La ricerca sugli effetti delle arti sulla salute e sul benessere delle persone si è molto intensificata: il Forum Wellbeing in Arts, il 2 luglio alle ore 15 presso il Meet Digital Culture Center di Milano, indaga il loro contributo anche sul clima organizzativo e sulla salute dei dipendenti.
L’iniziativa nasce per valorizzare la nuova Menzione Speciale “Wellbeing in Arts” del Premio Cultura + Impresa 2025-2026. Giunto alla XIII edizione, si tratta del più importante riconoscimento italiano dedicato ai progetti che connettono cultura e imprese. I 9 progetti premiati verranno presentati in un workshop previsto al mattino del 2 luglio al Meet, mentre il pomeriggio verrà dedicato al Forum Wellbeing in Arts.
I temi del Forum Wellbeing in Arts 2026
Tra i topic della giornata:
- riconoscimento delle arti come risorsa per la salute,
- evoluzione delle pratiche di welfare culturale,
- rapporto tra cultura e corporate welfare,
- ruolo delle imprese nella promozione del benessere in azienda,
- esperienze di bellezza e arte nei luoghi di cura,
- prospettive di integrazione tra creatività, salute e sviluppo organizzativo.
La partecipazione culturale fa bene
Centinaia di studi clinici ed epidemiologici mostrano come la partecipazione culturale favorisca la fioritura umana. Riducendo ansia, depressione, stress. Punto di svolta, la pubblicazione nel 2019 da parte dell’OMS del Report “What is the evidence of the role of the arts in improving health and well-being?”, che evidenzia come arte e cultura siano importanti nel trattamento e nella gestione delle patologie. Ma soprattutto nella promozione della salute, nella costruzione di qualità della vita individuale e collettiva.
Le ultime frontiere della ricerca scientifica convergono sul ruolo degli ambienti di vita e delle esperienze culturali come determinanti sociali della salute. Allo stesso tempo crescono le pratiche e le attività multidisciplinari che mettono in dialogo medicina e scienze umane e sociali. Si intensificano pratiche di arte e bellezza negli ospedali e nei luoghi della vita. Come le esperienze di musei e arti performative per le persone con Alzheimer e i loro carer, i progetti artistici con scuole, carceri, comunità svantaggiate.
La prescrizione sociale italiana
In Italia è recente l’annuncio del primo protocollo d’intesa tra il Ministero della Cultura e del Ministero della Salute per lo sviluppo sistematico della “prescrizione sociale”. Tale approccio, adottato nei paesi anglosassoni, integra nei percorsi di cura e inclusione le opportunità di prossimità (sociali, sportive, naturali, culturali). Dagli spettacoli teatrali, alle attività nei musei e nei parchi archeologici, al canto corale, la lettura, la danza.
L’economista della cultura Pierluigi Sacco, direttore del nuovo centro Bach (Biobehavioral Arts and Culture for Health, Sustainability and Social Cohesion) dell’Università di Chieti-Pescara, ha recentemente presentato a Cittadellarte di Michelangelo Pistoletto i primi esiti del protocollo internazionale Pre-Texts, sviluppato con Harvard University. Il metodo utilizza lettura condivisa e rielaborazione creativa dei testi per rafforzare la resilienza delle persone, a partire dagli adolescenti. Portando ricadute positive su apprendimento, memoria, flessibilità cognitiva e regolazione delle emozioni. Le prime osservazioni indicano una riduzione di ansia e stress nei partecipanti. In parallelo, l’analisi di alcuni marcatori biologici mostra variazioni compatibili con una minore attivazione delle risposte fisiologiche allo stress. E cambiamenti nei processi immunitari e metabolici.
Altre ricerche ed esperienze
In questa direzione si collocano anche alcune altre esperienze italiane. Tra queste, lo studio randomizzato e prospettico Verba Curant, condotto presso l’Unità di Medical Humanities dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria. Coordinato da Enzo Grossi, advisor scientifico di Fondazione Bracco e direttore scientifico di Villa Santa Maria, ha coinvolto 175 professionisti sanitari, evidenziando come laboratori pratici di storytelling contribuiscano al benessere psicologico e all’empatia degli operatori.
La partecipazione al Forum Wellbeing in Art è gratuita previa iscrizione.

















