CONSULENTI DEL LAVORO | Abolito il Libro Unico del Lavoro Telematico

    Il decreto legge “Disposizioni urgenti per la deburocratizzazione, la tutela della salute, le politiche attive del lavoro e altre esigenze indifferibili”, approvato a metà ottobre dal Consiglio dei Ministri, contiene l’abrogazione dell’art. 15 del decreto legislativo 15 settembre 2015, n. 151. La disposizione abrogata prevedeva, infatti, che a partire dal 1° gennaio 2019 il Libro unico del Lavoro avrebbe dovuto essere tenuto in modalità telematica presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, demandando a un decreto ministeriale l’individuazione delle modalità tecniche ed organizzative della tenuta. Finora, però, nulla era stato fatto proprio per la farraginosità delle procedure da attuare.

    Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro già nel 2015, nel corso delle audizioni parlamentari sui decreti attuativi del Jobs Act, nel documento contenente proposte e osservazioni per la razionalizzazione e la semplificazione in materia di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro, aveva evidenziato la mancanza di indicazioni atte a chiarire le finalità della tenuta telematica del LUL e il raccordo con gli altri flussi, quali Uniemens e modello 770. In quella occasione si ribadiva la necessità di regolare le modalità di accesso ai dati sia da parte del personale ispettivo che dei soggetti interessati, raccordando tali disposizioni alla normativa in materia di privacy, senza costi aggiuntivi per le imprese. Richiesta nuovamente formulata nei mesi scorsi.

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