ASSOLAVORO | Disponibilità a collaborare per politiche attive funzionanti

    Assolavoro conferma la piena disponibilità delle Agenzie per il Lavoro a collaborare per politiche attive funzionanti e basate sul principio della centralità del lavoratore e di chi cerca una occupazione. È quanto ribadito dal Presidente di Assolavoro, Alessandro Ramazza, intervenuto assieme al Consigliere con delega alle transizioni verso il lavoro Antonio Bonardo, oggi in audizione presso la Commissione Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato della Repubblica.

    Le Agenzie per il Lavoro grazie agli oltre 10mila professionisti impiegati stabilmente nelle 2.500 filiali presenti su tutto il territorio nazionale rappresentano una vera e propria infrastruttura sociale.

    Grazie a una esperienza ventennale di incrocio virtuoso tra domanda e offerta di lavoro attraverso competenze e know how specialistici nei servizi per l’impiego favoriscono l’accesso e il reinserimento al lavoro di giovani e meno giovani (il 33% di chi accede a un lavoro tramite Agenzia proviene da una condizione di disoccupazione).

    Sono dieci i punti chiave indicati da Assolavoro per l’efficace ed efficiente funzionamento della rete dei servizi per il lavoro: Complementarietà del ruolo degli operatori privati autorizzati con quelli pubblici (CPI), con la regia e il controllo dell’Istituzione pubblica; Privilegiare le politiche attive in luogo di quelle passive; Prevedere processi operativi che rispettino i tempi della domanda manifestata dalle imprese; Valorizzare logiche di remunerazione del risultato modulate in base a occupabilità della persona e tempi di ricollocazione; Favorire accesso a banche dati e informazioni funzionali all’inserimento lavorativo; Limitare i fenomeni di “stop and go” delle misure di politica attiva e la frammentazione degli interventi; Monitorare i risultati; Prevedere un sistema di rating pubblico nazionale degli operatori pubblici e privati per facilitare la scelta da parte delle persone e premiare quelli più “performanti”; Vincolare sempre la formazione finanziata all’obbligo di placement, almeno in una quota parte, per contrastare la proliferazione della formazione non finalizzata e l’adesione dei lavoratori per il solo interesse all’indennità di partecipazione.

    Il testo integrale della memoria elaborata da Assolavoro è disponibile qui

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