UNHCR torna a premiare Adecco per l’inclusione dei rifugiati

Il riconoscimento premia l’impegno nell’inclusione professionale delle persone rifugiate. La cerimonia alla vigilia della Giornata Mondiale del Rifugiato del 20 giugno, che quest’anno segna anche i 75 anni della Convenzione di Ginevra

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Per l’8° anno consecutivo, The Adecco Group riceve il riconoscimento “Welcome. Working for Refugee Integration” dell’UNHCR

Per l’ottavo anno consecutivo, The Adecco Group riceve il riconoscimento “Welcome. Working for Refugee Integration” dell’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

Nel 2025, il Gruppo ha avviato al lavoro oltre 3.000 persone rifugiate, consolidando un impegno che prosegue ininterrottamente dal 2017. A ritirare il Premio nel corso della cerimonia del 18 giugno all’Università Luiss Guido Carli di Roma, Claudio Soldà, CSR & Public Affairs Director di The Adecco Group Italia.

La collaborazione tra Adecco e UNHCR si concretizza anche attraverso il lavoro di Fondazione Adecco ETS, implementing partner dell’Agenzia dal 2017. Un modello che negli anni ha saputo mettere in rete imprese, organizzazioni del Terzo Settore e istituzioni, trasformando l’inclusione lavorativa delle persone rifugiate in un processo strutturato e replicabile.

I programmi della Fondazione Adecco ETS

Una delle evoluzioni più significative della collaborazione nel corso degli anni è stata il programma WEC (Welcome Empowering Connections: bridges to refugee’s job inclusion), che ha previsto percorsi di capacity building rivolti al Terzo Settore. E un intervento specifico per le operatrici di Differenza Donna, associazione che con i suoi 25 Centri antiviolenza, Case rifugio e Sportelli Codici Rosa rappresenta un presidio fondamentale per le donne rifugiate sopravvissute alla violenza di genere e alla tratta. Per le quali il lavoro diventa mezzo di autonomia economica e ridefinizione identitaria.

L’ottava edizione del premio di UNHCR

L’ottava edizione di Welcome ha coinvolto complessivamente 230 imprese in tutta Italia, che nel 2025 hanno attivato oltre 18.600 percorsi professionali per persone rifugiate, in crescita rispetto all’anno precedente. Dal lancio del programma, sono stati promossi 69.000 inserimenti lavorativi attraverso più di 1.300 aziende partecipanti.

Claudio Soldà conferma: “Le oltre tremila persone avviate nel 2025 sono professionisti che portano determinazione e competenze reali alle aziende che li accolgono. Otto anni di lavoro con l’UNHCR ci hanno dimostrato che quando il settore privato, il terzo settore e le istituzioni si allineano su un obiettivo comune, l’inclusione smette di essere un principio dichiarato e diventa occupazione concreta”.

Anna Leer, rappresentante ad interim dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede, Malta e San Marino, spiega che “il percorso compiuto in questi anni dimostra il talento, le competenze e la determinazione delle persone rifugiate, ma anche la lungimiranza delle aziende che ne riconoscono il valore non solo nell’ambito delle strategie ESG, ma come investimento concreto in capitale umano, innovazione e crescita. La sfida oggi è rafforzare quanto costruito, affrontando con decisione le criticità ancora presenti – dalle barriere linguistiche agli ostacoli amministrativi – per rendere l’inclusione sempre più efficace, sostenibile e capace di generare valore condiviso per le imprese e la collettività”.

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