di Virna Bottarelli |
I Consulenti del Lavoro hanno scelto la Città Eterna per ospitare la 17^ edizione del Festival del Lavoro, che si è tenuta dal 21 al 23 maggio al Centro Congressi La Nuvola.
L’evento ha attirato quasi 20 mila visitatori, attratti dai 155 appuntamenti organizzati nel corso della tre giorni e dagli oltre 500 relatori che hanno discusso di temi centrali del mondo del lavoro: AI, welfare, produttività, salute e sicurezza. Ad arricchire il Festival è stata anche la forte contaminazione con i mondi dell’arte, del cinema e della solidarietà. Sotto quest’ultimo profilo, non solo ha ospitato gli Stati Generali dell’Autismo, con l’Associazione In & Aut, ma ha anche raccolto più di 80 mila euro per sostenere l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, nell’acquisto di isole neonatali, e la Fondazione Doppia Difesa Ets, per iniziative a tutela delle donne vittime di violenza.
Nll’ultima giornata sul palco dell’Auditorium sono saliti anche gli attori e il regista del cortometraggio “Il Quaderno di Tommaso”, dedicato alla storia del testimone di giustizia Antonino Bartuccio, in visione prima al Giffoni Film Festival e poi nelle scuole e università di tutta Italia, nell’ambito del progetto GenL – Generazione Legalità del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro. “Il bilancio complessivo è molto positivo. Per i contenuti e per i numeri che hanno visto una partecipazione straordinaria di colleghi e di semplici cittadini, in particolare studenti”, ha commentato Rosario De Luca, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.
Sicurezza, produttività e innovazione al Festival del Lavoro 2026
In apertura dell’evento, De Luca si è soffermato su sicurezza, produttività e innovazione, temi portanti dell’edizione 2026 e direttrici da percorrere nei prossimi anni. Perché se è vero che i numeri dell’occupazione sono positivi, è altrettanto vero che vanno considerati alla luce delle transizioni in atto per aiutare le imprese a compiere un salto culturale verso un lavoro che cambia.
“Per noi non esiste lavoro che non sia sicuro, etico e regolare”, ha detto De Luca parlando della sicurezza. Sottolineando il valore sociale dell’attività dell’Inail per quanto riguarda sia la prevenzione sia gli interventi post-infortunio. “In materia di sicurezza, come Consulenti del Lavoro ci siamo soffermati a osservare i fenomeni e a proporre delle soluzioni. Riteniamo che gli infortuni sul lavoro siano una piaga che va continuamente contrastata. Prendiamo atto che le nuove norme, intervenute dopo 16 anni dal T.U., stanno funzionando, ma nel frattempo crescono gli infortuni in itinere e le malattie professionali, nuove rispetto a quelle di un tempo”.
Parlando di produttività, invece, il discorso si fa più complesso. Qui si tratta di vincere, secondo De Luca, una sfida non facile: migliorare la qualità della vita e valorizzare le persone in uno scenario economico incerto, che vede il potere d’acquisto dei lavoratori in calo. “Credo che parlando di salario giusto e di contrattazione collettiva il Governo si stia muovendo nella giusta direzione”, ha detto il presidente. “Il sistema di contrattazione italiano è tra i più avanzati al mondo e prevede un buon punto di equilibrio tra diritti e doveri dei lavoratori”. Il tema dell’innovazione è, invece, legato a doppio filo a quello dell’Intelligenza Artificiale. Su questo aspetto De Luca ha ribadito che occorre “potenziare la nostra competenza per governare l’Intelligenza Artificiale e ribadire la centralità della persona nel mondo del lavoro”.

La ricerca su AI e lavoro
In occasione del Festival è stata presentata anche la ricerca “Come l’AI sta cambiando il lavoro: opportunità, rischi e scenari”. Quasi otto lavoratori su dieci (79,3%) che utilizzano l’AI a supporto quotidiano del loro lavoro appartengono alle professioni a più elevata qualificazione ovvero intellettuali e scientifiche, tecniche e manageriali. E si tratta di uno strumento ormai ben radicato nelle attività: il 68,7% ne fa un uso quotidiano e, di questi, il 21,6% dichiara di usarla costantemente. Ben il 40,5% degli utilizzatori quotidiani e il 25,9% degli occasionali la utilizzano per il supporto alle decisioni. Parallelamente si ricorre sempre meno all’aiuto di altri: il 57,8% dichiara di svolgere con l’Intelligenza Artificiale attività che avrebbe affidato a collaboratori o consulenti.
Non solo, il 52,4% fa riferimento all’AI per sviluppare idee e soluzioni, invece di confrontarsi con superiori e colleghi. Una situazione complessa che rischia di riverberarsi non solo sulle relazioni, ma anche sulle opportunità occupazionali future. Solo il 14,5% degli utilizzatori afferma però di sentirsi pienamente preparato a utilizzarla in modo efficace. E, a quasi due su dieci, è capitato di usare l’AI per attività di cui non era in grado di valutare il risultato (19%) o accettare suggerimenti più per rapidità che per convinzione (18,3%).
A questo si aggiunge un più generale senso di insicurezza. Teme rischi di errori quasi il 53%, l’uso improprio di dati o informazioni sensibili il 41,8%, la dipendenza dallo strumento il 40,6%, la perdita di professionalità quasi un terzo (28,9%). Dati che non stupiscono se si riflette sulle modalità con cui gli utilizzatori si sono avvicinati all’Intelligenza Artificiale e sulla mancanza di formazione e direzioni precise da parte delle aziende. Solo il 31,6% degli intervistati dichiara che nella propria organizzazione l’uso dell’AI è accompagnato da regole, linee guida, formazione o altri strumenti di indirizzo.
Calderone al Festival del Lavoro: salario giusto e semplificazione
“L’inclusione sociale passa attraverso il lavoro”, ha detto il ministro Marina Calderone, intervenuta al Festival del Lavoro 2026 nella giornata conclusiva, rivendicando la prima mossa del Governo Meloni in ambito lavoro: la cessazione del Reddito di Cittadinanza e l’introduzione di politiche di accompagnamento al lavoro anche per chi è in condizioni di fragilità.
“Quando sarà completato il percorso del Siisl, la nostra piattaforma per l’inclusione sociale e lavorativa sarà una best practice a livello europeo. A oggi Siisl ha sei milioni di utenti e a fine 2026 ne accoglierà 25 milioni. Il nostro mondo del lavoro è sempre stato governato da logiche legate non tanto alla tecnicalità e alla professionalità del matching tra domanda e offerta di lavoro quanto alla conoscenza diretta e personale. Stiamo invece consentendo, con la nuova piattaforma, ai soggetti accreditati all’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro di applicare modalità trasparenti di valorizzazione delle competenze delle persone. Il web coach virtuale insegna a gestire un curriculum, lo quota, valuta le competenze e propone percorsi formativi, tutte attività cruciali soprattutto per i giovani che ancora non sono attivi sul mercato del lavoro”.
Venendo alle misure più recenti, Calderone ha aggiunto: “Crediamo nel lavoro sicuro e nel lavoro di qualità. Ecco perché nei nostri provvedimenti c’è sempre e comunque un’attenzione alla sicurezza sul lavoro ed ecco perché con il decreto 1° maggio del 2026 abbiamo introdotto il concetto di salario giusto”. Su quest’ultimo e sui distinguo con il salario minimo la ministra ha precisato: “L’Italia ha un livello di copertura della contrattazione collettiva e una capacità di produzione di contratti collettivi di qualità. Perché sono di qualità le nostre relazioni industriali. Non si può pensare di mortificare il percorso della contrattazione introducendo un salario minimo per legge, perché quel salario minimo sarebbe la rappresentazione di un’unica pagina di un libro che invece andrebbe letto per intero. Con salario giusto intendiamo un trattamento economico complessivo almeno pari a quello garantito dai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative”.
Governare l’Intelligenza Artificiale
Sull’Intelligenza Artificiale, il messaggio è chiaro: “Oltre a riaffermare la centralità dell’individuo rispetto alla tecnologia, dobbiamo considerare che, se l’AI distruggesse il lavoro, dovremmo costruire una società fortemente sussidiata per dare comunque alle persone gli strumenti per vivere. E dovremmo fare i conti con il disagio sociale che deriva dall’essere esclusi dal lavoro e dalla società attiva. Non possiamo certo frenare lo sviluppo tecnologico, ma lo possiamo gestire e accompagnare. L’AI ci può consentire di fare meglio il nostro lavoro, di ridurre le difficoltà e i rischi nelle mansioni più gravose, di riqualificare la forza lavoro per quelle che sono le sfide del futuro”.
Sugli obiettivi del Governo in tema di lavoro per l’ultimo anno legislatura, Calderone ha detto, infine: “Intendiamo completare il lavoro che abbiamo iniziato. Ossia restituire un mondo del lavoro più dinamico e consentire ai professionisti, alle imprese e ai lavoratori di interloquire in modo sempre più semplice con la pubblica amministrazione. Facilitando anche quell’incrocio tra domanda e offerta di lavoro che è il vero punto nevralgico dello sviluppo del mercato del lavoro italiano”.
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RIFLESSIONI E RISATE CON ENRICO BERTOLINO 












