In azienda la sostenibilità diventa longevità

Molte aziende iniziano a considerare la longevità una variabile strategica per migliorare benessere, produttività e qualità della leadership

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Molte aziende iniziano a considerare la longevità una variabile strategica per migliorare benessere, produttività e qualità della leadership

“Il vero problema non è lo stress in quanto tale ma la sua cronicità: il dover affrontarlo, senza sosta, senza recupero per anni”, spiega Filippo Ongaro intervenendo nel dibattito tra sostenibilità e longevità nelle aziende.

Nel confronto sul futuro del lavoro sta infatti emergendo un tema che fino a pochi anni fa apparteneva quasi esclusivamente alla medicina e alla ricerca scientifica: la longevità. Oggi, invece, sempre più aziende iniziano a considerarla una variabile strategica per migliorare benessere, produttività e qualità della leadership.

Cosa significa longevità aziendale

Non si tratta semplicemente di vivere più a lungo, ma di vivere meglio e mantenere nel tempo energia, lucidità e motivazione. Questo approccio è al centro del libro Il Mindset della longevità. Alla base del libro di Filippo Ongaro c’è un’idea precisa: la longevità efficace non nasce da mode o promesse miracolistiche, ma da solide basi scientifiche e da un cambiamento profondo di mentalità.

Rapporto tra lavoro e qualità della vita

Il rapporto tra lavoro e qualità della vita è uno dei punti chiave del tema della longevità. Il tempo e l’energia che le persone dedicano alla propria attività professionale hanno infatti un impatto diretto sulla salute fisica e mentale. Quando il lavoro assorbe completamente le energie senza lasciare spazio al recupero, il rischio è che lo stress diventi cronico e si trasformi in un fattore di deterioramento della salute. Al contrario, contesti professionali che favoriscono equilibrio e benessere contribuiscono anche a migliorare la qualità delle relazioni e delle performance.

“Uno degli elementi principali per vivere meglio è il trovare tempo per prendersi cura di se stessi, tempo che, nella maggior parte dei casi, è eroso dal lavoro e dalle responsabilità lavorative”, osserva Ongaro. “È altrettanto risaputo che una comunità di lavoratori sana e in salute rende meglio, produce di più e crea maggiore empatia e stimoli costruttivi”. La longevità entra quindi nel mondo aziendale come una leva per costruire ambienti di lavoro più sostenibili e capaci di valorizzare le persone nel lungo periodo.

Il valore delle aziende multigenerazionali

Il cambiamento demografico sta accelerando questa riflessione. L’allungamento della vita media e delle carriere rende le aziende più multigenerazionali, con persone di età ed esperienze molto diverse che lavorano fianco a fianco. In questo contesto il tema non è semplicemente l’età anagrafica, ma la capacità di mantenere prestazioni, competenze e motivazione lungo l’arco della vita lavorativa. La longevità diventa quindi un fattore che permette alle organizzazioni di preservare competenze, valorizzare l’esperienza e allo stesso tempo mantenere alto il livello di energia e innovazione.

Partire dal mindset per fare la differenza

Il punto di partenza è il mindset, il modo in cui una persona interpreta la realtà, affronta le sfide e gestisce le proprie emozioni. Questo sistema di convinzioni e atteggiamenti influenza ogni comportamento quotidiano: dalle abitudini legate alla salute fino alle decisioni professionali e alle relazioni con gli altri.

Sviluppare un mindset orientato alla longevità significa essere leader più completi e imparare a prendere decisioni che favoriscono il benessere nel tempo. Un percorso tutt’altro che automatico, perché la mente umana tende naturalmente a privilegiare il piacere immediato rispetto ai benefici futuri. Per questo motivo il cambiamento richiede consapevolezza, formazione e spesso percorsi di coaching strutturati. All’interno delle organizzazioni, questi processi partono frequentemente dai vertici, soprattutto quando gli imprenditori sono direttamente coinvolti nella gestione dell’azienda.

Stress e burnout si possono prevenire

Uno dei terreni più concreti in cui il mindset della longevità può fare la differenza è quello della prevenzione dello stress cronico e del burnout. Un fenomeno molto diffuso ma spesso sottovalutato nelle organizzazioni. Lo stress, in sé, non è necessariamente negativo. Può essere anche uno stimolo alla crescita e alla performance. Il problema nasce quando diventa costante e non lascia spazio al recupero.

“Di questi problemi soffre oltre la metà della popolazione aziendale in Italia ed è un tema che è stato purtroppo banalizzato. Il vero problema non è dover affrontare lo stress ma governarlo, evitando la cronicità senza momenti di recupero e senza capacità di controllo”, spiega il medico. In questo senso la longevità non riguarda solo la prevenzione delle malattie, ma la costruzione di un equilibrio psicofisico che permetta alle persone di lavorare e vivere con maggiore qualità.

La salute incide sulla leadership

In questo scenario anche il concetto di leadership assume un significato nuovo: il lavoro manageriale è basato sulle capacità cognitive, sulla lucidità decisionale e sulla gestione delle relazioni. Tutti elementi che dipendono in modo diretto dallo stato di salute dell’organismo. Per questo motivo la salute diventa una componente essenziale della leadership.

“Prendersi cura del proprio equilibrio psicofisico non è soltanto una scelta personale, ma una condizione che permette ai leader di guidare le organizzazioni con maggiore lucidità e continuità nel tempo”, aggiunge Ongaro. La longevità, quindi, non è solo una questione biologica. È una trasformazione culturale che riguarda il modo in cui le persone lavorano, guidano e costruiscono valore nel corso della propria vita professionale.

La figura del Chief Longevity Officer

Il crescente interesse delle aziende per la longevità ricorda da vicino un altro grande cambiamento culturale degli ultimi anni: l’affermazione della sostenibilità. Se la sostenibilità ha portato le imprese a interrogarsi sull’impatto ambientale e sociale delle proprie attività, la longevità introduce una riflessione simile sul capitale umano. “Una nuova forma di sostenibilità del lavoro, che mette al centro la qualità della vita professionale lungo tutto il ciclo di carriera. Se la longevità sta diventando una variabile strategica, è naturale che anche le organizzazioni inizino a interrogarsi su come gestirla in modo strutturato”.

In alcune realtà internazionali si inizia a parlare della figura del Chief Longevity Officer, un ruolo che potrebbe integrare competenze legate alla salute, al benessere organizzativo, allo sviluppo delle persone e alla sostenibilità delle performance. L’obiettivo non è solo promuovere iniziative di welfare aziendale, ma costruire una visione più ampia che colleghi benessere, cultura organizzativa e creazione di valore nel lungo periodo.

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