Interim management: strategico ma sottoutilizzato

L’inserimento di manager temporanei è diffuso soprattutto nelle PMI (46%), richiesti generalmente profili over 55 per la funzione di General Manager

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L’interim management può rappresentare una risorsa strategica, oggi non pienamente utilizzata dalle aziende italiane

In un mercato del lavoro segnato da transizioni e incertezze, l’interim management può rappresentare una risorsa strategica, oggi non pienamente utilizzata dalle aziende italiane.

L’opportunità di inserimento temporaneo (da pochi mesi a un massimo di due anni) di manager di alto livello per gestire situazioni di cambiamento o di crisi, per colmare vuoti di leadership o di competenze, è conosciuta dall’81,9% delle imprese italiane. Eppure solo il 35,1% lo ha effettivamente integrato nei propri processi organizzativi. Sono alcuni dati raccolti Randstad Professional Leaders Research & Selection.

I dati sull’interim management in Italia

L’identikit dell’interim manager è un dirigente di età superiore ai 55 anni (oltre il 70% dei casi) con significativa esperienza di alto profilo in azienda. A cui viene richiesta soprattutto la funzione di General Management. Il ricorso a manager a tempo determinato non è una prerogativa assoluta delle grandi multinazionali. I dati mostrano infatti una forte penetrazione dell’interim management nelle Pmi, il 46% delle imprese che ne fanno uso, seguite dalle realtà a conduzione familiare (22%). Nel 70% dei casi, le aziende che attivano mandati di interim management hanno meno di 250 dipendenti. Il General Management è la funzione più richiesta (31%), seguita dalle Operations (20%) e dall’area Finance/HR (16%).

Futuro strutturale per creare valore

Il futuro appare in crescita: il 30% delle aziende intervistate prevede di utilizzare questo strumento nei prossimi mesi. Buono anche il tasso di fidelizzazione: il 50% di chi lo ha usato lo rifarebbe. La sfida per il 2026 sarà spostare l’asse dal “canale diretto” a una selezione qualitativa, basata sul fit culturale e sulle soft skill, garantita da provider professionali.

“L’interim management non è una sostituzione temporanea, ma un acceleratore di managerializzazione per le PMI”, dichiara Elisa Ansandri, Senior Manager Interim Management Randstad Professional. “In un’epoca di trasformazione costante, saranno vincenti le organizzazioni capaci di innestare figure ad alto valore aggiunto esattamente quando e dove servono. Superando il concetto statico di organico aziendale per abbracciare quello dinamico di ecosistema di competenze. Inoltre, l’interim management rappresenta per i talenti senior una nuova ‘frontiera carrieristica’, trasformando l’uscita dal mercato tradizionale in opportunità di valore”.

 

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