I professionisti della Generazione Z stanno riscrivendo le regole del mercato del lavoro, allontanandosi dai percorsi tradizionali per abbracciare carriere flessibili, guidate dall’Intelligenza Artificiale e basate su molteplici fonti di reddito.
A rivelarlo è una nuova ricerca condotta da International Workplace Group (Iwg), leader globale nelle soluzioni per il lavoro ibrido e negli spazi di lavoro flessibile con brand come Regus, Spaces e Copernico.
L’AI cambia le regole: il 55% prevede una trasformazione della propria carriera
L’Intelligenza Artificiale è il motore di uno dei cambiamenti più profondi nel modo di vivere e lavorare degli ultimi decenni. Con l’AI che gestisce e automatizza sempre di più i compiti tecnici e ripetitivi, intere funzioni lavorative si stanno rimodellando in tempo reale. In questo scenario, i giovani lavoratori si stanno allontanando dal classico modello di carriera lineare. Al suo posto si fa strada quella che viene definita “carriera portfolio”, un approccio dinamico che combina un’occupazione principale con attività secondarie e progetti imprenditoriali.
Di conseguenza, mentre le mansioni routinarie vengono sempre più delegate alla tecnologia, le capacità prettamente umane – come creatività, collaborazione, adattabilità e leadership – acquisiscono un valore sempre maggiore. Un dato confermato dai responsabili delle risorse umane:
- il 90% ritiene che non dare priorità a queste capacità rappresenti un rischio per l’innovazione;
- il 65% sottolinea come l’AI non possa in alcun modo replicare l’empatia umana;
- il 53% evidenzia come la leadership rimanga una prerogativa unicamente umana.
(Fonte Mortar Research: campione di 510 responsabili HR e hiring manager negli Stati Uniti, aprile 2026).
Retribuzione incerta, 1 giovane su 3 punta alle “carriere portfolio”
Piuttosto che affidare il proprio futuro a un unico ruolo o datore di lavoro, la Gen Z costruisce il proprio percorso professionale diversificando le fonti di reddito, al fine di mettersi al riparo dalle incertezze del panorama economico. Lo studio evidenzia infatti che il 33% dei giovani lavoratori ha già all’attivo o sta pianificando un’attività secondaria. Nel 48% dei casi è spinto dalla necessità di generare entrate extra per garantirsi sicurezza economica di fronte all’aumento del costo della vita.
Questa esigenza di stabilità finanziaria guida in modo decisivo le scelte legate all’occupazione principale. La retribuzione, infatti, si conferma la leva fondamentale per la mobilità di carriera. Tra coloro che hanno cambiato ruolo negli ultimi tre anni, il 30% indica proprio la ricerca di uno stipendio più alto come motivo principale. La Gen Z, in sintesi, adotta la strategia dei “salti di carriera”, muovendosi in modo mirato tra ruoli, settori e progetti per aumentare il proprio potenziale di guadagno e far fronte a impegni finanziari come affitto e bollette.
Pendolarismo: il 65% della Gen Z lo rifiuta
Per massimizzare le proprie opportunità di carriera, l’ottimizzazione del tempo a propria disposizione diventa essenziale. È proprio per questo motivo che il tradizionale e lungo pendolarismo quotidiano è ormai considerato un ostacolo. I professionisti desiderano lavorare vicino a casa, appoggiandosi a spazi di lavoro professionali e locali, sfruttando la tecnologia per collaborare senza sprecare ore preziose in viaggio. Difatti, il 65% della Gen Z afferma che sarebbe meno propenso a intraprendere percorsi imprenditoriali o carriere multiple se costretto a lunghi spostamenti quotidiani.
Il lavoro ibrido e flessibile rappresenta la soluzione ideale per riprendere il controllo della propria giornata lavorativa:
- per il 24% degli intervistati il lavoro ibrido riduce i tempi di viaggio, liberando ore da reinvestire in progetti personali o in nuove fonti di reddito;
- il 20% sfrutta questa flessibilità per sperimentare nuovi percorsi senza dover abbandonare la propria occupazione principale;
- il 21% la utilizza per collaborare con professionisti al di fuori del proprio settore primario.
Questo rifiuto per i lunghi spostamenti si rafforzerà ulteriormente con l’ingresso delle prossime generazioni nel mondo del lavoro. Ulteriori ricerche Iwg rivelano che per il 75% della Generazione Alpha l’eliminazione del tempo perso nei tragitti casa-lavoro sarà fondamentale. (Fonte Beano Brain per Iwg: campione di 1.000 ragazzi tra gli 11 e i 17 anni e 1.000 genitori nel Regno Unito e negli Stati Uniti).
Sempre più spazi di lavoro locali
Risulta dunque naturale la rapida crescita degli spazi di lavoro locali: nel 2025, Iwg ha aggiunto oltre 1.100 nuove sedi alla sua rete globale, rispondendo alla crescente domanda di uffici locali nelle aree suburbane e nelle città più piccole.
Mauro Mordini, Country Manager di International Workplace Group in Italia, ha commentato: “Si tratta di una generazione determinata, per la quale le modalità di lavoro flessibili rappresentano il vero volano di crescita. Dare la possibilità di lavorare vicino a casa significa offrire ai giovani professionisti il tempo e le risorse per aggiornarsi, collaborare e cogliere nuove opportunità”.

















