di Barbara Pigoli |
Fondimpresa, Fondo promosso da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, ha organizzato nei mesi scorsi a Roma il convegno “Fondimpresa e Fondo Nuove Competenze. L’economia della conoscenza e il valore capitale per il Paese” con la partecipazione di aziende, istituzioni e operatori del settore.
Attraverso i contributi di rappresentanti delle istituzioni e delle parti sociali, nonché di autorevoli esponenti del mondo del lavoro, dell’impresa e della società civile, l’evento ha offerto un’occasione di confronto sul valore della formazione quale risorsa primaria per coniugare competitività economica e coesione sociale. I Fondi interprofessionali, di cui Fondimpresa è il maggiore, stanno vivendo un radicale cambiamento, grazie alle nuove Linee Guida approvate dal Ministero del Lavoro a inizio anno.
Queste ultime, infatti, hanno ampliato il raggio di azione collegando strutturalmente la formazione e le politiche attive del lavoro. “Voglio esprimere un sincero ringraziamento al Ministro e a tutto il Ministero del Lavoro per aver varato le nuove Linee Guida in materia di attivazione, funzionamento e vigilanza dei Fondi Interprofessionali” ha commentato Aurelio Regina, presidente Fondimpresa (nella foto di apertura).
“Questo provvedimento non è un mero atto burocratico. Rappresenta un passaggio fondamentale per l’ampliamento del nostro perimetro di azione, poiché interviene con decisione per razionalizzare il sistema e regolare quelle distorsioni che troppo spesso, in passato, hanno minato la percezione di efficacia della formazione continua. La centralità che il decreto assegna alla trasparenza, alla governance e alla tracciabilità degli interventi non è solo una garanzia di correttezza amministrativa. Ma è lo strumento attraverso cui creiamo finalmente una connessione organica e strutturale tra formazione finanziata e politiche attive del lavoro. Stiamo costruendo un quadro operativo dettagliato che mette al centro la qualità dei processi, permettendo ai Fondi di agire non come semplici erogatori di risorse a pioggia, ma come veri architetti dello sviluppo professionale, capaci di garantire che ogni euro investito produca un reale incremento delle competenze verificabile e certificato”.
La terza edizione del FNC
In apertura dell’evento Marina Calderone, Ministro del Lavoro, ha sottolineato i risultati raggiunti dalla terza edizione del Fondo Nuove Competenze e la piena valorizzazione dei Fondi Interprofessionali. “Un ringraziamento speciale ai Fondi Interprofessionali, la cui funzione centrale per le politiche attive del lavoro è confermata dalle nuove Linee Guida. Grazie per aver creduto insieme a noi nelle riforme che abbiamo avviato: una partnership tra le imprese, gli enti formativi, i decisori istituzionali e il Ministero per rispondere alla richiesta di competenze che arriva dal mondo del lavoro” ha commentato.
Il ruolo di Fondimpresa, quale protagonista delle politiche attive per il lavoro, si è rafforzato ancor più con le risorse messe a disposizione con il Fondo Nuove Competenze, destinato alla riqualificazione professionale.
Nella terza edizione del FNC, relativa al 2026, Fondimpresa ha già approvato 5.135 richieste, per 20.978 nuovi corsi formativi, che coinvolgeranno 308.617 lavoratori, con 69 milioni di euro di spesa. Le priorità di imprese e lavoratori, verso cui Fondimpresa eroga la sua attività, sono chiare, perché oltre 10.000 corsi sono dedicati ai sistemi tecnologici e digitali, quasi 7.000 a welfare aziendale e benessere organizzativo e più di 4.000 alla sostenibilità e all’ambiente.
Si tratta di risorse suddivise in tre linee d’intervento: singole imprese, filiere, sistemi formativi. I corsi finanziati prevedono da un minimo di 30 a un massimo di 150 ore e possono riguardare anche i nuovi assunti.
Per questo, Fondimpresa chiede che la prossima edizione del FNC sia incentrata sui pilastri della crescita del Sistema Paese, ovvero open innovation, intelligenza artificiale e sostenibilità. Replicando il modello virtuoso che ha storicamente industrializzato l’Italia, con le grandi imprese nel ruolo di driver tecnologico e formativo, a trainare l’intera filiera delle piccole realtà della catena di subfornitura, in una logica di supply chain integrata e competitiva.
Le risorse e il prelievo forzoso
Il presidente di Fondimpresa, Aurelio Regina, ha anche colto l’occasione per tornare con fermezza sulla necessità della restituzione del prelievo forzoso applicato ai Fondi Interprofessionali, una cifra imponente, di 120 milioni di euro l’anno, di cui 60 milioni sottratti annualmente alla sola Fondimpresa.
Per Regina, “si tratta di risorse nate dai contributi privati delle aziende, versate con l’obiettivo esclusivo di formare i propri lavoratori, inizialmente prelevate con la giustificazione di finanziare la cassa integrazione in deroga durante fasi emergenziali. Ma che, terminate le emergenze, continuano a confluire stabilmente nella fiscalità generale dello Stato senza mai essere restituite ai legittimi destinatari, le imprese e i lavoratori. Questo, mentre proliferano nuovi bandi e finanziamenti paralleli realizzati da istituzioni pubbliche. Creando il paradosso di un sistema che cerca costantemente nuove fonti di finanziamento pubblico mentre trattiene risorse private già esistenti e già vincolate per legge alla medesima finalità”.
Per Fulvio Bartolo, vicepresidente di Fondimpresa, “in un’epoca definita dall’economia della conoscenza, dobbiamo saper riconoscere che il sapere non è solo un asset aziendale, ma è il vero valore capitale per l’intero Paese. Vogliamo ribadire che la formazione crea futuro e che la conoscenza rappresenta la chiave di cittadinanza fondamentale per ogni persona”.

















