Domani, giovedì 24 settembre, presso l’Università degli Studi Link di Roma, si apre la seconda edizione del Symposium della Formazione Finanziata, promosso da Ecosistema Formazione Italia (EFI) in collaborazione con Studio Galvan.
La decisione presa a pochi mesi dall’appuntamento del 25 marzo nasce dalla necessità reale di dare seguito al confronto in una fase di rapida evoluzione del quadro di riferimento. Coinvolgendo 200 partecipanti, l’evento è pensato per favorire un dialogo diretto e operativo tra i principali stakeholder dell’ecosistema della formazione e delle politiche attive del lavoro.
A marzo scorso, il primo Symposium si era aperto in un momento di trasformazione strutturale della formazione finanziata, dopo l’introduzione delle nuove Linee Guida per i Fondi Interprofessionali. Il nuovo quadro ha rafforzato requisiti di sostenibilità, controlli, trasparenza, infrastrutture digitali e interoperabilità, aprendo contemporaneamente alla possibilità di gestire risorse integrative rispetto al tradizionale contributo dello 0,30% Inps. Oggi il tema non è più soltanto comprendere la riforma, ma misurarne gli effetti, individuare le criticità applicative e capire come il nuovo assetto stia modificando concretamente il funzionamento del sistema.
Formazione finanziata in Italia: il secondo appuntamento del 2026
È proprio questa la ragione del secondo appuntamento. Trasformare il confronto avviato a marzo in un percorso continuativo, capace di mettere in relazione chi definisce le politiche, chi amministra le risorse e chi ogni giorno traduce quelle politiche in formazione per imprese e lavoratori. Il tratto distintivo del Symposium della Formazione Finanziata resta il metodo. Un incontro a porte chiuse e su invito, che consente agli stakeholder di confrontarsi in maniera concreta, condividere esperienze e dati, far emergere criticità e avanzare proposte operative.
Presenti la quasi totalità dei Fondi Interprofessionali, rappresentanti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e di altre Pubbliche Amministrazioni coinvolte nei processi di formazione dei lavoratori pubblici e privati, insieme a imprese, enti attuatori e professionisti del settore. Primo e grande obiettivo, superare la frammentazione del sistema e costruire uno spazio stabile di interlocuzione tra pubblico e privato. Passare dalla somma di strumenti, norme e finanziamenti a una visione più integrata di quella che si definisce “economia delle competenze”. Un comparto nel quale interagiscono Fondi, Stato, Regioni, soggetti pubblici e privati della formazione, professionisti, imprese e cittadini.
Dai Fondi Interprofessionali all’AI
Al centro del confronto l’analisi dell’impatto delle Linee Guida sul funzionamento dei Fondi Interprofessionali, l’intelligenza artificiale applicata ai processi formativi, la certificazione delle competenze e l’evoluzione dell’e-learning. Temi diversi, ma legati dalla stessa domanda: come trasformare le risorse destinate alla formazione in competenze realmente utili alle persone e alle imprese?
La questione è particolarmente rilevante, dato che digitalizzazione, intelligenza artificiale e trasformazione dei fabbisogni professionali stanno spostando la formazione continua all’interno delle politiche attive del lavoro. “A marzo abbiamo discusso di come sarebbe cambiato il sistema. Oggi possiamo iniziare a discutere di cosa sta accadendo davvero. È questo il valore del secondo Symposium: mettere intorno allo stesso tavolo chi scrive le regole, chi gestisce le risorse e chi deve applicarle ogni giorno”, sottolinea Giovanni Galvan, esperto di politiche attive del lavoro e titolare dello Studio Galvan. “La formazione finanziata non può trasformarsi in un sistema che misura la propria efficacia sulla quantità di procedure prodotte. Dobbiamo capire quali strumenti funzionano, dove si creano colli di bottiglia e soprattutto se le risorse riescono a tradursi in competenze realmente utilizzabili dalle imprese e dalle persone. Il Symposium serve esattamente a questo: portare i problemi operativi dentro un confronto che possa produrre soluzioni”.
Conferma Kevin Giorgis, presidente di Ecosistema Formazione Italia: “Il nostro obiettivo è dare continuità al confronto e trasformarlo progressivamente in un metodo di lavoro stabile. Parlare di economia delle competenze significa riconoscere che formazione, lavoro e competitività non possono più essere affrontati separatamente. Dietro la formazione finanziata esiste un sistema economico di risorse, imprese, professionalità e milioni di lavoratori. Far dialogare questi soggetti significa contribuire a costruire una politica delle competenze più efficace per il Paese.
Per informazioni: www.efi-italia.it/summit/symposium
















