Donne e siderurgia: la sfida dell’autenticità

Responsabile delle relazioni esterne di siderweb e dei contenuti dell’evento Made in Steel, Francesca Morandi prova a cambiare la prospettiva della presenza femminile nell’industria con la community “Acciaio al Femminile” e iniziative di formazione e divulgazione

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Intervista a Francesca Morandi, responsabile delle relazioni esterne di siderweb e dei contenuti dell'evento Made in Steel

di Maria Cecilia Chiappani |

Da Vittorio Morandi Ferro Tubi Lamiere alla community di siderweb, passando per la Conference & Exhibition Made in Steel e la rete “Acciaio al Femminile”: la storia di Francesca Morandi si intreccia con quella di una famiglia bresciana che da tre generazioni lavora nell’acciaio.

Responsabile contenuti e relazioni esterne di siderweb, insieme al fratello Paolo, Ceo di siderweb.com, portale lanciato dal padre Emanuele nel 2001, ha scelto di portare voci nuove e autentiche in un settore dove le donne rappresentano solo il 5% degli occupati. Alla community di professioniste si affiancano il libro “Soffitti di cristallo, radici d’acciaio” edito da Il Sole 24 Ore e un nuovo Executive Programme in collaborazione con Luiss Business School. Un percorso di passione e contenuti, nella visione di un’industria che da “pesante” diventa “pensante”.

La sua storia si intreccia a quella di una famiglia storica nel mondo dell’acciaio. Come si è avvicinata professionalmente al settore e quale visione l’ha guidata nel costruire il suo attuale ruolo?

La nostra storia inizia nel 1973, dalla società Vittorio Morandi Ferro Tubi Lamiere. “C’era tutta un’Italia da costruire – non da restaurare, non da ripristinare – da costruire, e il mondo sapeva di vernice, di benzina, di plastica”, scriveva Edoardo Nesi. Noi, sapevamo di acciaio. Mio nonno paterno, Vittorio, dopo una lunga esperienza nel Gruppo Falck, a soli 46 anni, una volta in pensione, sceglie di rimettersi in gioco. Nel 1973 fonda una ditta specializzata nella distribuzione di materiali siderurgici: ferro, tubi e lamiere.

Il figlio Emanuele lo segue e diventa direttore commerciale, rinunciando alla grande passione dell’insegnamento. Si può rinunciare a un ruolo, ma non alla propria vocazione. Così, quella passione per lo studio, la ricerca e l’approfondimento lo porta a creare una assoluta novità nel mondo dell’acciaio. Nel 2001 nasce siderweb, il principale provider in Italia di prezzi, informazioni e analisi della filiera. La filiera diventa una community digitale e, con la manifestazione Made in Steel, successivamente fondata da mio padre, anche reale: luogo di incontro, di sguardi e di relazioni.

Parallelamente, Morandi Steel ancora oggi offre servizi di lavorazione nell’ambito della Holding Morandi Group. Alla guida di siderweb e Made in Steel siamo io e mio fratello Paolo, in qualità di Ceo. Condivido con lui la passione per Dante e per le stelle (siderurgia deriva dal latino “sidera” stelle). Mi occupo di contenuti e relazioni: in questo contesto nascono il programma “L’altro Volto dell’Acciaio”, video podcast che racconta i vissuti di imprenditori e imprenditrici, e il network “Acciaio al Femminile”. La visione che guida il mio percorso è portare autenticità in un ambito tradizionalmente B2B ma, prima di tutto, fatto di persone. Uomini e donne che ogni giorno lavorano con passione e coraggio. Valorizzare queste persone attraverso i contenuti è ciò che orienta il mio lavoro quotidiano.

“Acciaio al Femminile” nasce nel 2022: di cosa si tratta e cosa l’ha spinta a creare questo progetto?

Questo progetto nasce da un’esigenza reale. Il tasso di occupazione femminile italiano è il più basso in Europa: al 55%, circa 14 punti percentuali sotto la media europea. Una donna su cinque esce dal mercato del lavoro dopo la maternità e le lavoratrici guadagnano in media il 43% in meno all’anno, a parità di mansione, rispetto ai colleghi uomini. Ben oltre la media europea del 36,2%.

Secondo la banca dati Istat aggiornata al 2017, nell’industria, costruzioni escluse, le donne rappresentano il 27% degli occupati. Nella siderurgia, la percentuale cala vertiginosamente al 5%. Guardando alla prima trasformazione dell’acciaio, siamo al 13%, comunque lontano dalla proporzione generale. Eppure, è ormai condiviso, almeno a parole, che un ambiente di lavoro eterogeneo porti dinamismo, apertura al cambiamento, ricchezza di confronto e idee. Tra le ragioni di questo divario, poi, si colloca anche il ridotto accesso alle carriere Stem tra le donne: una laureata su sei (16,6%), contro un laureato su tre (34,5%).

Per provare a cambiare questo contesto, rientrando dalla seconda maternità, e rendendomi conto delle complessità dell’essere donna nel mondo siderurgico, nel 2022 ho lanciato la community “Acciaio al Femminile”. Un’iniziativa creata per fare rete tra professioniste del settore intorno a ciò che da sempre anima siderweb: i contenuti. E così, interviste, iniziative come le borse di studio, e oggi anche un nuovo Programma Executive, animano questo network che vuole mettere a fattor comune esperienze, buone pratiche, storie e vissuti.

Nel libro “Soffitti di cristallo, radici d’acciaio” raccoglie le voci di manager e imprenditrici italiane. Quali pattern comuni ha trovato nelle loro storie?

È un libro che parla sì di donne, ma anche di economia, di leadership, di comunicazione. Aiuta a comprendere come abitare il mondo del lavoro. Perché una cosa è certa: abbiamo bisogno di rinnovare il bagaglio con cui affrontiamo l’avventura del fare impresa. Di lenti nuove per leggere una realtà sempre più complessa e incerta. I pattern comuni sono essenzialmente tre.

Primo, il lavoro come vocazione, chiamata, missione. Un luogo per esprimere il proprio talento inteso come capacità di generare valore per gli altri e per la società. E, più di ogni altra cosa, il talento come responsabilità verso il mondo. Tutte le storie raccontate, dalla bisnonna Fiorina a Emma Marcegaglia, condividono la visione di un lavoro vissuto come forma di servizio, come espressione del talento e come luogo in cui dare senso al proprio agire e contribuire, in modo autentico, alla crescita degli altri e della comunità.

Secondo, il coraggio. Dalle testimonianze emerge un coraggio concreto, fatto di scelte controcorrente, “in direzione ostinata e contraria” direbbe Fabrizio De Andrè. Come Amalia Ercoli Finzi, prima donna a laurearsi in ingegneria aeronautica in Italia, o Cristiana Scelza, con il coraggio dei suoi “no”. Tutte le donne del libro, in fondo, hanno iniziato da qui. Da un “no” consapevole a ruoli, aspettative o percorsi non sentiti come propri, per arrivare a dire “sì” a un progetto in cui credevano profondamente.

Infine, c’è l’essere rimaste donne. Le protagoniste non hanno cambiato la loro essenza, mantenendo grazia e autenticità, ciascuna a modo proprio. Dalla generosità di Marina Salamon all’energia di Barbara Cominelli, non hanno cercato di imitare modelli di leadership maschili, né di adattarsi a schemi preesistenti. Hanno portato nel lavoro il proprio modo di essere. Qui sta il punto: il mondo del lavoro, oggi più che mai, non ha bisogno di copie, ma di autenticità. Questi aspetti richiedono una narrazione capace di proporre modelli reali, in cui impegno e sacrificio camminano insieme a leadership e merito.

In questo senso, il richiamo di Papa Francesco, con l’iniziativa “Economy of Francesco”, invita fortemente a ripensare il modo di fare impresa e di abitare l’economia. Nel mio piccolo, ho cercato di rispondere a questa chiamata. “Abbiate perciò il coraggio di sostituire le paure con i sogni. Non siate amministratori di paure, ma imprenditori di sogni”, ricordava Papa Francesco.

Nella prefazione, Emma Marcegaglia parla di “movimenti culturali da condurre con forza e controllo”. Come si bilancia, a suo avviso, l’urgenza del cambiamento con la necessità di non creare situazioni controproducenti?

L’urgenza del cambiamento richiede energia e determinazione, ma deve essere guidata con visione e responsabilità. I movimenti culturali non devono creare situazioni che comportino chiusura e stereotipo, specialmente nei confronti delle donne. Serve piuttosto guidare il cambiamento valorizzando competenze condivise e riconosciute. Entusiasmo e determinazione devono sempre andare di pari passo con consapevolezza e inclusione, per trasformazioni efficaci e durature. Possiamo ripartire da qui.

Novità 2026, il programma formativo “Leadership e Innovazione per la Siderurgia del Futuro”. Cosa significa leadership trasformativa e quali competenze richiede?

Il programma, di cui vado molto fiera, nasce dalla collaborazione tra siderweb e Luiss Business School. Da un lato il know-how accademico e manageriale, con un brand di grande importanza, dall’altro una conoscenza verticale e profonda del settore siderurgico. Se è vero che oggi a guidare devono essere i contenuti, questo percorso offre una prospettiva nuova sulla leadership, mantenendo il radicamento nel mondo dell’acciaio.

La leadership trasformativa nasce da un’esigenza concreta: evolvere in contesti sempre più complessi e interconnessi. Non è una qualità astratta, ma un processo dinamico che si nutre di confronto e network, come può accadere in un’aula di professionisti. Studiare e comprendere ciò che accade intorno a noi è imprescindibile tanto quanto sviluppare maggiore consapevolezza personale. La leadership trasformativa richiede quindi competenze tecniche, certo, ma anche capacità relazionali, pensiero critico, apertura al cambiamento e apprendimento continuo. È, prima di tutto, un esercizio di responsabilità verso sé stessi, verso gli altri e verso il futuro del settore.

Made in Steel da fiera a piattaforma internazionale. Guardando alla prossima edizione, quali saranno i temi cruciali per la filiera?

La prossima edizione di Made in Steel si terrà a Milano dall’11 al 13 maggio 2027. Nel suo percorso di sviluppo, caratterizzato dal recente ingresso di Fiera Milano, siderweb resta anima e organizzatrice di un evento che non rappresenta solo un momento di incontro e di business. Bensì un hub culturale, vivo e generativo, dove idee, visioni e competenze si intrecciano. Per questo abbiamo sempre definito Made in Steel non fiera, ma Conference & Exhibition.

Iniziativa molto importante, la presentazione di “Industria e Acciaio 2050”, studio promosso da siderweb per identificare i futuri scenari che impatteranno il settore. La nostra filiera, termometro dell’economia reale, si trova di fronte a cambiamenti epocali: abbiamo l’urgenza e la necessità di definire una nuova visione, dove industria, futuro e conoscenza possano intrecciarsi per disegnare orizzonti nuovi. Un’industria che, da pesante, possa diventare pensante. Questo perché abbiamo a cuore l’acciaio, e le aziende di una community fondamentale per l’economia. E crediamo nella bellezza del nostro Paese, un luogo magnifico, ricco di attrattività.

Se dovesse parlare, come Francesca Morandi, a una giovane che valuta il settore industriale: cosa rende oggi questo mondo più interessante rispetto al passato?

È un mondo profondamente cambiato, e più che mai affascinante. Un mondo in cui anche noi donne siamo chiamate a giocare un ruolo da protagoniste. Rispetto al passato, il settore industriale, in particolare quello siderurgico, sta vivendo una trasformazione importante: le nuove tecnologie e la digitalizzazione aprono scenari inediti, creando spazi e opportunità che prima non esistevano.

Allo stesso tempo, la sostenibilità ridefinisce priorità, processi e competenze, dando vita a ruoli nuovi e a una diversa idea di impresa. Per una giovane Stem o una professionista HR, questo significa entrare in un contesto dinamico, dove c’è ancora molto da costruire e innovare. Resta tuttavia un elemento decisivo: la passione. Qui non bastano le competenze tecniche, a fare davvero la differenza sono le persone, con la loro umanità, autenticità e capacità di portare valore. E si apre lo spazio più interessante: contribuire, con il proprio sguardo a trasformare un settore chiave per il futuro.

Chi è Francesca Morandi

Direttrice delle relazioni esterne di siderweb, Francesca Morandi coordina i contenuti di Made in Steel, l’evento internazionale dedicato alla filiera siderurgica, contribuendo a promuovere conoscenza e nuova narrazione del settore. Ha ideato “Acciaio al Femminile”, primo progetto su inclusione ed empowerment femminile nella siderurgia. Nel 2024 ha ricevuto il premio New Deals per l’innovazione e la divulgazione di valori positivi e nel 2025 ha pubblicato il libro “Soffitti di cristallo, radici d’acciaio”, edito da Il Sole 24 Ore. Laureata in Economia e Management alla Bocconi di Milano, ha frequentato un programma internazionale presso HEC Montréal.

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