FONDITALIA | Dati chiusura avviso FEMI 2021.01

Secondo i dati conclusivi dell’Avviso FEMI 2021.01 di FondItalia, la Lombardia è la regione che ha investito di più, meno interesse per la formazione invece tra le aziende sarde, calabresi e lucane

Avviso FEMI 2021.1, i dati conclusivi

A conclusione a fine dicembre dell’Avviso FEMI 2021.01, Fonditalia rende note le cifre dei percorsi formativi richiesti. Non tutte le regioni hanno mostrato la stessa attitudine verso la formazione. Solo la Lombardia – si legge nell’approfondimento di Agenparl -, conta 659 imprese beneficiarie delle attività a Sportello, mentre la Puglia 292 e la Campania 183. La Sicilia con 138 aziende è a metà classifica.

Il numero alto di aziende ha coinciso con un maggior numero di lavoratori formati solo in Lombardia e Puglia. Qui i destinatari coinvolti sono stati rispettivamente 6.187 e 4.784. Seguono il Lazio con 2.164, la Campania con 1926, la Sicilia con 1.434 e l’Emilia Romagna con 1.416. La Sardegna con 27 aziende si colloca agli ultimi posti seguita solo da Calabria con 24 e Basilicata con 6 imprese. Fanalino di coda il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia con 3 aziende.

Avviso FEMI 2021.01: i corsi più richiesti

Su poco meno di 74.000 ore di formazione, oltre 15mila ore sono state dedicate alle costruzioni. Circa 15mila a sanità e assistenza sociale e commercio all’ingrosso e al dettaglio oltre alla riparazione di autoveicoli. Nonostante la pandemia, la formazione in aula si conferma la modalità maggiormente richiesta, con il 92% del monte ore. Ma è sempre ammessa la teleformazione, conforme ai provvedimenti per il contenimento dei contagi da Covid-19.

“FondItalia rappresenta un riferimento importante per le aziende aderenti, soprattutto per le piccole e microimprese – sottolinea Francesco Franco, Presidente FondItalia – promuovendo formazione di qualità e facilitazioni per le aziende aderenti. Anche quest’anno abbiamo previsto l’abolizione permanente dell’apporto proprio, ossia il cofinanziamento da parte delle imprese che optino per aiuti di importanza minore. Abbiamo messo in campo, inoltre, nuove risorse per favorire la ripresa delle imprese nell’ottica di promuovere l’innovazione attraverso la realizzazione di nuove metodologie organizzative e produttive”.

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