50 anni di Statuto dei Lavoratori

A mezzo secolo dalla legge che “ha portato la Costituzione nelle fabbriche” un webinar sul futuro delle relazioni di lavoro organizzato da Cnel, che guarda alla sua modernizzazione.

Statuto dei Lavoratori

a cura di Greta Gironi |

“Lo Statuto dei Lavoratori è la Legge che ha fatto entrare i diritti costituzionali e il Sindacato nelle fabbriche e ci ha accompagnato per cinquant’anni nel mondo del  lavoro. Esso è diventato patrimonio comune della nostra cultura. Adesso, però, i tempi sono cambiati, non c’è più la fabbrica di allora, c’è una frammentazione sia del lavoro che dell’impresa. Dobbiamo collaborare per un adeguamento della normativa che resti, però, sempre fedele allo Spirito dello Statuto. A tal proposito, il Cnel vuole lanciare una riflessione a tutto campo mobilitando le organizzazioni sociali e gli esperti per costruire dei percorsi che attualizzino i principi della Legge 300 in questo nuovo contesto”.

Lo ha affermato il presidente del Cnel, Tiziano Treu, aprendo il webinar su “Statuto dei Lavoratori e futuro delle relazioni di lavoro”, organizzato in occasione del 50° anniversario della legge n. 300 del 20 maggio 1970. “Bisogna estendere i diritti anche oltre le forme del lavoro tradizionale. In primis, il diritto alla formazione che sarà il vero alimento dei lavoratori per reggere le sfide tecnologiche della fabbrica. Occorre immaginare i tipi di partecipazione da promuovere per aiutare i singoli e non lasciarli soli nelle imprese del futuro, che possono essere incerte, complicate e che quindi vanno rese anch’esse più rispondenti alle persone”, ha aggiunto Treu.

Rilanciare lo Statuto dei Lavoratori nei tempi di cambiamento

Secondo il professor Franco Liso dell’Università La Sapienza di Roma, che ha svolto la prima relazione, “la parziale perdita di centralità dei contenuti dello Statuto rispetto alle strutturali trasformazioni intervenute nel tessuto economico e organizzativo, richiede una sua attualizzazione e la necessità di un recupero dei valori da esso espressi attraverso tutele di tipo nuovo. È necessaria anche un rilancio in particolare della sua anima promozionale nella prospettiva di una maggiore responsabilizzazione delle parti sociali nella creazione e nel governo della regolazione dei rapporti di lavoro”.

Al suo intervento è seguito quello della professoressa Mariella Magnani dell’Università di  Pisa, la quale sostiene che “lo Statuto dei Lavoratori va completato e attualizzato. Il problema non riguarda tanto la teoria, perché molte soluzioni sono state individuate e ormai raccolgono un significativo consenso, quanto la mancanza di visione e della cultura del riformismo necessaria per realizzarle”. Di grande interesse anche il punto di vista del professor Riccardo Del Punta dell’Università di Firenze, secondo cui: “L’idea di Statuto può essere rilanciata, ma a condizione di modernizzarla in rapporto alle esigenze dei lavoratori e delle imprese del XXI secolo”.

Da segnalare anche l’intervento di Michele Faioli, che ha sollecitato una riflessione sulla relazione tra macchina intelligente e lavoratore, insistendo sulla necessità di arricchire lo Statuto dei Lavoratori con uno “Statuto dei lavoratori nella fabbrica 4.0”, all’interno del quale indicare il modo mediante cui si può realizzare “un’equilibrata combinazione dei poteri del datore di lavoro ‘algoritmico’ con i diritti della persona”.

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