Lavoro e assunzioni: il mercato a quasi un anno dal Decreto Dignità

decreto dignità

La fotografia del mercato del lavoro in Italia fatta da Assosomm a quasi un anno dall’approvazione del Decreto Dignità, lascia spazio a numerose riflessioni.

Dipendenti occupati a Tempo Indeterminato in Italia (includono anche i dati della Somministrazione)

Gli ultimi dati pubblicati dall’Istat relativi al primo quadrimestre dell’anno 2019, registrano un numero di occupati pari a 14 milioni 884mila e 416 unità. Se paragonati al 2018, che nel medesimo quadrimestre vede 14 milioni e 884mila e 846 di occupati, si può notare un calo di 420 persone assunte a tempo indeterminato.

Dipendenti occupati a Tempo Indeterminato in Somministrazione di lavoro (ed impiegati presso aziende clienti).

Dei 14 milioni e 884mila e 846 di occupati nel 2018, un numero pari a 38.568 sono lavoratori assunti a tempo indeterminato dalle agenzie per il lavoro. Relativamente, invece, al primo quadrimestre del 2019, tra 14 milioni 884mila e 416 di unità assunte, sempre a tempo indeterminato, si contano 63.837 di lavoratori in somministrazione (fonte Forma.Temp, Fondo per la formazione dei lavoratori in somministrazione.)

Il ruolo delle ApL nelle assunzioni

Dai dati sopra una prima evidenza è rappresentata dal fatto che la somministrazione ha visto crescere il contratto a tempo indeterminato di 25.259 unità, facendo pertanto registrare un aumento in termini percentuali del 65,49% per il 2019 rispetto al 2018.

Questo significa che le Agenzie hanno giocato un ruolo di non poco conto nell’incremento delle assunzioni a tempo indeterminato, e quindi nel processo di stabilizzazione delle risorse umane nel mercato del lavoro contribuendo in modo determinante a mantenere stabile l’occupazione. È utile dire, inoltre, che nel solo mese di aprile di questo 2019 sono già 67.520 i lavoratori in somministrazione assunti a tempo indeterminato.

Dipendenti occupati a Tempo Determinato in Italia (includono anche i dati della Somministrazione).

Nel primo quadrimestre 2018, il quadro dell’occupazione fornito dall’Istat, indica che gli occupati a tempo determinato sono 2.965.998, mentre per il 2019 vi è un incremento di 75.138 unità, per un totale di occupati a tempo determinato di 3.041.139.

Dipendenti occupati a Tempo Determinato in Somministrazione di lavoro (ed impiegati    presso aziende clienti).

Da un focus sul mercato della somministrazione, invece, emerge che le assunzioni a tempo determinato sono in calo: infatti contro le 375.467 persone assunte nel primo quadrimestre 2018, registriamo assunzioni di 324.121 nel primo quadrimestre 2019. Parliamo quindi di un decremento per il comparto della somministrazione a termine: meno 51.346 persone, corrispondente a un -13,68% sull’anno precedente.

Totali dipendenti occupati (Tempi Indeterminati e Tempi Determinati) compresi i lavoratori somministrati.

Se consideriamo infine il totale degli occupati del primo quadrimestre 2018, contiamo 17.925.552 persone occupate, che sono aumentate di 74.718 unità nel 2019.

Di queste 17.925.552 persone occupate nel 2018, tra tempo determinato e indeterminato, sono state assunte attraverso contratto di somministrazione 414.035 unità. Mentre nel primo quadrimestre 2019, gli assunti con contratto in somministrazione sono 387.948: si registra quindi un calo complessivo di – 26.087 unità.

Un’ultima interessante notazione è offerta dall’analisi del numero di ore lavorate. In somministrazione, il primo quadrimestre 2018 sono state lavorate n.188.605.823 di ore; mentre nel primo quadrimestre 2019 le ore lavorate calano a 183.316.370 (5.289.453 ore lavorate in meno).

Numero che tradotto in full time equivalent (ovvero numero di persone assunte con un contratto a tempo pieno) equivale a 9.617 persone in meno, che sono usciti in gran silenzio, senza clamori della cronaca.

In linea generale – afferma Rosario Rasizza, Presidente di Assosommla somministrazione sta provando con tutte le sue forze a reagire con coraggio alle nuove e penalizzanti condizioni che hanno, al di là dell’andamento economico generale non positivo, generato un sensibile calo dell’occupazione. Contiamo sul riconoscimento del nostro ruolo sociale di facilitatori nell’incontro tra domanda ed offerta di lavoro nel mercato, supportato anche da questi numeri. Ribadiamo come sempre la nostra disponibilità a mettere a disposizione del sistema-Paese una estesa e concreta esperienza a fianco di imprenditori, dei lavoratori e, soprattutto, delle 51.346 persone che non hanno trovato più lavoro, previsione peraltro già anticipata con estrema accuratezza numerica, da molti mesi, dal nostro osservatorio di settore.

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