A poche settimane dall’entrata in vigore della norma sulla trasparenza retributiva, la survey condotta da Robert Walters evidenzia come molte organizzazioni italiane non siano ancora preparate ad affrontare i cambiamenti richiesti.
Infatti, il 57% dei professionisti afferma di essere a conoscenza delle implicazioni della Direttiva europea sulla trasparenza retributiva, mentre il 43% dichiara di non conoscerne ancora i contenuti e gli impatti. Nonostante una discreta consapevolezza del tema, le organizzazioni italiane sembrano ancora lontane dall’essere pronte all’implementazione della normativa. Il 77% degli intervistati ritiene che la propria azienda non sarà pronta ad adeguarsi entro le scadenze stabilite. Soltanto l’11% dichiara che la propria organizzazione dispone già di una policy che garantisce la trasparenza retributiva.
Trasparenza retributiva: il parere dei lavoratori
La misura viene accolta positivamente dalla maggior parte dei talenti italiani: il 75% degli intervistati la considera un passo nella giusta direzione, solo il 14% esprime un’opinione negativa. Il 10% dichiara invece di non avere ancora un’opinione definita. Le aziende si trovano oggi a dover affrontare sfide complesse, tra cui la definizione di criteri retributivi oggettivi, l’identificazione del concetto di “lavoro di pari valore” e la costruzione di processi trasparenti per la comunicazione delle informazioni salariali. Chi saprà affrontare questa trasformazione con anticipo potrà beneficiare di una maggiore attrattività sul mercato del lavoro e di una cultura organizzativa più solida.
Ne va dell’attrazione dei talenti
La ricerca evidenzia inoltre come il tema della trasparenza retributiva stia diventando un fattore sempre più rilevante nelle scelte professionali dei candidati. Il 63% degli intervistati dichiara infatti che la consapevolezza che un’azienda sia allineata ai principi della trasparenza salariale influisce in maniera significativa sulla valutazione di un potenziale datore di lavoro: il 35% afferma che questo elemento incide molto sulla propria scelta e il 28% abbastanza. Solo il 12% ritiene che il tema non abbia alcuna influenza, mentre il 25% lo considera un fattore di scarsa rilevanza.

















