AI, competenze e Gen Z: il futuro del lavoro

A Milano Job Evolution 2026: tra Intelligenza Artificiale, competenze e nuove generazioni, come sarà il futuro del lavoro

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Job evolution 2026

Si è svolto a Milano Job Evolution 2026, il live & digital event del Gruppo Il Sole 24 Ore dedicato alle trasformazioni del mercato del lavoro, delle competenze e dell’organizzazione aziendale. In apertura dei lavori sono intervenuti Fabio Tamburini — Direttore de Il Sole 24 Ore — e Federico Silvestri — Amministratore Delegato del Gruppo.

AI, il valore umano non calerà

Nel suo intervento, Federico Silvestri ha affrontato il tema dell’Intelligenza Artificiale e del suo impatto sul lavoro. “Molti imprenditori pensano che con l’Intelligenza Artificiale si risparmi, soprattutto sulle risorse umane. È uno storytelling non esattamente veritiero: pensare di ridurre il valore del capitale umano grazie all’AI è un falso storico”. Silvestri ha sottolineato che l’adozione dell’Intelligenza Artificiale richiede investimenti non solo tecnologici ma soprattutto nelle persone: “Per gestire l’AI occorre investire. Certamente in tecnologia, ma soprattutto nel capitale umano”. Ha inoltre richiamato l’attenzione sul mismatch tra domanda e offerta di lavoro e sulle trasformazioni in atto nel mercato occupazionale, evidenziando come le aziende debbano comprendere meglio valori e aspettative delle nuove generazioni.

Investire nelle competenze digitali

Sul tema delle competenze è intervenuto Andrea Prete — Presidente di Unioncamere — che ha ricordato come, secondo le previsioni Excelsior, tra il 2025 e il 2029 le imprese avranno bisogno di 3,3-3,7 milioni di lavoratori. “La sfida del lavoro non è soltanto creare nuove opportunità, ma fare in modo che le persone abbiano le competenze per coglierle”, ha dichiarato. Prete ha ribadito la necessità di investire nelle competenze digitali e tecnologiche e di rafforzare l’integrazione tra scuola, università, Its Academy e imprese. Ha inoltre evidenziato le difficoltà nel reperimento di profili Stem e tecnico-professionali e il tema dell’attrattività del Paese per i giovani, sottolineando che “abbiamo un problema salariale” e che all’estero “fanno più carriera”.

Nel panel dedicato alle sinergie tra mondo accademico, Its e imprese è intervenuto Guido Torrielli, Presidente della Rete Nazionale Its Italy. Torrielli ha rivolto un appello al Governo affinché aumentino gli investimenti nel sistema Its, ricordando che gli iscritti hanno raggiunto quota 41mila mentre, secondo Unioncamere, il fabbisogno potenziale potrebbe arrivare a 120mila studenti. “Deve uscire fuori il coraggio di investire nell’energia del futuro che sono i ragazzi”, ha dichiarato, sottolineando anche il ruolo svolto dalle risorse del Pnrr nello sviluppo del sistema.

La direzione della Gen Z

Ampio spazio è stato dedicato al punto di vista dei giovani. Benedetta Angiello — Head of Community di UniversityBox — ha presentato una ricerca sulla Generazione Z. Secondo i dati illustrati, il 73% dei giovani dichiara di avere già una direzione per il proprio futuro professionale. “Non è una generazione che non sa cosa fare. È una generazione che sa benissimo cosa fare, ma spesso non sa come concretizzarlo”, ha affermato Angiello.

  • Dalla ricerca emerge inoltre che il valore più importante è rappresentato dall’equilibrio tra vita privata e lavoro, seguito da stabilità e sicurezza.
  • Tra gli elementi che spingerebbero a lasciare un’azienda figurano soprattutto una retribuzione poco competitiva, un eccessivo carico di lavoro e un ambiente percepito come tossico.
  • Sul fronte dell’Intelligenza Artificiale, la maggioranza dei giovani si dichiara incuriosita e vede nella tecnologia un’opportunità per dedicare più tempo ad attività creative e strategiche.

Trasformare le competenze

Nel confronto dedicato al ruolo delle persone nell’era dell’AI è intervenuta Laura Bruno, Consigliera nazionale Aidp. “Con l’arrivo dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, il tema non è di ridimensionamento delle risorse. Il vero asse sarà quello di trasformare le competenze delle persone”, ha dichiarato. Bruno ha evidenziato come nei prossimi anni una quota significativa delle competenze richieste subirà profonde trasformazioni, rendendo sempre più centrali

  • la formazione continua;
  • il pensiero analitico;
  • il problem solving;
  • la capacità di gestire progetti.

Indirizzare le nuove tecnologie, anche con la politica

Nelle conclusioni dell’evento, Pierangelo Albini — Direttore Area Lavoro, Welfare e Capitale Umano di Confindustria — ha richiamato l’attenzione sulle implicazioni dell’Intelligenza Artificiale e sulla necessità di governarne gli sviluppi. “Non siamo noi a scrivere l’algoritmo”, ha osservato, sottolineando la necessità di indirizzare l’applicazione delle nuove tecnologie e il ruolo della politica nell’accompagnare questo processo. Intervenendo anche sul tema delle relazioni industriali, Albini ha ribadito il valore del confronto tra le parti sociali e la necessità di costruire regole condivise per affrontare le trasformazioni future.

A chiudere i lavori è stato l’intervento di Mattia Pirulli — Segretario Confederale Cisl – Segreteria Politiche Mercato del Lavoro. A poche ore dal confronto tra sindacati e imprese sulle nuove regole della contrattazione, Pirulli ha affermato che “abbiamo una sfida davanti, questa sfida la vinciamo solo se la vinciamo insieme”. Il rappresentante della Cisl ha sottolineato il ruolo della partecipazione e della contrattazione decentrata come strumenti già ampiamente presenti nelle imprese e destinati ad assumere un peso crescente nelle relazioni industriali.

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