Micro e piccole imprese al centro dell’azione di FondItalia

Oltre 19,5 milioni per la formazione di quasi 7mila imprese, di cui l’85% micro e piccole: questi alcuni numeri dell’Avviso FEMI 2025.01 di FondItalia

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Oltre 19,5 milioni per la formazione di quasi 7mila aziende, di cui l’85% micro e piccole imprese: l’Avviso FEMI 2025.01 di FondItalia

di Francesca Cardinali |

Ammontano ad oltre 19,5 milioni di euro le risorse che FondItalia ha impegnato, nell’arco di 16 mesi, per finanziare la formazione dei lavoratori delle aziende aderenti al Fondo, con particolare riferimento alle micro e piccole imprese.

Dal 3 dicembre 2024 – data di apertura del primo Sportello dell’Avviso FEMI 2025.01 – all’approvazione dell’ottavo – in data 14 aprile 2026 – il Fondo promosso da Ugl e FederTerziario ha approvato progetti a beneficio di 6.768 imprese e 91.448 lavoratori su tutto il territorio italiano. Un totale di 19.876 moduli formativi.

Nord, Sud e Isole e Centro

Il Nord guida per numero di imprese coinvolte: 3.529 (52%), per un totale di 49.558 lavoratori (54%). Seguono Sud e Isole, con 1.678 imprese (25%) e 21.487 lavoratori (23%) e Centro, con 1.561 imprese (23%), e 20.403 lavoratori (22%). La distribuzione geografica della partecipazione riflette, almeno in parte, la struttura del tessuto produttivo del Paese. E la maggiore concentrazione di imprese nelle regioni del Nord, che si confermano il principale motore della domanda di formazione continua.

I dati evidenziano, comunque, una diffusione perlopiù omogenea delle attività formative sull’intero territorio nazionale. Segnale di una crescente attenzione verso l’aggiornamento delle competenze e la formazione continua in tutti i principali contesti economici del Paese. La presenza significativa di imprese e lavoratori anche nel Centro-Sud evidenzia l’efficacia dell’azione delle reti territoriali di FondItalia nel raggiungere realtà produttive eterogenee. In tale quadro, l’attività del Fondo è orientata a favorire la diffusione delle iniziative formative e a sostenere lo sviluppo del capitale umano su scala nazionale, in coerenza con gli obiettivi di policy definiti.

Micro e piccole imprese al centro dell’azione

Per quanto riguarda la dimensione delle realtà che hanno richiesto a FondItalia un contributo per attività di formazione, la rilevazione evidenzia come l’85% del totale (5.757 imprese) sia rappresentato da micro e piccole imprese. Le microimprese costituiscono la quota più consistente, pari al 45% (3.011). Seguono le medie imprese con l’11% (759) e le grandi imprese con il 4% (252).

Le micro e piccole imprese rappresentano tradizionalmente la fascia più complessa da coinvolgere nei percorsi di formazione continua. Realtà spesso frammentate, caratterizzate da strutture organizzative contenute, con risorse umane e amministrative limitate e una minore propensione alla pianificazione formativa. In molti casi, la gestione quotidiana delle attività operative assorbe gran parte delle energie aziendali, rendendo più difficile dedicare tempo e investimenti allo sviluppo delle competenze del personale. A ciò si aggiungono, frequentemente, ridotta conoscenza degli strumenti di finanziamento disponibili e maggiori difficoltà nell’accesso a procedure amministrative complesse. Elementi che possono ostacolare l’avvio di percorsi strutturati di aggiornamento e qualificazione professionale.

Fin dalla sua costituzione, FondItalia, attraverso il lavoro delle proprie reti territoriali, ha deciso di intercettare queste criticità, rispondendo con strumenti operativi e procedure semplificate pensati per adattarsi alle specificità delle piccole realtà imprenditoriali. Un approccio che ha contribuito al progressivo consolidamento del Fondo come interlocutore di riferimento per le imprese di questa dimensione.

Commercio, manifattura e costruzioni

Le imprese coinvolte nei Progetti presentati negli otto Sportelli dell’Avviso appartengono prevalentemente a tre settori:

  • Commercio all’ingrosso e al dettaglio (1.484 imprese coinvolte),
  • Manifatturiero (1.457),
  • Costruzioni (918).

Si tratta dei comparti nei quali si concentra la quota più significativa delle richieste di finanziamento per la formazione continua. Presenza rilevante anche nei Servizi di alloggio e ristorazione, con 509 imprese, nelle Attività amministrative e di supporto (435) e nelle Attività professionali, scientifiche e tecniche (365). Dati che evidenziano una domanda formativa diffusa non solo nei settori tradizionali, ma anche nei servizi avanzati e nelle attività di supporto al sistema produttivo. Più contenuto, ma comunque significativo, il coinvolgimento di imprese appartenenti a comparti come Sanità e assistenza sociale (315 imprese), Trasporto e magazzinaggio (257) e Ict e servizi informatici (222). A conferma di un interesse trasversale verso percorsi di aggiornamento e qualificazione delle competenze.

I temi della formazione per micro e piccole imprese

I temi su cui si concentra la richiesta sono Salute e sicurezza sul lavoro, Sviluppo delle competenze trasversali, Gestione aziendale. Dall’analisi emerge innanzitutto come la formazione finanziata continui ad avere una forte componente legata agli obblighi normativi e alla gestione della sicurezza, centrale in tutte le aree del Paese. I 6.059 moduli dedicati a Salute e sicurezza sul lavoro evidenziano infatti come le imprese considerino la compliance normativa e la tutela dei lavoratori una priorità imprescindibile.

Accanto a questa dimensione, però, si rafforza sempre più una domanda formativa orientata allo sviluppo organizzativo e delle competenze trasversali. L’elevato numero di moduli dedicati allo Sviluppo delle abilità personali (4.996 moduli) e alla Gestione aziendale, nelle sue componenti legate a risorse umane, qualità ed amministrazione (2.940 moduli) segnala, infatti, una crescente attenzione verso temi come organizzazione del lavoro, capacità relazionali, gestione dei processi e rafforzamento manageriale. Un elemento particolarmente significativo in un tessuto produttivo composto in larga parte da micro e piccole imprese, dove l’investimento sulle competenze trasversali può incidere direttamente sulla competitività aziendale.

Interessante anche il dato relativo all’Informatica (1.568 moduli) e alla Conoscenza del contesto lavorativo (1.866 moduli). Conferma di come la trasformazione digitale e l’aggiornamento professionale stiano assumendo un ruolo sempre più strutturale nei percorsi formativi finanziati. È importante sottolineare che i dati analizzati in questa fase non comprendono quelli relativi ai progetti finanziati mediante l’Asse FNC dell’Avviso, probabilmente in grado di spostare il gradimento verso contenuti legati alla transizione digitale ed ecologica.

La geografia della formazione continua

Dal punto di vista territoriale emergono, inoltre, orientamenti differenti. Il Centro mostra una maggiore propensione verso la formazione legata allo sviluppo del capitale umano, delle competenze personali e organizzative, delineando un approccio più orientato alla crescita manageriale e trasversale. Il Nord, invece, evidenzia una formazione focalizzata su sicurezza, specializzazione tecnica e aspetti operativi, in linea con la forte presenza di comparti produttivi manifatturieri e industriali.

Nel Sud e nelle Isole, accanto alla centralità della sicurezza sul lavoro, si registra una significativa attenzione verso abilità personali e gestione aziendale. Segnale di una crescente domanda di rafforzamento organizzativo e professionale anche in questi territori. Nel complesso, i dati restituiscono l’immagine di una domanda formativa sempre più articolata: non più soltanto formazione obbligatoria, ma un insieme di interventi che accompagnano le imprese nei processi di crescita organizzativa, innovazione e sviluppo delle competenze.

UNA RISPOSTA CONCRETA

Francesco Franco“I numeri emersi in esito a questi 16 mesi di attività confermano in modo chiaro la capacità del Fondo di rispondere in maniera concreta alle esigenze formative del sistema produttivo italiano” commenta il Presidente di FondItalia Francesco Franco. “Oltre 19,5 milioni di euro impegnati, 6.768 imprese coinvolte e più di 91 mila lavoratori raggiunti rappresentano non solo un risultato quantitativo importante, ma soprattutto il segnale di una domanda crescente di formazione continua da parte delle imprese. La formazione deve essere un vero strumento di crescita e competitività, accessibile a tutte le imprese, in particolare alle micro e piccole realtà che costituiscono l’ossatura del tessuto produttivo italiano. Accompagnare le aziende nello sviluppo delle competenze significa contribuire non solo alla loro capacità di innovare, ma anche alla qualità del lavoro, alla sicurezza e alla tenuta del sistema economico nel suo complesso”.

Proprio in ragione dell’elevato livello di partecipazione e dell’efficacia dimostrata dallo strumento, l’Avviso FEMI 2025.01 è stato prorogato fino a tutto il 2026, con la previsione di ulteriori Sportelli fino al dodicesimo, la cui approvazione è attesa per il 19 novembre 2026.


* Francesca Cardinali è responsabile dell’Area Formazione e dell’Area Ricerca e Comunicazione di FondItalia.

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