Progetti formativi per le piccole imprese

Velocità, agilità e flessibilità sono i punti di forza di FondItalia, il Fondo Interprofessionale che finanzia la formazione delle piccole e micro imprese. Il Vice Presidente Egidio Sangue si auspica che i Fondi possano svolgere in futuro il ruolo di attori protagonisti nelle politiche attive per il lavoro, dando voce alle esigenze di imprese e lavoratori.

Egidio Sangue, Vice Presidente di FondItalia
Egidio Sangue, Vice Presidente di FondItalia

Fondo Interprofessionale che promuove e finanzia progetti formativi aziendali, nazionali, territoriali o settoriali, FondItalia ha saputo intercettare le esigenze di imprese medie, piccole e micro, generalmente escluse dall’accesso alle risorse. Egidio Sangue, Vice Presidente del Fondo, sottolinea l’importanza dei Fondi in termini di aggregazione e di rappresentanza e la capacità di raccogliere e sostenere le esigenze formative di imprese, lavoratori e professionisti.

Una sintetica presentazione di chi è FondItalia. Ci accompagni in questi primi dieci anni di attività.

FondItalia è un Fondo Interprofessionale che promuove e finanzia (Legge n. 388/2000), per tutte le imprese aderenti, progetti formativi aziendali, nazionali, territoriali o settoriali, concordati tra le Parti Sociali in coerenza con la programmazione regionale e con gli indirizzi del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, destinando il 70% del gettito derivante dallo 0,30% alla formazione nelle imprese, senza ulteriori trattenute. Il Fondo è, di fatto, attivo dal 4 ottobre 2010, data di apertura dello Sportello Imprese, lo strumento che ha significato l’effettivo avvio della fase operativa. FondItalia ha iniziato a operare in anni in cui, essendo terminata la fase di start-up, ha potuto disporre solo delle entrate corrisposte dalle imprese aderenti per promuovere la formazione in un contesto decisamente vincolato dagli effetti occupazionali della crisi economica. Nonostante ciò, grazie alla policy delle Parti Sociali costituenti, il Fondo è riuscito a intercettare le esigenze delle imprese medie, piccole, micro, generalmente escluse dal “Sistema Fondi” e dall’accesso alle risorse, facendo sì che la formazione potesse rappresentare un volano di crescita anche per loro.

Da sempre vicini alle piccole e micro imprese. Ci può fornire qualche numero? Quali strumenti il Fondo mette a disposizione delle aziende?

Il Fondo utilizza principalmente 2 canali di finanziamento: Il Conto Formativo (monoaziendale), nel quale imprese medio-grandi, con più di 49 dipendenti, possono scegliere di far confluire il loro gettito. Tali risorse, non soggette alla normativa di Aiuti di Stato, sono messe a disposizione della singola impresa in modalità diretta e non competitiva, con possibilità di cumulo della relativa disponibilità su base pluriennale. Per le piccole medie e anche micro imprese, invece, il canale di finanziamento dedicato è il Conto di Rete (pluriaziendale), nel quale le imprese di queste dimensioni possono scegliere di far confluire la totalità del loro gettito in un unico conto collettivo (o di sistema). L’adesione ad un Conto Imprese prevede una modalità di assegnazione del contributo su base solidaristica, mediante procedure selettive (Avvisi) che comportano una valutazione delle proposte formative a cura di un Nucleo di Valutazione esterno al Fondo. Si tratta di un approccio che ha permesso al Fondo di proporre un modello solidaristico, consentendo alle imprese di “fare sistema” tra loro, in sinergia con le Parti Sociali. Non a caso, il 90% circa delle imprese aderenti a FondItalia ha un numero di dipendenti compreso tra 1 e 9 unità.

Veloce, agile, flessibile”. Pubblicizzate con questi aggettivi le peculiarità del Fondo. Li può spiegare meglio?

Fino allo scorso aprile, il Fondo ha adottato una modalità di finanziamento a Sportello, capace di finanziare Piani e Progetti con cadenza mensile, rendendo immediatamente disponibile il 70% delle risorse versate dalle imprese. A seguito del recepimento delle Linee guida Anpal, anche il Fondo ha adottato la modalità Avviso. Il 27 luglio scorso si è chiuso il primo dei tre Sportelli previsti dall’Avviso Femi 01/2018, la cui dotazione ammonta a 4.800.000,00 euro, con lo scopo di promuovere la crescita e la qualificazione professionale dei lavoratori a supporto dello sviluppo e dell’innovazione nelle imprese, e che si concluderà nel mese di dicembre. La velocità, l’agilità e la flessibilità restano indubbiamente gli aspetti che caratterizzano maggiormente il Fondo.

Avete recentemente pubblicato un nuovo avviso e riaperto la formazione obbligatoria (temporaneamente sospesa). Questo nuovo avviso ha delle specifiche caratteristiche? Formazione obbligatoria: sì a patto che?

Come anticipato l’Avviso Femi 01/2018 ha già chiuso la prima finestra. Oltre alla finalità dichiarata, si è inteso premiare il coinvolgimento in formazione di imprese neo-aderenti (non più di 6 mesi) o aderenti da 2 o più anni mai coinvolte in progetti formativi. Dal punto di vista contenutistico, per elevare il livello qualitativo della formazione erogata, sono stati considerati elementi di premialità, quali l’adozione di percorsi didattico-pedagogici innovativi e il ricorso alla certificazione delle competenze acquisite mediante la formazione. La formazione obbligatoria, infine, è stata riammessa per tutte le imprese a patto che optino per il regime di aiuti “de minimis”, in base al Regolamento (CE) n. 1407/2013 del 18 dicembre 2013.

Anche alla luce delle linee guida Anpal, come vede il “mercato” dei Fondi nei prossimi anni?

Come ho avuto modo di sottolineare in più occasioni, ritengo che i Fondi Interprofessionali in questi anni di intensa attività a contatto con il mondo produttivo, abbiano finito per svolgere un forte ruolo aggregativo e di rappresentanza, e si siano dimostrati capaci di raccogliere e sostenere le esigenze formative e non solo, di imprese, lavoratori, professionisti della formazione, del lavoro e della sicurezza. Non so, dunque, fare esatte previsioni rispetto alla volontà politica rispetto ai Fondi. Ciò che auspico è che i Fondi Interprofessionali, forti di questo fondamentale ruolo di raccordo tra sistema della formazione e mondo delle imprese, possano svolgere un ruolo ulteriore, diverso da quello assegnato dal quadro regolativo vigente, nell’ambito delle Politiche Attive per il Lavoro, come, ad esempio, l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, in sinergia con Stato e Regioni, così da contribuire allo sviluppo di una “economia della competenza”. È questo lo scenario che mi piace immaginare.

Politiche passive e superamento della Legge Fornero. Che ruolo avranno i Fondi in questo scenario? Attori protagonisti o vittime sacrificali?

La legge Fornero non solo ha innalzato l’età pensionistica, ma ha anche ostacolato l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. E in un momento in cui la maggior parte delle imprese, di ogni settore e dimensione, sono arrivate a considerare la formazione una strategia per aumentare la loro competitività e per mantenere i lavoratori adulti attraenti nel mercato del lavoro contrastando il declino delle loro competenze, in particolare in relazione alle nuove tecnologie, l’Italia ha invertito il suo approccio, aumentando significativamente la spesa per le politiche passive e diminuendo quella per le politiche attive. I Fondi, oltre a continuare a svolgere la loro mission nel migliore dei modi, potrebbero ricoprire egregiamente il ruolo di attori protagonisti, dando voce alle esigenze di imprese e lavoratori e accompagnando l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.


FondItalia, Il Fondo veloce, agile, flessibile

Il Fondo Formazione Italia, abbreviato in FondItalia, è il Fondo Paritetico Interprofessionale per la Formazione Continua costituito per volere della parte datoriale FederTerziarioFederazione Italiana del Terziario, dei Servizi, del Lavoro Autonomo e della Piccola Impresa Industriale, Commerciale ed Artigiana e dalla parte sindacale UglUnione generale del Lavoro, sulla base di uno specifico Accordo Interconfederale siglato nel 2008, che riguarda tutti i settori economici, compreso quello dell’agricoltura.

Il Fondo si distingue per i tempi ridotti necessari per accedere alle risorse e per la sottoscrizione dell’Accordo di Concertazione a valere sui progetti, e per la capacità di garantire una formazione su misura per tutte le esigenze delle imprese.


 

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