Somministrazione: in equilibrio tra dignità e flessibilità

Le Agenzie per il Lavoro rappresentano oggi una vera e propria infrastruttura sociale, in grado di incrociare domanda e offerta di lavoro garantendo ai lavoratori il giusto equilibrio tra dignità e flessibilità. Il contratto di somministrazione consente infatti di coniugare la discontinuità delle occasioni di lavoro con l’esigenza di continuità di reddito delle persone.

L’economia mondiale e il mercato del lavoro globale sono, e sempre più lo saranno, soggetti a cambiamenti indotti da molteplici fattori di natura tecnologica, socio-economica e demografica. La prospettiva che si delinea è quindi quella di mercati del lavoro “transizionali”, ovvero di contesti mutevoli dove la persona dovrà essere accompagnata nei diversi passaggi (ovvero transizioni) non solo da un posto di lavoro a un altro, ma anche tra status differenti (scuola, occupazione, disoccupazione, formazione, cura). Molte di queste condizioni potranno affacciarsi nel percorso di vita delle persone diacronicamente, ma anche coesistere sincronicamente in una stessa fase. In tale contesto, dinamico e irreversibile nelle sue logiche, il ruolo svolto dalle Agenzie per il Lavoro è divenuto centrale a livello globale. Gli intermediari privati hanno assunto la funzione di veri e propri facilitatori del mercato del lavoro migliorando l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, sostenendo il livello di partecipazione al mercato del lavoro e supportando le imprese nel proprio sviluppo, ma anche limitando le due dimensioni della disoccupazione: quella strutturale (in quanto i servizi offerti riducono l’incertezza dei datori di lavoro nella creazione di nuovi posti di lavoro, fornendo lavoratori dotati delle competenze richieste) e quella frizionale (agevolando quindi l’incontro di domanda e offerta). Il ruolo delle Agenzie per il Lavoro si è pertanto definitivamente affermato come elemento stabilizzante in un mercato del lavoro volatile e fortemente condizionato dalla variabilità dei cicli economici e dalla conseguente tensione tra creazione e distruzione di posti di lavoro.

I numeri del lavoro somministrato

Il sistema dei servizi privati al lavoro garantisce ogni anno a livello mondiale l’accesso al lavoro a oltre 56 milioni di persone, di cui 41 milioni attraverso il sistema delle Agenzie per il lavoro, e fornisce servizi a oltre 5 milioni di aziende di grandi, medie e piccole dimensioni. La World Employment Confederation, confederazione globale delle imprese che operano nel settore del lavoro, nell’ultimo Economic Report ha evidenziato come il sistema dei servizi privati: riduca la disoccupazione frizionale, con oltre 75.800 Agenzie presenti a livello europeo che hanno garantito oltre 9 milioni di collocamenti solo nel 2018; migliori l’efficienza della gestione dei bilanci pubblici, abbattendo i costi connessi alla disoccupazione e agevolando l’emersione del lavoro nero; contribuisca a facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani (il 17% dei lavoratori accede a occasioni di lavoro durante il periodo di studio e ben il 24% dei lavoratori tramite Agenzia a livello globale ha meno di 24 anni); determini risultati positivi anche in termini di sicurezza sociale, favorendo il reinserimento dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro (il 33% dei lavoratori interessati viene infatti da una condizione di disoccupazione); garantisca un’elevata soddisfazione verso il proprio lavoro (l’84% dei lavoratori interessati si dichiara soddisfatto dell’occupazione che svolge); favorisca lo sviluppo delle competenze professionali (negli Usa il 93% dei lavoratori tramite Agenzia afferma di aver acquisito nuove competenze o aver consolidato le proprie capacità durante la propria esperienza di lavoro); migliori la produttività delle aziende che possono assicurarsi l’accesso a competenze strategiche in tempi brevi (a livello globale il 59% delle aziende afferma di utilizzare le Agenzie per incrementare il proprio livello di efficienza, mentre il 27% per aumentare il livello della qualità delle proprie assunzioni).


I servizi offerti al lavoratore

I servizi erogati per aiutare il lavoratore nel percorso di reimpiego si possono raggruppare in 7 categorie, precedute da una fase di accoglienza e informazione:

1) orientamento

2) patto di servizio personalizzato

3) rilevazione e bilancio delle competenze professionali e personali possedute

4) formazione e incremento delle competenze

5) aiuto alla presentazione di sé (CV, social, colloqui, rinforzo per la

presentazione diretta)

6) ricerca delle vacancies (scouting)

7) valutazione degli esiti ottenuti e rilancio.


La parità di trattamento

La parità di trattamento economico e normativo prevede che per tutta la durata del rapporto con l’impresa utilizzatrice, le condizioni di base di lavoro e di occupazione debbano essere identiche a quelle che si applicherebbero se i lavoratori tramite Agenzia fossero direttamente impiegati dalla stessa impresa per svolgere lo stesso lavoro. In Italia questo principio è presente sin dall’introduzione del lavoro in somministrazione con la Legge Treu (L. n. 196/1997) ed è disciplinato oltre che dalla norma anche dal contratto collettivo nazionale delle Agenzie per il Lavoro e prevede che al lavoratore in somministrazione sia applicata la stessa retribuzione e tutte le altre regole previste dal contratto collettivo e dalla contrattazione territoriale o aziendale in uso nell’azienda utilizzatrice.


 

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