Dopo la maternità il lavoro resta importante, ma cambia il modo in cui viene vissuto. Per l’85% delle neo-mamme la nascita di un figlio modifica molto o abbastanza il significato attribuito alla propria vita professionale. Quasi 3 neo-mamme su 4 hanno pensato di ridurre l’orario, cambiare lavoro, lasciarlo o cercare un impiego più flessibile. Conciliazione vita privata e professionale, flessibilità e allattamento tra le principali sfide del rientro.
È quanto emerge dall’analisi di Anker eufy condotta sulle neo-mamme al rientro dopo la maternità, che fotografa aspettative e nuove sfide legate al ritorno alla quotidianità lavorativa dopo la nascita di un figlio.
Quasi 3 neo-mamme su 4 ripensano il proprio rapporto con il lavoro
Dopo la maternità, il 75% delle neo-mamme ha pensato di modificare concretamente il proprio rapporto con il lavoro:
- il 34% ha valutato una riduzione dell’orario;
- il 17% un cambio di lavoro;
- il 13% ha pensato di lasciare l’occupazione;
- più del 10% ha cercato o preso in considerazione un impiego più flessibile.
Solo il 6% dichiara invece che il proprio rapporto con il lavoro non sia cambiato.
Un ripensamento che, però, non si traduce nella volontà di rinunciare alla propria vita professionale. Se potessero scegliere senza vincoli economici o organizzativi, infatti, oltre 7 neo-mamme su 10 continuerebbero a lavorare, ma a condizioni differenti:
- il 45% vorrebbe mantenere il proprio lavoro con maggiore flessibilità;
- circa il 26% preferirebbe ridurre temporaneamente l’impegno lavorativo nei primi anni di vita del bambino.
Meno del 10% sceglierebbe di continuare a lavorare esattamente come prima.
L’ostacolo più grande è conciliare lavoro, cura del bambino e quotidianità
A pesare maggiormente sul ritorno al lavoro è la difficoltà di far convivere le diverse dimensioni della giornata. Per il 42% delle neo-mamme la principale difficoltà è conciliare orari di lavoro e cura del bambino.
Non sorprende, quindi, che alla domanda su quale misura potrebbe rendere più semplice il ritorno alla professione emergano soprattutto strumenti legati alla gestione del tempo. In ordine, hanno indicato:
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- maggiore flessibilità (oltre 6 su 10) attraverso orari più flessibili (31%), smart working e lavoro ibrido (30%);
- volontà di un rientro più graduale (13%)
- supporto economico per nido, baby-sitter o altri servizi di cura (11%).
Il ruolo dell’ambiente professionale rimane inoltre centrale. Solo il 12% delle intervistate afferma di sentirsi molto supportata nel ritorno post maternità. Dall’altra parte, quasi il 40% dichiara di sentirsi poco o per nulla supportata.
“La maternità porta con sé un cambiamento profondo nella gestione del tempo, delle priorità e della quotidianità. I dati mostrano quanto per molte neo-mamme sia importante poter contare su maggiore flessibilità, supporto e strumenti capaci di adattarsi a ritmi nuovi. Come Anker, vogliamo partire dall’ascolto di queste esigenze per sviluppare soluzioni tecnologiche semplici e concrete, pensate per accompagnare le famiglie nei diversi momenti della giornata e contribuire a rendere più gestibili le piccole e grandi sfide di ogni giorno”, spiega Lavinia Fogolari, Marketing Head di Anker.
Allattamento e rientro al lavoro: per 2 su 3 il problema è soprattutto organizzativo
Tra le sfide che accompagnano il ritorno alla quotidianità lavorativa emerge particolarmente quella legata all’allattamento. I dati mostrano come, più che la volontà di continuare, siano soprattutto tempi, spazi e organizzazione a rendere complessa la gestione di questa fase.
- Quasi il 30% delle neo-mamme indica come principale difficoltà il coordinamento tra orari, pause e spostamenti;
- più del 20% la possibilità di trovare tempo durante la giornata lavorativa;
- il 17% la disponibilità di uno spazio adeguato e riservato.
Nel complesso, quindi, circa 2 neo-mamme su 3 individuano in aspetti pratici e organizzativi il principale ostacolo alla gestione dell’allattamento durante il rientro al lavoro.
Una difficoltà che si riflette direttamente anche sull’esperienza dell’allattamento:
- oltre il 30% delle neo-mamme lo considera importante, ma difficile da conciliare con il lavoro e la routine quotidiana;
- quasi il 30% di quelle che avrebbero voluto continuare ad allattare dichiara di essere stata costretta a ridurre o interrompere l’allattamento.
La tecnologia al servizio della quotidianità delle neo-mamme
È proprio in questo spazio, fatto di esigenze molto concrete, che la tecnologia può assumere un ruolo sempre più rilevante: non sostituendo il supporto umano o organizzativo, ma contribuendo a rendere più semplice la gestione della quotidianità e offrendo maggiore libertà, flessibilità e autonomia.
La ricerca si inserisce nel percorso di Anker eufy di impegno nello sviluppo di soluzioni tecnologiche pensate per accompagnare le famiglie nella vita quotidiana. Accanto ai prodotti dedicati alla smart home e alla sicurezza domestica, il brand ha ampliato il proprio ecosistema con soluzioni specifiche per la maternità e la cura del bambino.
In particolare, la gamma eufy Baby di Anker Innovations comprende soluzioni pensate per rendere più semplice e flessibile la gestione dell’allattamento e della cura del bambino. Tra queste:
- i tiralatte indossabili eufy, come l’S1 Pro e l’E20, progettati per un utilizzo hands-free e discreto anche fuori casa e dotati dell’innovativa tecnologia HeatFlow, che eroga un calore delicato e regolabile durante l’estrazione per favorire il flusso del latte;
- l’app eufy Baby, tramite la quale è possibile personalizzare ritmo, intensità e velocità;
- i baby monitor eufy Baby, con monitoraggio ibrido fino a 4K utilizzabili sia con che senza Wifi, per garantire una supervisione costante.

















