di Francesca Cardinali |
L’Italia sembra consolidare una carenza strutturale di forza lavoro nel proprio sistema sanitario.
Una carenza risultato di diversi fattori interconnessi. Si parte da insufficienti investimenti nella formazione iniziale, per cui le risorse destinate all’istruzione universitaria e alla formazione professionale nel settore sanitario risultano spesso inadeguate rispetto alla domanda crescente di personale qualificato, per poi approdare a condizioni di lavoro stressanti e poco attrattive e retribuzioni non competitive rispetto ad altri Paesi. Con conseguente emigrazione e fuga di cervelli per salari più elevati, migliori condizioni di lavoro e maggiori possibilità di carriera.
In aggiunta, come ulteriori elementi di sfavore, l’età elevata del personale, di cui gran parte prossimo alla pensione senza prospettiva di ricambio generazionale, e le disparità regionali, per cui alcune aree del Paese offrono condizioni di lavoro e remunerazioni meno allettanti. Contribuendo a uno squilibrio nella distribuzione dei professionisti sanitari.
Competenze sanitarie: i numeri del contesto
Nel settore sanitario, anche in ragione dell’anzianità media del personale occupato già citata, si prevede un tasso di uscita per pensionamento di oltre il 15% sul totale degli attuali occupati. Ciò determina la stima di una domanda di lavoro per sostituzione di circa 331mila operatori equamente distribuiti tra settore pubblico e settore privato.
A cui si aggiunge l’espansione della domanda di salute e assistenza alla persona, che porta a un incremento di 13.400 unità circa il fabbisogno aggiuntivo del settore pubblico. E di oltre 130mila lavoratori per il potenziale richiesto dalle strutture sanitarie private e dai servizi di assistenza territoriali. In particolare, il livello di criticità è confermato anche dall’esito delle iscrizioni ai nuovi corsi di infermieristica per cui, in numerose facoltà, non sono stati coperti i posti disponibili.
Il Progetto “La salute bene comune”
Il progetto “La salute bene comune”, presentato nell’ambito dei Programmi di formazione professionale e civico-linguistica del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nasce come parte strategica dello sviluppo del sistema sanitario privato. È promosso da un ampio partenariato:
- Federterziario Formazione, federazione di categoria di Federterziario;
- CPIA 4 di Roma, riferimento nell’educazione degli adulti stranieri e nell’erogazione e certificazione dell’apprendimento della lingua italiana;
- Jobconsult, organismo accreditato in Regione Lazio per la formazione e i servizi al lavoro e Agenzia per il Lavoro;
- Inforjob, capofila l’Associazione nazionale di enti ed organismi di formazione, iscritta al Registro nazionale delle associazioni che svolgono attività in favore degli immigrati.
L’iniziativa è stata presentata lo scorso 27 novembre a Roma, presso l’Associazione Civita. Il convegno ha riunito istituzioni, esponenti del mondo sanitario, rappresentanti della formazione, imprese e partner internazionali, in un confronto dedicato alla costruzione di un nuovo modello di qualificazione e inserimento dei professionisti della salute.
Risposte concrete alle esigenze italiane
“Con questo progetto vogliamo dare risposte concrete alle esigenze del settore sanitario” afferma Nicola Patrizi, presidente di Federterziario. “Abbiamo avviato un confronto con strutture estere per definire percorsi formativi che accompagnino l’ingresso di lavoratori stranieri in Italia, sostenuti dal nostro fondo interprofessionale FondItalia. L’iniziativa permetterà di attivare in Argentina percorsi concordati con università e istituzioni locali sulle competenze sanitarie, per formare operatori destinati alle strutture private italiane. Il nostro impegno si colloca nel solco dell’attività formativa della Confederazione che supporta le micro e piccole imprese nel reperimento di personale qualificato”.
Sono soggetti aderenti: Federterziario, confederazione datoriale che opera al fianco delle piccole e medie imprese; Ugl, organizzazione sindacale tra le più rappresentative a carattere nazionale; Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata), organizzazione di rappresentanza di case di cura e di ospedali privati italiani.
Primo dialogo con l’Argentina
Secondo Alessandro Franco, segretario generale di Federterziario, l’iniziativa rappresenta “il valore del dialogo tra le parti sociali. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Federterziario e Ugl e, grazie al supporto del fondo interprofessionale, permetterà a 200 infermieri argentini di venire in Italia. È solo un primo passo, ma dimostra che si possono costruire soluzioni utili al mondo del lavoro. Partendo dal privato, intendiamo proporre questo modello anche alle istituzioni e alle regioni, con l’obiettivo di replicarlo e valorizzare il partenariato pubblico-privato, fondamentale soprattutto per le micro e piccole imprese”.
Il progetto potrà contare, inoltre, sulla cooperazione con una importante rete di supporto all’estero: istituti universitari attivi in Argentina e alcune importanti realtà associative presenti nelle città argentine in cui si svolgeranno i corsi. “L’obiettivo” spiega Simone Bentrovato, presidente di Federterziario Socio-Sanitaria “è affrontare una delle maggiori criticità del sistema sanitario, pubblico e privato: la carenza di infermieri. Per questo abbiamo immaginato un’azione di sistema che formi personale all’estero e lo accompagni all’inserimento in Italia. Partiamo dal settore privato, anche grazie alla collaborazione con Aiop. Abbiamo raccolto i fabbisogni delle strutture e costruito una risposta concreta. L’Argentina è il primo Paese scelto, per affinità culturale e storica: un elemento che faciliterà un percorso già di per sé complesso, come quello di formare professionisti e integrarli nel contesto sanitario italiano”.
Gli obiettivi del progetto per le competenze sanitarie
Il progetto perseguirà i seguenti macro-obiettivi:
- un obiettivo di medio-lungo periodo (Ob.1): lo sviluppo e il consolidamento di un sistema di relazioni tra soggetti di diversi Paesi finalizzato all’inserimento nel mercato del lavoro italiano di professionisti del settore sanitario e dell’assistenza domiciliare, che andranno a operare in strutture sanitarie a carattere privatistico;
- nel perseguire questo obiettivo, il progetto (Ob.2) sperimenterà concretamente le condizioni di fattibilità, le attività preparatorie, formative e di accompagnamento all’inserimento al lavoro di 200 infermieri con il supporto operativo dei partner e il sostegno degli enti aderenti;
- l’azione formativa all’estero, con l’intervento diretto del CPIA4 di Roma per l’apprendimento e la certificazione B1 di lingua italiana, è integrata (Ob.3) da un percorso formativo di completamento in Italia, finalizzato alla contestualizzazione della esperienza professionale nelle aziende sanitarie italiane;
- all’avvio del progetto il partenariato attiveràspecifiche collaborazioni con la Direzione Generale delle Professioni sanitarie (Dgprof), Ufficio 2 – Riconoscimento titoli delle professionalità sanitarie (Ob.4) per la gestione della procedura di “Riconoscimento di un titolo professionale sanitario conseguito in un Paese extracomunitario, ai fini dell’esercizio in Italia dell’attività professionale di Infermiere”. A questo obiettivo è finalizzato il piano di comunicazione, gestione eventi e sviluppo della relazione con la Dgprof che il progetto intende realizzare.
In un contesto in cui l’Italia ha una crescente domanda di lavoratori stranieri per soddisfare le richieste del mercato, Federico Lazzarini, presidente di Inforjob, intervenendo al convegno di presentazione del progetto, ha sostenuto la necessità di creare “un’agenzia per l’immigrazione che selezioni i lavoratori qualificati di cui il nostro Paese ha bisogno direttamente nei Paesi di origine”.
Il contributo di FondItalia
L’azione progettuale si svilupperà sia all’estero sia in Italia permettendo ai partecipanti, nella fase di formazione all’estero, un apprendimento linguistico e sistemico decontestualizzato. Seguito da un approfondimento tecnico, in Italia, fortemente finalizzato al contesto lavorativo nel quale saranno inseriti. Le attività formative realizzate in Italia utilizzeranno le risorse derivanti dalla quota, destinata alla formazione continua, del contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria.
Attraverso una specifica collaborazione con FondItalia, il Fondo Interprofessionale per la formazione continua promosso da Ugl e Federterziario, disponibile al finanziamento di percorsi formativi, che dovranno rispondere ai requisiti stabiliti dalle Linee Guida “Modalità di predisposizione dei programmi di formazione professionale e civico-linguistica e criteri per la loro valutazione”, mediante un Avviso FEMI dedicato di prossima pubblicazione.
“FondItalia, facendo seguito alle richieste formulate dalle imprese aderenti del comparto sociosanitario e su sollecitazione delle Parti Sociali costituenti” ha dichiarato Egidio Sangue, direttore di FondItalia “ha deliberato la pubblicazione di un avviso pubblico sperimentale diretto a finanziare percorsi formativi finalizzati all’aggiornamento delle competenze di cittadini stranieri residenti in Paesi terzi. In risposta al fabbisogno di figure professionali, in presenza di un disallineamento tra domanda e offerta di lavoro espresso dalle imprese aderenti. Unitamente all’ineludibile e costante aggiornamento del capitale umano oggi presente, si rende necessario attuare politiche mirate a favorire l’inserimento lavorativo di figure professionali provenienti da Paesi terzi”.
Conclude Sangue: “Al fine di garantire un’azione efficace sia in termini di risultato sia in termini di efficacia della spesa, sarà necessario selezionare Paesi di provenienza e aree di competenza in grado di garantire l’utilizzo di personale che, oltre a una solida preparazione tecnico-scientifica, possieda standard socioeducativi e modelli relazionali/operativi contigui al contesto socioculturale italiano”.
* Francesca Cardinali è responsabile dell’Area Formazione e dell’Area Ricerca e Comunicazione di FondItalia.
















