Assunzioni in aumento, anche per i giovani

Le previsioni di assunzione di ManpowerGroup mostrano un'ascesa del 16% nel quarto trimestre. Crescono anche le assunzioni dei giovani, nonostante i tempi più lunghi

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Manpowergroup Employment Outlook: assunzioni nel secondo trimestre 2023

Tornano a crescere in modo deciso le intenzioni di assunzione delle aziende italiane per il quarto trimestre dell’anno. Secondo il ManpowerGroup Employment Outlook Survey (MEOS), la previsione netta di occupazione (Neo) per il periodo ottobre-dicembre 2026 si attesta al +16%, in aumento di 14 punti rispetto al trimestre precedente e sostanzialmente in linea (-1%) con il dato registrato nello stesso periodo del 2025.

Il risultato evidenzia un ritorno a livelli di fiducia più elevati dopo la fase di rallentamento osservata nel trimestre estivo e conferma la capacità delle imprese italiane di pianificare nuovi inserimenti nonostante un contesto economico e geopolitico ancora caratterizzato da elementi di incertezza. Intenzioni di assunzione positive soprattutto per i comparti dell’ospitalità e ristorazione, che registra una previsione netta pari a +26% e del commercio, trasporti e logistica, con il +24%.

“Le aziende italiane mostrano una rinnovata propensione ad assumere in vista della fine dell’anno. Il recupero rispetto al trimestre precedente conferma come la ricerca di competenze continui a rappresentare una priorità strategica per sostenere crescita e competitività”, afferma Anna Gionfriddo, amministratrice delegata di ManpowerGroup Italia. “È particolarmente significativo il segnale che arriva sui profili a inizio carriera: le imprese continuano a investire sui giovani talenti, mentre l’evoluzione tecnologica e l’Intelligenza Artificiale stanno ridefinendo le competenze richieste. In questo scenario, la vera sfida resta la disponibilità di persone con le competenze adeguate, rendendo sempre più importante rafforzare il collegamento tra formazione e mondo del lavoro”.

Confronti settoriali, dimensionali e territoriali

Tutti i settori considerati dall’indagine mostrano il segno positivo per il quarto trimestre dell’anno.

  • Ospitalità e ristorazione +26%
  • Commercio e trasporti +24%
  • Servizi tech & IT +19%
  • Costruzioni e immobiliare +17%
  • Settore bancario, finanziario e assicurativo +15%
  • Manifatturiero +15%
  • Attività professionali, scientifiche e tecniche +14%

Dal punto di vista delle dimensioni,

  • grandi aziende (tra 1.000 e 4.999 persone) +34%
  • piccole imprese (tra 10 e 49 collaboratori) +21%
  • medie imprese (tra 50 e 249 e tra 250 e 999 lavoratori) +15%
  • microimprese (meno di 10 persone) +11%
  • grandissime realtà (sopra i 5.000 dipendenti) +7%

A livello geografico,

  • sud e Isole +21%
  • centro Italia +18%
  • nord Est e nord Ovest +13%

Giovani talenti in azienda: assunzioni in crescita nell’ultimo anno

L’indagine evidenzia come il mercato del lavoro italiano resti aperto all’inserimento di figure a inizio carriera, pur in un contesto in cui competenze, automazione e nuove tecnologie stanno modificando i criteri di selezione. Rispetto all’anno precedente, il 42% delle aziende italiane dichiara di aver aumentato le assunzioni di profili early-career, tra chi segnala un incremento lieve e chi indica una crescita significativa, mentre il 38% non registra variazioni. La quota di imprese che dichiara una riduzione si attesta invece al 19%, indicando che, in Italia, l’impatto dei cambiamenti in corso sui profili entry level appare presente ma non prevalente.

Tra le aziende che assumono giovani talenti, le posizioni più richieste riguardano:

  • amministrazione e supporto d’ufficio (25%)
  • sviluppo di modelli e applicazioni IA (23%)
  • operations e logistica (23%)
  • manifatturiero e produzione (20%)
  • ruoli IT tradizionali (20%)

Tra chi riduce gli inserimenti early-career, invece, le motivazioni sono, in ordine:

  • il calo generale delle assunzioni (41%)
  • la pressione sui costi che porta a privilegiare candidati più esperti e immediatamente produttivi (22%)
  • la mancanza dell’esperienza richiesta (19%)
  • il gap di soft skills (18%)
  • l’automazione guidata dall’AI (16%)

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