Reputazione, capitale umano, know-how, processi e relazioni: quanto valgono per un’impresa? Sebbene sia difficile monetizzarli, questi asset sono il motore della crescita di un’azienda e, spesso, sono i fattori che fanno la differenza.
“Vogliamo rispondere a una sfida concreta del nostro sistema economico: integrare in modo strutturato e misurabile il valore degli asset intangibili all’interno dei processi decisionali delle imprese”. A parlare è Carlotta Silvestrini, fondatrice e Co-Ceo, insieme a Diego Barbisan e Nicola Mosca, di Mudra.
La società ha debuttato nel 2021 in Italia con un nuovo modello di consulenza strategica che affianca le imprese in un processo di crescita sostenibile e misurabile. “Crediamo che reputazione, capitale umano, cultura e capacità di adattamento non siano elementi accessori, ma leve strategiche fondamentali per affrontare la complessità del mercato contemporaneo. Il nostro obiettivo è contribuire a un’evoluzione profonda del concetto di crescita aziendale, rendendolo più sostenibile, umano e orientato all’impatto”.
Il team di Mudra è composto esclusivamente da Advisor Senior, professionisti con decenni di esperienza sul campo. Tra cui Giulia Ruggi, specialista in strategie Sales & Marketing con un approccio data-driven per massimizzare le vendite; Nicola Zorzan, esperto di gestione d’impresa manifatturiera e passaggi generazionali; Matteo Quagini, autore e riferimento per il Change Management e la Digital Transformation; Enrica Strippoli, psicologa che applica le neuroscienze per la valorizzazione del capitale umano. “Il primo capitale intangibile su cui l’azienda ha investito è il proprio. L’esperienza consolidata del nostro team permette di individuare le criticità in tempi più rapidi e di portare soluzioni di maggiore impatto, garantendo un approccio efficace fin dal primo giorno”, dice Silvestrini.
Come nasce Mudra?
Nel 2014, dopo avere vissuto una difficile esperienza imprenditoriale, ho scoperto il valore dei cosiddetti asset intangibili e ho capito che doveva essere integrato in modo strutturato all’interno delle aziende. Qualche anno più tardi, ho trovato in Diego Barbisan e Nicola Mosca due compagni di avventura con cui condividere la mia visione e nel 2021 abbiamo dato vita a Mudra SpA.
Quanto è contata la sua esperienza personale nella scelta di partire e quanto conta tutt’ora nel rapportarsi ad aziende che vivono, magari, un momento di difficoltà?
L’esperienza personale, mia e delle persone che lavorano in Mudra, è proprio il nostro fattore critico di successo. Le circostanze che mettono davvero in crisi le imprese e le relative azioni risolutive non sono scritte sui libri e si distanziano dall’approccio trasferito dai modelli accademici. Abbiamo scelto di capitalizzare ogni nostra caduta, errore, intuizione, test sul campo perché è il modo più efficace per supportare le aziende nel mondo reale. La certezza matematica esiste solo in un mondo popolato da robot, quando ci sono di mezzo gli esseri umani bisogna fare prima i conti con la loro natura.
Qual è la specificità della vostra società di consulenza?
Mudra si differenzia dalla consulenza tradizionale grazie a un metodo strutturato e multidisciplinare che unisce neuroscienze, economia comportamentale e design organizzativo. Costruiamo le azioni sulla base della natura dell’azienda e delle persone che si relazionano con essa: personale, stakeholder, clienti. Mettiamo al centro il concetto di Interaction Field: un ecosistema dinamico in cui persone, tecnologie e stakeholder co-generano valore in modo sinergico e consapevole. Integriamo competenze scientifiche nella strategia aziendale e trasformiamo la variabile umana in un asset strategico misurabile.
La vostra è quindi una consulenza che non si limita a far quadrare i conti…
Progetti di trasformazione digitale, lanci di prodotto o passaggi generazionali falliscono in percentuali elevate (dal 70% al 90%) non per carenze numeriche, ma per fattori umani come la resistenza al cambiamento, la mancanza di leadership o un’errata lettura del mercato. Credo che il più grande limite della consulenza classica sia proprio la mancata considerazione della variabile umana. Tutta la componente intangibile, difficilmente misurabile con metriche tradizionali, è di fatto quella che ha l’impatto maggiore sul successo o l’insuccesso e noi ci concentriamo su di essa.
Quali sono i tratti dell’approccio consulenziale di Mudra?
Partiamo dal presupposto che, nel mercato contemporaneo, il valore di un’impresa non risiede più solo nei suoi beni materiali o risultati economici, ma nella capacità di governare l’irrazionale: comportamento umano in azienda come sul mercato, percepito, fluidità dei processi. La profonda conoscenza di queste dinamiche, sia per studio che per esperienza, ci consente di portare trasformazioni efficaci e durevoli che soddisfino tanto le performance economico-finanziarie quanto il benessere organizzativo.
Il nucleo della vostra filosofia è il principio delle Tre I: Intangibles, Interactions e Impact. Di che cosa si tratta?
Intangibles sono gli asset intangibili. La vera fonte di valore costante nel tempo: capitale umano, know-how, attrattività sul mercato, efficienza dei processi, e così via. Il nostro compito è individuarli, incrementarli e capitalizzarne il valore. Con Interactions intendiamo la generazione di valore condiviso attraverso la creazione di Interaction Field. Campi di interazione mirati tra aziende, persone e stakeholder, superando il concetto di ecosistema tradizionale. Impact, infine, è l’impatto delle azioni non solo sul risultato operativo, ma anche sulla vita professionale e personale di tutte le persone coinvolte.
Come funziona concretamente una consulenza Mudra?
Andiamo alla radice del problema, proponendo percorsi di advisory su misura che partono dal “REC checkup”. Un’analisi preliminare di 28 variabili intangibili, che rivela cosa realmente non funziona. Da qui, un Advisory Board dedicato costruisce un percorso su misura. Dimostrando la sua efficacia sia per sbloccare il potenziale inespresso di aziende con performance in calo, sia per guidare complesse trasformazioni digitali. Allo stesso modo, il metodo si adatta per intervenire sulle dinamiche umane e risolvere le tensioni nei team. Oppure per affiancare le famiglie imprenditoriali nei delicati passaggi generazionali, garantendo una transizione che preserva il valore e la continuità aziendale.
Abbiamo bandito il timesheet, perché il valore si misura dai risultati, non dalle ore lavorate. Dove possibile adottiamo un modello a business outcome, che lega una parte significativa del compenso al raggiungimento di Kpi concreti e condivisi, allineando i nostri interessi a quelli del cliente. Il nostro approccio è radicato in un solido sistema di valori. Il “Dharma” che definisce il comportamento etico e armonioso dell’azienda. Principi come il rispetto per il tempo, la disciplina e la consapevolezza dell’impatto generato da ogni azione guidano ogni scelta strategica. Questo si traduce in un ambiente di lavoro basato sul merito, sul rispetto reciproco e sulla condivisione di valori interiorizzati.
Chi tipo di percorsi proponete alle aziende?
Abbiamo l’Advisory orizzontale, dove creiamo il Board e lo mettiamo a disposizione del cliente per almeno 12 mesi, oppure percorsi specifici verticali, i “Booster”. Business Booster per risanare le performance economico-finanziarie e Brand Booster per il lancio o rilancio del brand. Ancora, Revenue Booster per ottimizzare il flusso marketing-vendite, Change Booster per la gestione del cambiamento, Ceo Booster per supportare le figure apicali e HR Booster per il risanamento della struttura organizzativa.
Ci può dire qualcosa in più sull’HR Booster?
HR Booster nasce da anni di ricerca e studio in ambito di neuroscienze organizzative, con la direzione scientifica di psicologi che attingono dai progressi scientifici consolidati oltreoceano. È un percorso in cui risaniamo la struttura organizzativa prioritizzando un trasferimento di strumenti e conoscenze che permettano alle persone di regolare e co-regolare il sistema nervoso. Questo consente di “calmare gli animi” anche in condizioni critiche. Seguiamo personalmente le figure apicali e in alcuni casi anche tutto l’organico, colmando lacune metodiche e comunicative che penalizzano la struttura. Infine, ci occupiamo delle cose più ordinarie: organigrammi, funzionigrammi, tool di collaborazione ecc. per consolidare il percorso fatto e riconsegnare al Ceo un’impresa ripulita da disfunzionalità e disorganizzazione.
Insomma, con Mudra la persona è veramente al centro.
Faccio fatica a immaginare una realtà dove le persone siano più al centro di così e spero di aver dimostrato che per noi non è solo una frase a effetto.
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Chi è Carlotta Silvestrini










