Studio Zanon torna Welfare Champion

Quarto riconoscimento in dieci anni per lo studio di consulenza del lavoro guidato da Riccardo Zanon

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avvocato riccardo zanon di studio zanon

Nella giornata del decennale di Welfare Index PMI, Studio Zanon conferma il primato già conquistato in 2021, 2022 e 2024.

Lo studio di consulenti del lavoro è stato premiato a Roma come Welfare Champion 2026 nell’ambito di Welfare Index PMI, l’iniziativa promossa da Generali Italia insieme a SME EnterPRIZE, Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato, Confprofessioni e Confcommercio. L’evento, dal titolo “Il welfare aziendale che genera valore. Le Pmi vincono la sfida: dalla consapevolezza all’impatto”, ha rappresentato l’appuntamento conclusivo del percorso di rilevazione che ogni anno misura l’adozione di pratiche di welfare nelle Pmi.

Studio Zanon: impegno costante per il welfare

Per lo Studio Zanon, fondato dal padre dell’avvocato Riccardo Zanon e oggi da lui guidato, si tratta del quarto riconoscimento come Welfare Champion. Un risultato che conferma la continuità dell’impegno dello studio sul tema, portato avanti anche attraverso il progetto Imprenditore Sereno e la pubblicazione di rapporti annuali sulla diffusione del welfare tra le Pmi italiane.

“Questo quarto riconoscimento ci dice che il welfare aziendale, se fatto con metodo e continuità, non è un episodio ma un percorso. È la conferma che la strada intrapresa con lo Studio è quella giusta. Continueremo a portarla avanti anche a beneficio delle imprese che seguiamo”, commenta Riccardo Zanon.

Il report Imprenditore Sereno 2026

Il riconoscimento arriva a pochi giorni dalla diffusione del report Imprenditore Sereno 2026 curato dallo Studio Zanon. Una fotografia dello stato del welfare aziendale nelle Pmi all’indomani della Legge di Bilancio 2026. La norma ha infatti rafforzato gli incentivi al welfare, innalzando a 10 euro la soglia esentasse dei buoni pasto elettronici, riducendo all’1% l’imposta sostitutiva sui premi di risultato e portando a 5.300 euro il tetto di deducibilità della previdenza complementare. Il report evidenzia però un forte divario territoriale. L’uso degli strumenti digitali di welfare, come le gift card, è fortemente squilibrato sul territorio. L’83% delle attivazioni al Nord, il 10% al Centro e appena il 7% al Sud. Un divario non solo tecnologico, ma anche di consapevolezza.

Il 35,9% degli imprenditori a livello nazionale non conosce i vantaggi fiscali del welfare, una quota che nel Mezzogiorno sale al 40,6%. Non solo. Il 50,2% degli imprenditori teme che il welfare diventi un costo fisso e irreversibile, e il 44,9% lo percepisce come amministrativamente complesso. Timori che, dove non vengono affrontati, lasciano scoperto il cuore produttivo del Paese. Tra le imprese sotto i 50 dipendenti, circa il 99% del tessuto economico nazionale, solo il 17% attiva piani di welfare volontari. Contro il 75% delle realtà medio-grandi. Quando il 71,6% dei lavoratori si dice propenso a valutare un cambio di azienda sulla base del welfare offerto, questo gap rischia di tradursi in una perdita di competitività e di talenti nei territori.

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