Digital learning: una storia di flessibilità

Pensando al Digital Learning viene naturale pensare allo sviluppo della tecnologia e a come questo sviluppo abbia consentito di creare nuove modalità di apprendimento. Meno immediato è invece pensare al cambiamento dei learner

Digital learning ed evoluzione dei learner

a cura di APPrendere |

Il Digital Learning discende direttamente dal concetto di Distance Learning.

Era il 1728 quando sul Boston Gazzette, quotidiano di Boston nel Massachusetts, Caleb Philips pubblica una serie di annunci a pagamento per pubblicizzare il suo corso di lingua inglese per corrispondenza. È la prima testimonianza della formazione a distanza. Nel 1840 Sir Isaac Pitman inizia l’insegnamento del suo metodo stenografico per corrispondenza. Dal 1858 la University of London, prima al mondo, inizia a offrire corsi di laurea a distanza.

Da allora molta strada è stata percorsa e molti sono gli studenti che hanno avuto modo di formarsi senza doversi recare in un’aula fisica, utilizzando prima la corrispondenza per muoversi con la diffusione della televisione sui sistemi broadcasting (famose le lezioni del Prof. Manzi) e successivamente con le videocassette. Nel 1959 viene creato PLATO, il primo computer dedicato all’insegnamento, ma è dalla seconda metà degli anni ’80 che si ha uno sviluppo significativo della cosiddetta formazione CBT (Computer Based Training). In quegli anni, lo sviluppo della tecnologia dei CDROM e l’utilizzo delle tecniche di Hypertext hanno creato prodotti di formazione che consentivano di creare dei corsi contenenti oggetti multimediali navigabili. È nato l’e-learning!

Digital Learning sul web

Certamente il web ha dato il maggiore impulso allo sviluppo di una formazione mediata dal computer. La rapida diffusione della tecnologia ha consentito di passare da una formazione centrata sull’insegnante, secondo un modello di ripetitività dell’apprendimento, a una centralità dello studente nel suo processo formativo. Con l’avvento del WEB 2.0, basato sulla piena interattività dell’utente con il sistema, si offrono le possibilità per lo spostamento da un modello trasmissivo dell’insegnamento a un sistema di apprendimento collaborativo. Creando una multi-direzionalità della comunicazione che si oppone al tradizionale modello unidirezionale docente-discente.

La fase immediatamente successiva, quella del WEB 3.0 è quella dell’ubiquità della formazione. La disponibilità di accesso ai sistemi mobile ha consentito all’apprendimento di poter avvenire in ogni luogo e in ogni momento. Si pensi a quello che succede a ognuno di noi quando entriamo in contatto con un termine sconosciuto o un nuovo concetto. Dalla ricerca del termine sul dizionario o di una enciclopedia che richiedevano di averli a fisicamente a disposizione (con una ricerca spesso faticosa e lenta), oggi otteniamo immediatamente le risposte, con uno sforzo fisico e cognitivo estremante limitato, accedendo a Google o Wikipedia.

I learner di oggi

Lo sviluppo della tecnologia ha generato nuovi profili di learner. Ma anche del del modo in cui si creano le condizioni dell’apprendimento. La grande rivoluzione è avvenuta nel processo di apprendimento: da un modello basato sul docente che “trasferiva” il suo sapere ai discenti che dipendevano da lui, a un modello in cui insegnamento è collaborazione con una centralità del discente. Uno sfumarsi della figura del docente con quella del facilitatore dell’apprendimento.

Nella storia dell’umanità non abbiamo mai avuto a disposizione così tanti strumenti e opportunità di conoscere, approfondire e interagire con il sapere. L’ampia disponibilità di blog, forum e social offre a ognuno di noi di partecipare a un numero incredibile di comunità di apprendimento, di condividere dubbi e perplessità, di promuovere le proprie tesi e nuovi approcci. La conoscenza prima era a oggetto di pochi, che la offrivano con parsimonia trasferendo il loro sapere per quello che era. Ora è a disposizione di tutti con grande facilità e immediatezza. Google Scholar, YouTube, LinkedIn, Coursera ed Edx offrono conoscenza a tutti gli interessati. Da una formazione standardizzata e definita sulla base del sapere (e delle preferenze) del docente, oggi siamo tutti abituati a scegliere cosa, quando e come studiare. Consapevoli che il materiale formativo è disponibile in abbondanza a basso costo, se non completamente gratuito.

Apprendere non è più legato ad un momento della vita o della carriera. La formazione è sempre più continua e fortemente personalizzata.


L’articolo è realizzato in collaborazione con APPrendere, società di consulenza e servizi nell’ambito della formazione online.

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