Dal carcere al lavoro: formazione contro la recidiva

"Recidiva Zero con il Digitale": percorsi di formazione e accompagnamento al lavoro, coinvolti 80 detenuti in 5 penitenziari

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Carcere di Bollate: formazione per i detenuti con siam 1938

È una decisa lotta alla ricaduta nel reato quella che avrà per protagoniste 80 persone detenute nei principali istituti penitenziari di Lombardia, Piemonte e Lazio.

Sono infatti chiamate ad un percorso di 1.818 ore di formazione teorica e pratica che, in vista dell’uscita dal carcere, consentirà l’acquisizione di competenze tali da facilitare il reinserimento nel mondo del lavoro. Una delle condizioni essenziali per evitare quelle recidive che, in Italia, riguardano il 70% degli ex detenuti.

È questo l’obiettivo di Recidiva Zero con il Digitale, il progetto selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale (partnership tra Governo e associazioni di fondazioni e Casse di Risparmio) per abilitare il reinserimento socio-lavorativo di persone detenute prossime al termine della pena attraverso percorsi di formazione digitale.

Il progetto vede come capofila Ifoa (Istituto Formazione Operatori Aziendali), nato 55 anni fa per volontà del sistema delle Camere di Commercio e Agenzia per il Lavoro, forte di 300 dipendenti, 15 sedi nelle principali città italiane e quartier generale a Reggio Emilia. Coinvolge poi gli istituti penitenziari Casa Circondariale Torino Lorusso e Cutugno, Casa Circondariale Monza, Casa di Reclusione Milano – Bollate, Casa Circondariale Roma Rebibbia e Roma Rebibbia Nuovo Complesso.

“Recidiva Zero con il Digitale”, sottolinea Umberto Lonardoni, direttore generale di IFOA, “rappresenta per noi un nuovo campo di intervento, convinti che la formazione possa generare un impatto concreto e diventare pienamente abilitante anche per persone finora distanti dai percorsi tradizionali.

Coordiniamo una rete che mette insieme competenze formative, tecnologiche, sociali e occupazionali. L’obiettivo è costruire un modello che non si limiti a formare, ma prepari il rientro nella società e l’incontro con il mondo del lavoro”.

Favorire l’inclusione e ridurre il rischio di recidiva

“Un simile approccio”, conclude il direttore generale di IFOA, “può essere sicuramente replicabile ed esteso, contribuendo così ad agevolare l’inclusione e ad abbassare decisamente anche la recidiva, come attestano gli studi del Cnel, che indicano la possibilità di scendere dal 70 al 2% dei casi di reiterazione del reato proprio grazie ad una estesa formazione e a un nuovo rapporto tra carcere e contesto sociale e lavorativo”.

Ad ispirare il progetto la storia di Luigi Celeste (raccontata anche nel film Familia del 2024), che durante la detenzione ha intrapreso un percorso formativo in ambito informatico da cui ha avuto origine la sua ricostruzione personale e professionale, fino a diventare Cisco Ccna Trainer. Suo formatore e mentore fu Lorenzo Lento, fondatore di Universo Cooperativa Sociale, già formatore Cisco, che sarà tra i formatori anche del progetto Recidiva Zero con il Digitale, permettendo ai partecipanti di acquisire le competenze per diventare sistemisti informatici, un ruolo sempre più richiesto dal mercato del lavoro.

Per le persone che concluderanno il percorso sono previsti laboratori di preparazione ai colloqui di lavoro per orientare alle opportunità professionali disponibili. Recidiva Zero con il Digitale vuole sostenere il cammino tra pena e reinserimento e costruire con la formazione un modello replicabile sia da stakeholder istituzionali, che dal sistema penitenziario e da chiunque altro interessato ad attivare percorsi analoghi.

Recidiva Zero con il Digitale è coordinato da Ifoa in partenariato con Universo Cooperativa Sociale, Randstad Italia, Prison Fellowship Italia e MEET Digital Culture Center. Sostengono il progetto Cisco, Confprofessioni, Anitec-Assinform e Smartive. Il progetto è selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale.

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