L’Intelligenza Artificiale al servizio dei professionisti

Il Knowledge Management rappresenta l’ultima frontiera per gli Studi Professionali che possono in questo modo migliorare la creazione, la diffusione, la conservazione e la condivisione delle informazioni.

intlligenza artificiale

di Laura Reggiani |

Lavorofacile.it, marchio di MGConsulting che opera da oltre 20 anni nel campo dei servizi per i professionisti attraverso l’informazione quotidiana, la formazione in aula e in e-learning con percorsi studiati per gli Studi Professionali, docenze di alto profilo, strumenti a supporto della pratica quotidiana e prodotti editoriali, considera l’innovazione tecnologica un punto strategico per creare progetti e prodotti che agevolino il professionista nella gestione del lavoro.

Questa visione si è rafforzata attraverso la partnership con Argo Vision, una start-up innovativa nata nel 2016, specializzata in progetti di machine learning e visione artificiale. Come spiega Alessandro Ferrari, Ceo di Argo Vision, “l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale in progetti di gestione documentale consente di migliorare le performance dei professionisti, velocizzando la ricerca e la fruizione del dato. Argo ha sviluppato un motore di intelligenza artificiale ‘orizzontale’ che potenzia il business di molte aziende in tutto il mondo su molteplici mercati in ambito Big Data, Realtà Aumentata e Virtuale, Smart Manufacturing e Industria 4.0, analisi video e gestione documentale evoluta”.

Elisa Bonati, Cmo di MGconsulting ci inquadra il settore di riferimento: “Il mercato dei Big Data è in continua espansione, nel 2018 ha raggiunto un valore complessivo di 1,393 miliardi di euro di investimento, in crescita del 26% rispetto all’anno precedente. Rimane un importante divario fra le grandi imprese che si dividono l’88% degli investimenti e le Pmi, che rappresentano il 12% del mercato”.

Dottoressa Bonati, come stanno evolvendo i servizi per i professionisti ai tempi dei Big Data?

L’Harvard Business Review, ha definito il Data Scientist come il “lavoro più sexy del XXI secolo” e lo conferma il mercato con il sempre maggiore interesse per la figura professionale dell’analista, colui che si occupa di ricavare informazioni utili e concrete dall’enorme mole di dati che generiamo e con cui entriamo in contatto quotidianamente. Nel campo dell’informazione e della formazione per i professionisti trovo che la gestione dei dati con sistemi di business intelligence, come notizie, documenti, materiali multimediali, consenta di migliorare l’organizzazione e la fruizione della conoscenza, grazie a prodotti/ servizi che soddisfino al meglio le esigenze dell’utente in termini di assistenza immediata, motori di ricerca avanzati e sistemi sempre più intelligenti di apprendimento automatico.

Dottor Ferrari, come si può organizzare la conoscenza all’interno di sistemi evoluti?

Per la documentazione e l’organizzazione della conoscenza è fondamentale parlare di Information Retrieval. Nel campo dell’informatica significa “reperimento delle informazioni”, inteso come l’insieme delle tecniche utilizzate per gestire la rappresentazione, la memorizzazione, l’organizzazione delle informazioni e l’accesso a documenti, pagine web e oggetti multimediali contenenti informazioni. Questa disciplina, con l’aumento esponenziale delle informazioni “di valore” di cui le aziende dispongono, è diventata un fattore chiave di competitività tra le imprese. Il fine è di soddisfare il “bisogno informativo dell’utente”, garantendogli i documenti e le informazioni, in seguito a una specifica ricerca. Spesso le aziende però non dispongono di un framework digitale organizzato delle informazioni; è prassi vedere ancora archivi cartacei, documenti non strutturati, pagine web che puntano a contenuti obsoleti o mancanti. Questo è il principale problema su cui intervenire. I criteri su cui si fonda la disciplina dell’Information Retrieval sono:

  1. la rilevanza dell’informazione, ovvero la capacità di identificare quali documenti sono rilevanti e quali non lo sono per l’utente, riuscendo a caratterizzare esattamente i bisogni informativi dell’utente;
  2. il richiamo dell’informazione con sistemi di apprendimento automatico basati sul concetto di rilevanza del documento. Questo concetto è determinato dal modello di Information Retrieval adottato;
  3. la precisione, intesa come numero di documenti rilevanti rispetto al numero di documenti recuperati;
  4. il rumore, ossia i documenti non rilevanti recuperati nella ricerca dell’utente.

Esistono molti player che offrono soluzioni di analisi dei Big Data. Lo conferma?

Se consideriamo solo il mondo delle start-up, i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano parlano di più di 400 nuove aziende innovative censite nel 2018 operanti nei Big Data Analytics, fondate dal 2013 e finanziate dal 2016. Circa un terzo di queste start-up lavora su soluzioni di estrazione rapida delle informazioni, analisi predittive di varia natura e analisi testuale. Numeri importanti, che confermano un trend ed evidenziano che il mercato è pronto a recepire nuove imprese fondate su nuove competenze. Argo Vision nasce come realtà innovativa nel mondo della visione artificiale e del machine learning. Negli ultimi 3 anni abbiamo portato a termine con successo più di 20 progetti con una dozzina di aziende e negli ultimi 18 mesi ci siamo specializzati anche nello sviluppo di soluzioni di analisi testuale e comprensione semantica. Tutto è nato da una esigenza specifica di un nostro cliente operativo nel retail. Con MGconsulting abbiamo iniziato una collaborazione per rilasciare un nuovo sistema di supporto agli Studi Professionali che consenta di strutturare e fruire del know-how in materia di diritto del lavoro, welfare e previdenza. Tutto in maniera innovativa.

Dottoressa Bonati, quali sono le prospettive nel campo dell’informazione e della formazione?

Siamo stati abituati a pensare che la ricerca delle informazioni debba avvenire solo tramite web, ma esiste un mondo di informazioni nascoste di proprietà delle aziende di difficile reperimento, in quanto male organizzate, spesso non digitalizzate e quindi non raggiungibili. In quest’ottica nasce il progetto di generazione di un sistema di Knowledge Management evoluto. L’obiettivo che ci proponiamo è realizzare strumenti tecnologici al servizio del Consulente del Lavoro e dei suoi collaboratori basati su logiche di Business Intelligence che consentano agli utenti di non dover fare ricerca su molteplici fonti, potendo trovare tutto ciò che serve loro in un unico “luogo virtuale”: dall’interpretazione della Legge, ai manuali operativi, dalla formazione e l’aggiornamento continuo, al confronto diretto con esperti del settore. Possiamo parlare di Blended Learning per spiegare l’esperienza utente durante l’interazione con il software: un’unica sede virtuale in cui si ha a disposizione un database enorme di informazioni settoriali, in un blend di conoscenze che passano dalla consultazione all’online learning.

L’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nel mondo dell’informazione e della formazione ci consente di migliorare la qualità dei servizi offerti, amplificandone le potenzialità, il valore e riducendo i tempi di consultazione da parte dell’utente.

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