FONDIRIGENTI | Progetto Sud, incentivi per la formazione manageriale

Il Progetto Sud di Fondirigenti per la promozione di interventi orientati all'innovazione, alla sostenibilità, al potenziamento delle infrastrutture nel Mezzogiorno

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Una nuova tappa di presentazione dell’iniziativa di Fondirigenti a sostegno della crescita competitiva delle imprese che operano nel Sud del Paese si è tenuta presso Confindustria Catania, lo scorso 30 ottobre alle ore 11.30. 

Progetto Sud: un’ opportunità per promuovere il Mezzogiorno

Il Progetto Sud di Fondirigenti è apparso del tutto in linea con la richiesta congiunta che Confindustria e sindacati confederali hanno avanzato al Governo, perché promuova interventi pubblici e privati orientati all’innovazione, alla sostenibilità, al potenziamento delle infrastrutture in quest’area del Paese.

Il Mezzogiorno sconta in particolare un grave ritardo nel livello di managerializzazione delle imprese, che determina un gap di competitività e innovazione rispetto al resto d’Italia. Il Fondo ha quindi deciso di lanciare con sue risorse un intervento “ad hoc” per i prossimi tre anni. Il Progetto Sud sarà realizzato in tre fasi: indagine sui fabbisogni, diffusione di buone pratiche e supporto all’innovazione.

Nel 2016 soltanto l’11 per cento dei piani di finanziamento alla formazione dei dirigenti era stato presentato da aziende meridionali. Invece di recuperare su questo dato assai poco lusinghiero, in tre anni la percentuale delle aziende meridionali che ha presentato piani di formazione da proporre al finanziamento è scesa ancora di due punti sul resto del Paese, attestandosi al 9 per cento.

Il Fondo si mobilita per ascoltare le esigenze delle aziende meridionali

Per sostenere una domanda di formazione più consistente da parte delle imprese meridionali, il Fondo è corso allora ai ripari, decidendo di riservare loro ben 2 milioni di euro sugli 8 che ha complessivamente investito nel 2019 sulla formazione dei dirigenti: il 25 per cento del totale, dunque.

Le aziende con sede al Sud sono lentamente diminuite negli anni, fermandosi ai livelli del 2016 (circa 900 unità) ed è calata anche la presentazione dei progetti per l’accesso alle risorse a disposizione per la formazione dei suoi dirigenti.

Imprese che stentano a uscire dalla crisi, che hanno pochi e non sempre qualificati manager, che innovano poco, e che per giunta hanno sistemi associativi arretrati, che non le stimolano e non le attraggono. È così che si spiega il gap. Non a caso dialogo, ascolto e supporto sono le principali richieste che provengono da questi territori, che si sentono spesso isolati dal resto del Paese.

L’importanza del confronto per migliorarsi

“Attraverso la diffusione di buone pratiche – ha dichiarato il presidente di Fondirigenti Carlo Poledrinidi esperienze di successo da replicare, si creano le condizioni per il riconoscimento dell’importanza del fattore management per l’impresa. Queste modalità di intervento sono particolarmente indicate per il Sud ma si prestano ad essere replicate anche in altre aree del Paese che stentano a ripartire, come, ad esempio, le regioni del Centro”.

“Abbiamo organizzato un roadshow con una serie di incontri sul territorio meridionale – spiega Costanza Patti, Direttore generale di Fondirigenti –  coinvolgendo le associazioni di Confindustria e Federmanager delle regioni Puglia, Campania, Calabria, Sardegna e Sicilia con l’obiettivo di informare e accrescere il know-how dei territori, la conoscenza di strumenti e iniziative che Fondirigenti mette al servizio delle imprese e lo scambio di esperienze e buone pratiche con le realtà imprenditoriali del nord”.

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