Modalità di lavoro più flessibili potrebbero generare miliardi in produttività, aiutando le aziende ad attrarre e trattenere i talenti e preservando il capitale aziendale di conoscenze e competenze.
È quanto emerge dalla nuova ricerca realizzata da Arup e International Workplace Group, leader globale nelle soluzioni per il lavoro ibrido e negli spazi di lavoro flessibile con brand come Regus e Spaces.
In un contesto in cui le aziende competono per assicurarsi competenze chiave e aumentare la produttività, la capacità di attrarre e valorizzare i talenti è diventata una priorità assoluta. L’analisi dimostra che il lavoro ibrido ha il potenziale per trasformare questa sfida in valore economico: il miglioramento della fidelizzazione dei dipendenti potrebbe tradursi in incrementi produttivi dal valore di miliardi nell’arco di cinque anni (204,7 miliardi di dollari negli Stati Uniti).
La flessibilità è un fattore decisivo
I dati della ricerca confermano questo scenario: l’81% dei Chief Human Resources Officer (CHRO) considera il lavoro ibrido essenziale per trattenere i talenti migliori. Un dato in linea con le aspettative dei lavoratori:
- l’86% dei candidati indica la flessibilità come il benefit più richiesto;
- per oltre un terzo dei professionisti il lavoro da remoto è ormai il fattore primario nella scelta di un nuovo impiego, ancor prima dello stipendio.
Quasi tre leader aziendali su quattro (72%) affermano che la flessibilità è fondamentale per i professionisti più giovani, consapevoli di poter mantenere alti livelli di produttività senza lunghi spostamenti quotidiani. Oggi, il modello ibrido è la strategia più utilizzata per competere nell’attrazione dei talenti in ambito tech (37%), superando l’offerta di retribuzioni competitive (35%).
Offrendo maggiore flessibilità, i modelli ibridi consentono alle imprese di attingere a un bacino di candidati più ampio e di costruire modelli operativi più efficienti: è questo il cuore della “nuova equazione del talento”.
La retention come opportunità
Il modello sviluppato da Iwg e Arup identifica nel miglioramento della capacità di trattenere i talenti la maggiore opportunità in termini di produttività. In tal senso ridurre il turnover potrebbe aiutare le aziende a evitare perdite significative (fino a 40,9 miliardi di dollari di valore aggiunto lordo Gva ogni anno negli Stati Uniti): quando si lascia l’azienda, non si perde solo una singola risorsa, ma si disperdono slancio, capacità produttiva ed esperienza.
Trattenere le persone con esperienza offre anche un vantaggio fondamentale: preservare la conoscenza interna all’organizzazione, contribuendo a generare sostanziali incrementi di produttività (stimati in 65,5 miliardi di dollari). A questo si aggiungono le potenziali efficienze generate nei processi di recruiting e onboarding (9,4 miliardi di dollari). Nel complesso, questi benefici mostrano che la flessibilità del lavoro non è soltanto un benefit per i dipendenti, ma una leva strategica per crescita, resilienza e produttività.
Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale
L’Intelligenza Artificiale potrebbe amplificare ulteriormente questi benefici:
- 4 Ceo su 5 (80%) affermano che l’AI aumenta la produttività quando è integrata con il lavoro ibrido;
- oltre il 60% dei lavoratori dichiara che l’AI sta migliorando concretamente la propria esperienza di lavoro ibrido.
Christian Schmitz, Ceo di International Workplace Group, ha dichiarato: “Per ogni azienda, avere le persone giuste è fondamentale. Questa ricerca quantifica un aspetto che molti leader già riconoscono: trattenere persone con esperienza, attrarre talenti e offrire la flessibilità necessaria per lavorare al meglio può avere un impatto significativo sulla produttività. La tecnologia rende questa opportunità ancora più rilevante. L’AI sta cambiando il modo e i luoghi in cui si lavora, mentre modalità di lavoro più flessibili consentono alle aziende di accedere ai talenti ovunque si trovino. Insieme, possono aiutare le imprese a costruire organizzazioni più agili e produttive”.

















