificiale parla al femminile, ecco il percorso formativo e professionale di Alice Panciri.

Prima ancora che nel mondo del lavoro, le differenze di genere sono rintracciabili nei percorsi di studio. Qui, le donne si laureano principalmente nelle discipline umanistiche e gli uomini rappresentano invece la percentuale maggioritaria di laureati in quelle scientifiche (tra il 60 e l’80% secondo i dati Almalaurea sul Gender Gap). Eppure, anche nei casi in cui scelgono i percorsi di studio più tecnici, le donne hanno spesso risultati migliori. Ce lo conferma Alice Panciri, Head of Brand Marketing and Communication di Sistem-Evo, un’azienda nata nel 2017 che progetta e implementa soluzioni di Intelligenza Artificiale.

Intelligenza artificiale e relazioni umane

Parità salariale: l'esempio di Simona Panciri
Simona Panciri, Head of Brand Marketing and Communication di Sistem-Evo

Siamo nel campo di una delle tecnologie più rivoluzionarie degli ultimi tempi. E il caso di Panciri, 34 anni, è quello di una donna che si è distinta in un settore ancora a matrice prevalentemente maschile. “Ho una formazione da perito aziendale corrispondente in lingue estere e una laurea triennale in Comunicazione di Impresa. A 23 anni sono entrata nel mondo del lavoro e, in particolare, nel settore del marketing digitale, nel quale ho ricoperto varie mansioni, partendo dalla gavetta. Sono in Sistem-Evo dal 2020 e nel mio ruolo gestisco le attività di marketing e brand dell’azienda. Interfacciandomi da un lato con la Direzione e dall’altro con il Dipartimento Marketing e Delivery, coordinando due gruppi di lavoro per un totale di dieci persone. Seguo poi i clienti che richiedono soluzioni personalizzate, tengo webinar e intervengo come speaker in eventi dedicati a temi digitali e tecnologici”.

La sua missione è sempre stata quella di declinare le soluzioni tecnologiche alle esigenze dei clienti. Oltre che di “tradurre” in un linguaggio comprensibile concetti complessi, come quelli alla base dell’Intelligenza Artificiale conversazionale, core business di Sistem-Evo. “L’ambito in cui opero è prevalentemente maschile a livello manageriale, sebbene spesso le donne si distinguano per bravura e competenza. Ed è un peccato che ce ne siano ancora poche”. Secondo Panciri, non si tratta tanto di imporre delle quote rosa, quanto di “equiparare l’accesso alle opportunità di carriera, incrementando quel welfare che rende famiglia e carriera non scelte in antitesi, ma conciliabili, e riconoscere il valore del professionista a prescindere dal genere”.

Vanno poi scardinati quei limiti che una narrazione tradizionalmente maschile pone all’emancipazione femminile anche in ambito lavorativo. Non meno importante per le donne è avere maggiore consapevolezza del proprio valore. “Noi siamo molto brave a lavorare sugli aspetti relazionali, sappiamo ascoltare, facciamo emergere nell’altro i suoi punti di forza e li mettiamo in circolo. Essere consapevoli di questa nostra dote è un primo passo per costruire un modello di leadership che, senza dover ricalcare quello maschile, fa della nostra diversità il nostro punto di forza”.

PRIMA SI COMBATTONO GLI STEREOTIPI MEGLIO È

Il programma REC (Rights, Equality and Citizenship) della UE finanzia un progetto internazionale volto a contrastare gli stereotipi di genere fin dalla prima infanzia. Si chiama Beyond (Building Equality from early Years through training Opportunities for Educators and New competences to Deconstruct gender biases) ed è promosso da sei partner provenienti da Italia, Lituania, Bulgaria e Belgio.

L’intento è migliorare l’offerta educativa, mediante la rimozione di stereotipi di genere. Ampliando la consapevolezza di educatori e famiglie su come gli atteggiamenti e i comportamenti di bambini e bambine, sin dai primi anni di vita, siano influenzati dalle aspettative sociali legate al genere e condizionino le loro possibilità future. Il sindacato UIL è capofila del progetto in Italia, insieme al gruppo Forma.Azione, UIL Scuola e Irase – Istituto per la Ricerca Accademica Sociale ed Educativa.

 


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