Quando la sicurezza fa i botti

Le criticità in materia di salute e sicurezza in ambito pirotecnico, un settore che in dieci anni ha fatto quasi 70 vittime.

spettacolo di fuochi d'artificio sul mare di notte

di Tiziano Menduto* |

In Italia sono presenti settori lavorativi che, apparentemente impermeabili ai tentativi di migliorare l’informazione e la prevenzione in materia di sicurezza, mostrano ancora una elevata frequenza, e ancor più gravità, degli infortuni professionali.

È il caso, ad esempio, delle attività lavorative relative al settore dei prodotti pirotecnici che nel mese di novembre 2019 è stato funestato da un gravissimo incidente a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, con un bilancio di cinque morti. Un incidente che si aggiunge all’elenco dei tanti infortuni mortali che sono avvenuti in questi ultimi anni in queste attività: 4 a Città Sant’Angelo (Pescara), 3 a Tagliacozzo (L’Aquila), 10 a Modugno (Bari), 4 a Giugliano (Napoli), 1 a Gesualdo (Avellino) solo per citarne alcuni.

Secondo una ricerca del Codacons (Coordinamento delle Associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti e dei consumatori) dal 2000 ad oggi sono state quasi 70 le vittime a causa di esplosioni in queste fabbriche di fuochi d’artificio.

Un settore particolarmente critico

Al di là delle specifiche dinamiche dell’incidente avvenuto nel messinese, come mai in questo settore non si riescono ad attivare efficacemente delle politiche di prevenzione in grado di evitare questi tragici accadimenti?

Proprio per rispondere a questa domanda il quotidiano on-line PuntoSicuro ha intervistato, pochi giorni dopo l’incidente, Liliana Frusteri (Contarp Inail – Settore II – Prestazioni e igiene industriale) che nel 2018 aveva coordinato una importante pubblicazione dell’Inail dal titolo “Indicazioni operative per le aziende del settore pirotecnico. Fabbriche, depositi di fabbriche e di vendita”.

Ai microfoni di PuntoSicuro Liliana Frusteri ha ricordato che il documento, realizzato dalla Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione (Contarp), ha permesso di riesaminare tutti gli eventi infortunistici e le risultanze di sopralluoghi condotti in alcune aziende, al fine di analizzare le principali criticità e, alla luce di queste, mettere a punto indicazioni in grado di supportare datori di lavoro e Rspp nella gestione dei rischi più rilevanti e nell’attuazione degli aspetti normativi in termini di salute e sicurezza dei lavoratori e norme di prevenzione incendi.

I principali fattori di rischio

Questi approfondimenti hanno evidenziato alcuni fattori che sono sicuramente alla base dei tanti infortuni avvenuti nel settore:

  • parziale o totale inadeguatezza degli ambienti di lavoro e della loro organizzazione;
  • insufficiente selezione e verifica della qualifica dei fornitori di sostanze e miscele;
  • assenza di un controllo qualità in ingresso su materie prime e semilavorati;
  • quantitativi di materiale esplodente eccedente i limiti consentiti dalla legge;
  • utilizzo di macchine e attrezzature spesso inadeguate ai rischi presenti (ad esempio, utilizzo di attrezzi in metallo non antiscintilla);
  • carenza nella formazione e nell’addestramento delle maestranze utilizzate;
  • errori dovuti all’assenza o alla mancata osservanza di procedure;
  • utilizzo di manodopera occasionale per far fronte a particolari esigenze produttive.

Un corpo normativo articolato e complesso

Inoltre sempre nell’intervista, come, d’altronde, riportato anche nella pubblicazione Inail, si è segnalato che il settore è regolato da un corpo normativo articolato e complesso che si è sviluppato in tempi diversi e che è relativo a vari aspetti quali la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, la salvaguardia della popolazione e la tutela dell’ambiente.

E anche le modeste dimensioni aziendali che caratterizzano il comparto, costituito per lo più da piccole imprese artigiane, accrescono le difficoltà attuative della normativa in materia poiché talvolta non si dispone di sufficienti professionalità in grado di attuare la complessa e articolata regolamentazione.

Sarebbe necessaria una riorganizzazione normativa relativa al settore pirotecnico, almeno per renderla più attuale e meglio applicabile, ma questa riorganizzazione non è un’operazione semplice.

Come è facilmente comprensibile, gli ambiti da regolamentare sono diversi e pertanto occorrono regole chiare e rigorose, visto che l’impatto di eventuali criticità può avere effetti devastanti sui lavoratori, sulla popolazione e anche sul territorio circostante.

La sorveglianza del mercato

In definitiva, conclude nell’intervista Liliana Frusteri, questi gravi incidenti che avvengono nel settore pirotecnico dimostrano che occorre insistere e trovare forme ancora più efficaci per incidere in termini di prevenzione.

Ad esempio, è importante intensificare la sinergia tra soggetti istituzionali e imprese e, naturalmente, le associazioni di categoria possono giocare un ruolo determinante per favorirla.

Ed è anche necessario insistere sulla sorveglianza del mercato in termini di controllo dei fornitori e della qualità delle materie prime e dei prodotti importati, così come poter disporre di ulteriori risorse professionali pubbliche che possano già in fase prevenzionale supportare le aziende.


* Articolo realizzato in collaborazione con PuntoSicuro, dal 1999 il primo quotidiano on-line sulla sicurezza (www.puntosicuro.it)

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