Per uscire dalla crisi servono più politiche attive

Tiziano Treu del Cnel: «Un’economia che vuole ripartire non può non puntare sulle competenze». Rossella Spada di Formazienda: «Fondi interprofessionali strategici per erogare formazione di qualità alle Pmi, ma il sistema richiede più risorse».

politiche attive del lavoro

di Alice Chiarone |

“Bisogna uscire gradualmente dal blocco dei licenziamenti, ma occorre pensare a come rilanciare la macchina produttiva del paese e il mercato del lavoro, a partire dalla formazione”. Così l’ex Ministro e attuale presidente del Cnel Tiziano Treu, nel corso del Digital Debate organizzato da Consenso Europa, dal titolo “Le imprese e i lavoratori oltre la pandemia, le politiche attive del lavoro per il rilancio delle attività produttive”. Tra i relatori del convegno, introdotto da Lorenzo Salvia del Corriere della Sera (ora portavoce del Ministro dell’Economia e della Finanze, ndr), sono intervenuti: Martina Nardi del PD, presidente della X Commissione Attività Produttive della Camera; il deputato di Fdi Walter Rizzetto; Rossella Spada, direttore di Formazienda; Angelo Raffaele Margiotta, segretario Confsal, e Berlino Tazza, presidente di Sistema Impresa.

Digital Debate
Al Digital Debate hanno partecipato Tiziano Treu del Cnel, Martina Nardi del PD, Walter Rizzetto di FdI, Rossella Spada di Formazienda, Angelo Margiotta di Confsal, Berlino Tazza di Sistema Impresa.

“La nuova fase sarà decisiva”, ha continuato Treu, “non si può vivere solo di sussidi. La grande opportunità è l’intervento dell’Europa: l’Italia ha avuto più risorse degli altri perché è un anello fondamentale della costruzione europea ed è un’occasione che non possiamo sprecare. Questa è la sfida, e credo che il presidente incaricato Mario Draghi ne sia più che convinto”. Durante il dibattito è stato ripetutamente citato il XXII Rapporto Cnel sul Mercato del lavoro, che ha fornito spunti utili e interessanti.

Politiche attive e formazione per ridare dignità alle persone

Rossella Spada, direttore di Formazienda, ha sottolineato come “la pandemia abbia spinto la disoccupazione giovanile a un livello molto alto e la quota di occupazione femminile nettamente al di sotto della percentuale europea. È necessario non focalizzarsi solo su strumenti di politiche passive: oggi abbiamo bisogno di dare assistenza ai lavoratori che stanno attraversando un momento difficile, ma è importante adottare strumenti che consentano di ridare dignità alle persone tramite il lavoro. Attraverso anche realtà come la nostra. Oggi c’è la necessità di mettere in atto politiche di formazione non solo per aggiornare, ma anche per riconvertire le competenze professionali dei lavoratori. Un passaggio indispensabile alle aziende per restare competitive e ai lavoratori per potersi riconvertire. Per questo vogliamo fare un appello: non drenare ulteriormente le risorse destinate ai Fondi interprofessionali, che svolgono un ruolo strategico e fondamentale per rilanciare il mercato del lavoro”.

Rossella Spada
Rossella Spada è direttore del Fondo Formazienda

Formazienda riunisce 110mila impresa per 750mila lavoratori e dal 2008, l’anno di fondazione, ha erogato oltre 140 milioni di euro per il sistema della formazione continua. Si tratta di una delle più importanti realtà tra i fondi interprofessionali attivi a livello nazionale, che è stata istituita da un accordo interconfederale siglato da Sistema Impresa e Confsal.

“Ringrazio il presidente Treu per avere partecipato fornendo contributi estremamente preziosi. Il rapporto sul Mercato del lavoro elaborato dal Cnel”, continua il direttore Spada, “fotografa le urgenze più allarmanti anche alla luce dell’emergenza dovuta al Covid. È un testo che ci ha aiutato a comprendere le linee di intervento prioritarie per il 2021. La programmazione di Formazienda continuerà a supportare al meglio, attraverso una continua iniezione di risorse, le aziende e le strutture formative che hanno il compito di generare le nuove indispensabili competenze per superare la crisi pandemica”.

Una fase di riflessione collettiva

Per l’onorevole Nardi, “per uscire dall’emergenza è necessario aprire una grande fase di riflessione collettiva nel Paese, anche per la scrittura definitiva del Recovery. Gli interventi da fare si articolano su tre livelli. I ristori, i decreti di gestione dell’emergenza economica e il Recovery per costruire, insieme, l’Italia di domani”. Il deputato di Fdi Rizzetto ha posto l’attenzione sulle politiche emergenziali: “In materia di lavoro e welfare governo e parlamento non possono più permettersi di fare errori. Dovremmo legiferare con le risorse a disposizione quasi come se non ci fosse il Covid, per evitare di ricadere in politiche di emergenza che non ci permettono di programmare la ripresa”.

Per il Segretario Confsal Margiotta “dobbiamo partire sempre dalla prospettiva della centralità del lavoro. E per farlo occorre immaginare un progetto di riforma del mercato del lavoro che ne ricomprenda tutti gli assi, dalle politiche attive al costo del lavoro, dal salario alle infrastrutture. Serve una visione generale: i sussidi come il Rdc, necessari ad aiutare chi ha bisogno, devono però stare all’interno di una normativa organica che favorisca la formazione per la ripresa dell’occupazione”. Infine, Berlino Tazza di Sistema Impresa chiede la riapertura dei termini del Fondo Nuove Competenze, aggiungendo che “da presidente di un’organizzazione di operatori del settore terziario penso sia utile che le risorse destinate al cashback – provvedimento poco lungimirante – vengano indirizzate verso altre iniziative, non come ristori ma come compensazioni per alcune categorie che hanno passato un 2020 tragico: cali di fatturato drammatici che non possono essere tamponati con i ristori. Il rischio è la chiusura definitiva di altre imprese”.

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